As Deep as the Grave: Val Kilmer risorge al cinema con l’AI

As Deep as the Grave: Val Kilmer risorge al cinema con l’AI

Il trailer di As Deep as the Grave riporta Val Kilmer sullo schermo con l’AI: consenso della famiglia, ruolo centrale e nuovo caso a Hollywood.

Il trailer mostrato a CinemaCon rimette Val Kilmer al centro dello schermo a un anno dalla morte, ma lo fa attraverso una replica digitale costruita per As Deep as the Grave. Nel film interpreta Father Fintan, sacerdote cattolico e figura spirituale legata alla cultura nativa americana, dentro una storia ambientata nel Southwest degli anni Venti e ispirata agli archeologi Ann ed Earl Morris.

Il punto decisivo è questo: Kilmer era stato davvero scelto per il ruolo, ma non riuscì a girarlo per le sue condizioni di salute. A quel punto Coerte Voorhees ha deciso di completare la parte con l’AI, con il via libera della figlia Mercedes Kilmer e dell’estate dell’attore.

Come hanno rimesso Val Kilmer dentro il film

Secondo i resoconti emersi tra marzo e aprile, il personaggio di Kilmer occupa una porzione molto ampia del film, fino a oltre un’ora di presenza complessiva sullo schermo, quindi non certo un cameo ornamentale. Il trailer lo mostra in età diverse: in una scena appare quasi come una presenza spettrale, in un’altra come un uomo molto più giovane.

La produzione ha usato materiali d’archivio forniti dalla famiglia, strumenti di AI generativa per il volto e una ricostruzione vocale sviluppata anche con il contributo di Sonantic, società che Kilmer aveva già incrociato dopo la perdita della voce causata dal tumore alla gola.

Voorhees sostiene che il ruolo fosse stato pensato attorno alla sensibilità dell’attore, al suo rapporto con il Southwest e alla sua identità culturale. Mercedes Kilmer ha difeso l’operazione dicendo che suo padre guardava alle tecnologie emergenti come a un mezzo per allargare le possibilità del racconto.

Perché questo trailer apre un nuovo fronte a Hollywood

Il problema è oramai tecnico, strategico, politico, sindacale e industriale.

As Deep as the Grave arriva mentre Hollywood litiga ancora sul confine tra consenso, sostituzione e sfruttamento. SAG-AFTRA ha ricordato, proprio sul caso Kilmer, che per usare la replica digitale di un interprete morto servono il consenso dell’estate e il rispetto dei contratti in vigore e delle leggi statali.

I produttori sostengono di essersi mossi dentro quelle regole e di aver compensato l’estate, ma il punto caldo resta intatto: una volta aperta la porta, chi decide dove ci si ferma? La polemica su Tilly Norwood, attrice sintetica attaccata duramente dal sindacato, aveva già mostrato la paura più concreta del settore: che il digitale non serva solo a completare un ruolo impossibile, ma diventi una scorciatoia industriale per ridurre corpi, tempi e salari.

Per questo il trailer di As Deep as the Grave divide subito. Per alcuni è un omaggio autorizzato. Per altri è il test perfetto di un futuro che Hollywood continua a dire di voler regolare, mentre intanto lo mette già in vetrina.