Eyes Wide Shut

Eyes Wide Shut, tra Epstein e Scientology

Dopo 27 anni dalla prima distribuzione, Eyes Wide Shut torna sul grande schermo, dando spazio a un “doppio sogno” che forse oggi ha più cose da narrare.

Eyes Wide Shut è tra i film più conosciuti di Stanley Kubrick. Complici anche la sensualità di Nicole Kidman e di Tom Cruise, nonché la bellezza dei temi sonori (tra cui la Suite per Orchestra Sinfonica di Dmitrij Sostakovich e Masked Ball di Jocelyn Pook), negli anni è diventato il manifesto dei tormenti psicologici di chi è cresciuto negli Anni Novanta. Grazie a Lucky Red sarà ora possibile – dal 4 al 6 maggio – rivivere l’incubo sul grande schermo.

Eyes Wide Shut, le origini

Eyes Wide Shut nasce come trasposizione cinematografica di Doppio sogno, romanzo di Arthur Schnitzler, da cui era già stato tratto un film di Mario Bianchi (Ad un Passo dall’Aurora). Kubrick aveva intenzione di portare sul grande schermo l’opera di Schnitzler già alla fine degli Anni Sessanta, ma finì col rimandarne le riprese fino al 1994. Stanley Kubrick ha affermato che, attraverso Eyes Wide Shut, intendeva riflettere sull’ipocrisia e sul ‘non-detto’ della società alto-borghese, com’è possibile dedurre dal tema dell’arcobaleno. Tuttavia, poiché l’autore è morto a solo una settimana dal rilascio dell’opera, ogni tentativo di coglierne il senso originario appare speculativo.

Eyes Wide Shut e l’AIDS

Secondo i primi critici di Eyes Wide Shut, questo film parlava della pandemia di AIDS e delle tensioni sessuali da essa generate. Di fatto, nel film sono presenti espliciti riferimenti alla sindrome, che negli Anni Novanta, all’interno del solo territorio statunitense, uccideva una media di 50 mila persone all’anno. Nella prima parte del film Bill Harford (il personaggio interpretato da Tom Cruise) viene sedotto da una prostituta (Vinessa Shaw), che si scoprirà in seguito essere affetta da AIDS.

Un film ancora attuale

Dopo la rivelazione dei fatti registrati nei File Epstein, in molti hanno ipotizzato che Stanley Kubrick volesse informare i suoi fan sui crimini agiti dal ‘cerchio magico’ di Jeffrey Epstein Ghislaine Maxwell. Questa teoria del complotto era supportata da diversi elementi presenti nel film: dai riferimenti alla Famiglia Rotschild al simbolismo di ispirazione massonica, passando per il nome di alcuni personaggi (per esempio Sandor Szavost – interpretato da Sky du Mont – ispirato a Szandor LaVey, il fondatore della Chiesa di Satana). Tuttavia, non esiste alcuna prova credibile che ponga Eyes Wide Shut in relazione ai File Epstein.

Una storia personale

Costituisce una “sovralettura” più realistica quella che pone Eyes Wide Shut in relazione all’allontanamento di Vivian Kubrick, la figlia prediletta di Stanley, dalla famiglia. Durante le riprese, infatti, la giovane abbandonò le responsabilità affidatele dal padre (si sarebbe dovuta occupare della colonna sonora) per entrare in Scientology, il movimento religioso fondato da L. Ron Hubbard. Non è dunque fuori luogo leggere l’opera come un urlo di dolore di Kubrick, rimasto orfano di sua figlia.

Eyes Wide Shut è tuttora un mistero

Eyes Wide Shut, tra le maggiori opere di Stanley Kubrick, resta ancora oggi un mistero. Al di là dei vari significati che gli spettatori, nel tempo, hanno attribuito al film, questo resta un’opera straordinaria contro le strutture di potere occulte. Attraverso questo film, il regista ha invitato i suoi fan a tenere gli “occhi bene aperti” su quel che succede “dove finisce l’arcobaleno”. “L’importante è che ora siamo svegli, e spero tanto che lo resteremo a lungo”.