Bob Dylan

Newport & the Great Folk Dream: Bob Dylan prima del tuono

A Visions du Réel 2026 arriva il doc sul Newport Folk Festival: Dylan, Joan Baez, Johnny Cash e Pete Seeger nel sogno folk che cambiò la musica.

A Nyon, dove il documentario spesso cerca le crepe della realtà più che la sua superficie, arriva Newport & the Great Folk Dream, film di Robert Gordon dedicato agli anni in cui il Newport Folk Festival divenne una specie di camera d’eco dell’America: chitarre, banjo, gospel, blues, canzoni di protesta, gioventù inquieta. Il film è in programma a Visions du Réel, festival in corso dal 17 al 26 aprile 2026, come première svizzera: produzione statunitense, 99 minuti, lingua inglese con sottotitoli francesi.

Il folk prima del mito: Dylan, Baez, Cash, Seeger

Il respiro prima dello strappo, prima che Bob Dylan che diventasse elettrico, tra il 1963 e il 1966. Il Festival viene raccontato come un luogo in cui la musica popolare americana smette di essere repertorio e diventa coscienza collettiva: Bob Dylan, Joan Baez, Pete Seeger, Johnny Cash, ma anche Freedom Singers, voci nere, cantori rurali, bluesmen, gospel, musicisti arrivati da geografie lontane e poverissime. In quel passaggio, Newport diventa un sogno folk e una soglia dove le canzoni divengono la melodia di un paese in trasformazione. Il rumore dell’America che discute con se stessa, il legno degli strumenti acustici, le mani sul microfono, il pubblico che capisce di trovarsi davanti a qualcosa che non tornerà mai più uguale. La Biennale, dove il film è passato fuori concorso nel 2025, parla di una comunità radunata intorno alle voci, convinta che una canzone possa ancora spostare il mondo di qualche centimetro.

Il repertorio iniziale e il folk che cambia pelle

La svolta di Dylan, da balladeer folk a icona attraversata dal rock, resta il centro magnetico del racconto. Ma Newport & the Great Folk Dream sembra interessato soprattutto al paesaggio intorno al mito: la democrazia cantata, il conflitto generazionale, la tradizione che passa di bocca in bocca e poi improvvisamente accelera.

Newport & the Great Folk Dream guarda a quel momento come a un lampo conservato nell’archivio. Prima del rock come industria, prima della nostalgia come mercato, prima che ogni rivolta diventasse immagine, c’erano corpi, corde, sudore, parole. Quanto rumore era concesso a una canzone, quando una generazione decideva di crederle?

Il pubblico allora voleva il suo Mr. Tambourine Man: chitarra acustica, armonica, repertorio folk, Dylan profeta fragile e riconoscibile. Quando arrivò il cambiamento, molti lo lessero come un tradimento. Ma Dylan non è mai rimasto dove lo aspettavano, bruciando la propria immagine, rifiutando di essere conservato sotto vetro. Per questo Bob Dylan è ancora oggi Bob Dylan.