Dopo anni di esposizione mediatica, battaglie personali e una delle separazioni più chiacchierate di Hollywood, Angelina Jolie torna a raccontarsi con sincerità. Lo fa in occasione dell’uscita di Couture, il nuovo film diretto da Alice Winocour, in cui interpreta Maxine, una regista che si confronta con una diagnosi di tumore al seno durante la frenesia della Fashion Week parigina.
In un’intervista recente, l’attrice ha confessato che qualcosa dentro di lei è cambiato. O meglio, è tornato. Il mio spirito combattivo è finalmente tornato, ha dichiarato, attribuendo questo ritrovato equilibrio soprattutto ai suoi sei figli: Maddox, Pax, Zahara, Shiloh, Knox e Vivienne. Parole che assumono un significato particolare se si considera il lungo periodo di difficoltà attraversato dalla star negli ultimi anni, tra la complessa vicenda giudiziaria legata al divorzio da Brad Pitt e la necessità di ricostruire una serenità familiare.
Nuovi progetti
Couture rappresenta probabilmente uno dei progetti più personali della carriera di Jolie. Il film affronta temi che toccano da vicino la sua esperienza di vita: la malattia, la vulnerabilità e il rapporto con il proprio corpo. Nel 2013 l’attrice aveva infatti reso pubblica la decisione di sottoporsi a una mastectomia preventiva dopo aver scoperto di essere portatrice della mutazione genetica BRCA1, scelta maturata anche alla luce della morte della madre, Marcheline Bertrand, per un tumore ovarico e al seno.
La lavorazione del film è stata anche un’esperienza familiare. Maddox, il primogenito, ha collaborato dietro le quinte del progetto e la stessa Jolie ha raccontato quanto sia stato emozionante condividere con lui una storia così intima. Un lavoro che ha permesso a madre e figlio di confrontarsi non solo sul cinema, ma anche sulla memoria familiare e sulle ferite che il tempo non cancella completamente.
Un nuovo ritratto
Ciò che emerge dalle parole dell’attrice è il ritratto di una donna diversa da quella che il pubblico ha imparato a conoscere negli anni Duemila. Meno interessata all’immagine della diva irraggiungibile e più concentrata sul ruolo di madre. I figli, racconta, sono stati il motore che le ha permesso di ritrovare energia e determinazione in un momento in cui rischiava di smarrire entrambe. Anche per questo Couture sembra andare oltre il semplice dramma ambientato nel mondo dell’alta moda. Il film utilizza l’universo scintillante delle passerelle come sfondo per parlare della fragilità della vita e della necessità di trovare sostegno negli altri quando tutto sembra crollare. Un messaggio che rispecchia perfettamente il percorso personale di Angelina Jolie. A cinquantun anni, l’attrice appare oggi in una fase nuova della propria esistenza. Più consapevole, più vulnerabile e forse proprio per questo più forte. Se il cinema continua a offrirle personaggi complessi, sono i suoi figli ad averle restituito la voglia di combattere.