Call of Duty al cinema: Paramount fissa il film al 2028

Call of Duty al cinema: Paramount fissa il film al 2028

Paramount porta Call of Duty al cinema il 30 giugno 2028 con Pete Berg alla regia e Taylor Sheridan alla sceneggiatura. Obiettivo: guerra, scala e autenticità.

Paramount ha capito che, dopo aver spremuto con profitto reliquie videoludiche e mondi digitali, era arrivato il turno di un franchise che spara davvero grosso. Alla sua presentazione di CinemaCon, lo studio ha annunciato che il film di Call of Duty uscirà nelle sale il 30 giugno 2028, con Pete Berg (Battleship, Deepwater Horizon) alla regia e Taylor Sheridan (Sicario, Soldado) alla sceneggiatura.

Call of Duty diventa film: data d’uscita, regista e sceneggiatore

Pete Berg, nel videomessaggio mostrato agli esercenti, ha detto chiaramente che lui e Sheridan sono entrambi legati alla comunità delle special operations e che la priorità sarà raccontare questi soldati d’élite in modo autentico, “sul piano umano”, ma senza rinunciare a una scala spettacolare. Detto in termini meno cerimoniali: vogliono l’adrenalina del blockbuster, però con la faccia seria di chi ti dice che qui si parla di uomini, trauma, missioni e polvere vera.

Per ora trama e cast non sono stati rivelati, Paramount ha preferito mettere sul tavolo la data, il nome del regista e quello dello sceneggiatore, cioè le due cose che servono a tranquillizzare investitori, esercenti e pubblico da franchise: “State calmi, non stiamo facendo una cutscene lunga due ore”. Del resto il marchio non arriva leggero. Il materiale promozionale presentato a CinemaCon ricorda che Call of Duty ha superato 1 miliardo di giocatori e 35 miliardi di dollari di ricavi complessivi.

A quel punto non stai adattando un videogioco: stai maneggiando una religione armata con controller incorporato.

Perché Paramount crede davvero in Call of Duty

Paramount negli ultimi anni ha visto che i videogiochi al cinema non sono più la vecchia discarica di adattamenti imbarazzanti. Sonic the Hedgehog è diventato un franchise forte tra cinema e streaming. Super Mario Bros. e A Minecraft Movie hanno confermato che il pubblico, se sente odore di marchio grosso e di spettacolo ben confezionato, si presenta eccome.

C’è poi un dettaglio che pesa parecchio: dietro il franchise c’è Activision, oggi sotto Microsoft, e quando a settembre era stato annunciato l’accordo, le fonti parlavano già della possibilità di espandere Call of Duty tra film e TV. In pratica, questo titolo non nasce come esperimento isolato, ma come possibile piattaforma. Il che significa una cosa molto semplice: se il primo film funziona, prepariamoci al solito ecosistema riproduttivo hollywoodiano/americano, dove da una guerra ne nascono sei spin-off, due serie e probabilmente qualche prequel con gente che cammina al tramonto guardando elicotteri.

Quando uno studio annuncia un film così con Berg e Sheridan, non sta lanciando una monetina. Sta preparando il campo di battaglia per uno dei brand più riconoscibili dell’industria videoludica.