Gioventù bruciata

Gioventù bruciata e Project X: ribelli senza motivo

Gioventù bruciata e Project X sono due film apparentemente in antitesi ma che, con una distanza di quasi sessant’anni, riescono a comunicare tra generazioni.

Il giorno di Pasqua ci ricorda l’importanza della vita tanto quanto della morte, anzi, puntualizza che senza una, l’altra non può esistere. Per parlare di creazione bisogna parlare necessariamente anche di distruzione. La passione. Gesù Cristo ne incarna il principio portante e la sua vita e la sua passione sono le

Al netto di considerazioni religiose o teologiche, la figura del personaggio di Gesù esemplifica ribellione. Un predicatore ebraico in terra straniera che minaccia l’ordine costituito e il normale corso degli eventi. Da Ben-Hur a Spartacus e al Mosè de I dieci comandamenti, il cinema ha rappresentato uno spaccato epico della mortalità ed un processo generazionale della sfida a ciò che c’era prima.

Gioventù bruciata

Gioventù bruciata nasce con il titolo originale di Rebel Without a Cause, titolo di un libro del 1944 sull’analisi di criminali psicopatici. Undici anni dopo, nel 1955, i ribelli senza motivi non sono più i criminali, non sono più psicopatici, non sono più, punto. Sono l’immagine superficiale di una generazione che si è stancata di farsi prendere in giro dal conformismo statunitense e che esprime la sua ribellione senza violenza, ma solamente nel suo modo di essere.

Nicholas Ray firma il soggetto e la regia di un cult assurdo che ha contribuito a rendere James Dean un mito assoluto e senza tempo, assieme agli altri unici due film della sua breve carriera. Nel ruolo di Jim Stark, un diciasettenne con problemi con i genitori e senza la volontà di seguirli, Dean trasforma l’esasperazione giovanile in un sottile conflitto di classe e in uno scontro tra il vecchio e il nuovo, andando in contrordine all’autorità prestabilita.

Project X

Project X è uscito in Italia con il sottotitolo Una festa che spacca, e nulla si può dire se non che sia perfettamente accurato. La pellicola del 2012 di Nima Nourizadeh, prodotta da un Todd Phillips che ancora a non farsi odiare dal pubblico, è precisamente ciò che punta ad essere: una commedia semi-demenziale, girata come un falso documentario, su tre sfigati che organizzano la festa delle feste, che ben presto si trasforma in un’apocalisse.

Ma, i tre sfigati di cui si parla sopra, sono la perfetta rappresentazione di una generazione che solo ora ha iniziato a cambiare e che solo ora, forse, sta riuscendo a trovare una certa alternativa. La violenza che padroneggia in pieno il contorno del film diventa nient’altro che l’incessante ed ineluttabile specchio verso la frustrazione per il futuro e la possibilità di scrollarsi di dosso le colpe dei propri genitori.

Gioventù bruciata

Ribelli senza motivo

Per quanto assurdo possa sembrare, Gioventù bruciata e Project X comunicano tra di loro più di quanto non si pensi. E comunicano ancora di più coi giorni nostri. La differenza sostanziale sta in un’unica grande salto: l’apparenza. A Jim Stark non gliene poteve fregare di meno di come lo vedessero gli altri, tanto nessuno lo avrebbe mai visto come lui avrebbe voluto. A Thomas, Costa e J.B. interessa unicamente quello, almeno così pare.

Ma, sia Thomas che Jim condividono il più grande buco tra i due: la classe di appartenenza. Allora, quando parte dalla borghesia, e dalla nuova borghesia odierna, la ribellione è un’atto indesiderato, inconsapevole ed inespresso. Quindi, nessuno lo avverte, nessuno la sente e nessuno fa nulla per affrontarla. L’arte diventa lo strumento manipolatore ideale contro il lavaggio del cervello delle istituzioni. Le droghe un’accessorio essenziale.

Festa di Pasqua

Proprio come il cult di Ray è entrato a far parte di un certo tipo di canale d’influenza che ha plasmato la nuova coscienza degli Stati Uniti d’America, così lo stesso Project X si è esposto come mediatore tra l’inesistenza del domani e l’insensatezza di oggi. Dal film che ha consacrato Dean al fatidico Sessantotto sono passati circa tredici anni, e questo è il quattordicesimo anno dall’uscita nelle sale della commedia simbolo degli ultimi Millennials.

Che una Seconda Rivoluzione culturale sia oggi in atto dovrebbe e potrebbe essere chiaro a tutti, ma qual’è la direzione che intendiamo prendere? Davvero siamo un branco di ragazzi e ragazze impaurite, senza possibilità di dialogo con quelli prima di noi, e destinati ad un’implosione certa? Forse sì, forse no, ma comunque, quello che sarà, non è mai successo e quello che è, già è stato.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★