Ready Player Two

Ready Player Two: Zak Penn riapre l’OASIS, ma il film è lontano

Zak Penn conferma di lavorare a Ready Player Two. Spielberg produrrà, ma mancano regista, cast e via libera: trama, problemi e curiosità sul sequel.

A Hollywood bastano quattro parole per trasformare una sceneggiatura in lavorazione in un film quasi pronto per le sale.

La notizia, riportata da The Direct, è però più precisa e meno trionfale: lo sceneggiatore di Ready Player One sta effettivamente lavorando al sequel, Steven Spielberg resta coinvolto come produttore, ma Warner Bros. non ha ancora annunciato produzione, regista, cast, budget, riprese o data d’uscita. L’OASIS, insomma, è stata riaperta sulla pagina, non ancora sul set.

Ready Player Two è vivo, ma non è ancora in produzione

Penn ha pronunciato la frase sul red carpet di Stuart Fails to Save the Universe, senza aggiungere dettagli su sceneggiatura, consegna o tempistiche. È comunque il primo segnale concreto dopo anni di aggiornamenti intermittenti e conferma che il progetto non è stato archiviato. Penn conosce bene il materiale: adattò il primo romanzo insieme a Ernest Cline e ha lavorato a produzioni come X2, L’incredibile Hulk e The Avengers.

Ma nello sviluppo hollywoodiano “ci sto lavorando” può significare prima bozza, revisione, trattamento o semplice fase esplorativa: senza un greenlight dello studio, il film rimane una possibilità.

Spielberg aveva già chiarito nel marzo 2024, parlando con Showbiz 411, che avrebbe prodotto il seguito ma non lo avrebbe diretto. Il nome del nuovo regista resta ignoto, dettaglio importante perché il primo film fu tecnicamente e legalmente complicatissimo. Spielberg lo definì al Los Angeles Times il terzo film più difficile della sua carriera dopo Lo squalo e Salvate il soldato Ryan. Non solo per gli effetti visivi, ma per la necessità di coordinare avatar, mondi digitali e una quantità industriale di licenze.

Alcune infatti non arrivarono mai. Ultraman, centrale nel romanzo, restò fuori dal film per problemi legali sui diritti, come spiegò Cline a Wired. Al suo posto presero molto più spazio personaggi come il Gigante di ferro, marginale nel libro ma protagonista di una delle scene più memorabili.

La trama di Ready Player Two: l’OASIS entra direttamente nel cervello

Da qui sono presenti spoiler sul romanzo.

Pubblicato il 24 novembre 2020, Ready Player Two riparte pochi giorni dopo la vittoria di Wade Watts. Il protagonista ha ereditato il patrimonio di James Halliday e il controllo dell’OASIS insieme alla High Five, ma scopre negli archivi del fondatore una tecnologia segreta: l’ONI, OASIS Neural Interface, un collegamento diretto tra cervello e simulazione.

Come spiega la sinossi ufficiale di Penguin Random House, l’ONI permette non soltanto di vedere e ascoltare il mondo virtuale, ma di percepire emozioni, odori, sapori, piaceri e ricordi come se fossero reali. Samantha considera la tecnologia pericolosa; Wade decide invece di distribuirla. Il sistema impone un limite di dodici ore consecutive per evitare danni neurologici, vincolo che diventa decisivo quando una copia digitale di Anorak, l’avatar di Halliday, prende il controllo dell’OASIS e intrappola milioni di utenti.

Per liberarli, Wade e gli altri devono recuperare sette frammenti legati a Kira Morrow, moglie di Ogden Morrow e grande ossessione sentimentale di Halliday. La nuova caccia attraversa mondi ispirati a John Hughes, Tolkien e Prince, mentre tornano Nolan Sorrento e il tema delle copie digitali della coscienza. Sotto l’accumulo di citazioni c’è quindi una questione decisamente contemporanea: se ricordi, emozioni e personalità possono essere registrati, chi possiede la nostra identità quando il corpo non serve più?

Cast ancora in sospeso, ma Franchise in continua espansione

Non risultano confermati Tye Sheridan, Olivia Cooke, Lena Waithe, Simon Pegg, Mark Rylance o Ben Mendelsohn.

Cooke aveva raccontato già nel 2018 di avere un contratto che prevedeva eventuali sequel, come riportò ScienceFiction.com, ma un’opzione contrattuale vecchia di otto anni non equivale a una partecipazione attuale. Mark Rylance sarebbe narrativamente quasi indispensabile, poiché il seguito ruota attorno all’eredità digitale di Halliday e ad Anorak; anche Ben Mendelsohn potrebbe tornare, dato il ruolo di Nolan Sorrento nella seconda storia. Per ora, però, sono esigenze della trama, non annunci Warner.

Ready Player One costò circa 175 milioni di dollari e, secondo Box Office Mojo, incassò 583,49 milioni nella distribuzione originale, con il 76,4% degli introiti proveniente dai mercati internazionali. Considerando anche le successive riedizioni, il totale registrato da Box Office Mojo supera i 607,8 milioni.

Non fu un fenomeno da miliardo di dollari, ma abbastanza per lasciare a Warner un marchio globale, facilmente associabile a videogiochi, tecnologia e collaborazioni commerciali. Nell’aprile 2026 Entertainment Weekly aveva annunciato l’adattamento a fumetti di Ready Player One, scritto da Scott Peterson e illustrato da Meredith Laxton, con una prima edizione prevista nell’ottobre 2026 e altre versioni nel marzo 2027. Il graphic novel di Ready Player Two è già previsto per il 2028.

Il vero rompicapo: Ready Player Two non continua davvero il film

Qui comincia il lavoro difficile di Penn. Il secondo romanzo è il seguito del primo libro, non della versione cinematografica. Cline lo aveva ammesso già nel 2020 parlando con Inverse: film e romanzi avevano ormai preso strade diverse, tanto che alcuni personaggi morti sulla pagina erano ancora vivi sullo schermo.

Il secondo romanzo arrivò al primo posto nella classifica combinata dei bestseller del New York Times, ma la risposta critica fu assai meno calorosa. Gli vennero contestati la ripetizione della struttura originale, l’accumulo compulsivo di riferimenti pop e soprattutto un Wade più arrogante e meno empatico.

Wired pubblicò una delle recensioni più dure, arrivando a paragonare ironicamente il romanzo a qualcosa che GPT-3 avrebbe potuto produrre dopo essere stato alimentato con nostalgia anni Ottanta. Eppure proprio le idee considerate secondarie nel 2020 (intelligenza artificiale, copie digitali, interfacce neurali e sopravvivenza della coscienza) oggi risultano molto più attuali.

Spielberg aveva modificato quasi tutte le prove della caccia, sostituendo lunghe sfide videoludiche con la corsa dominata da King Kong, la sequenza dentro Shining e una battaglia finale più cinematografica. Aveva anche anticipato la relazione tra Wade e Samantha e cambiato il destino di Sorrento. Ma la contraddizione più difficile riguarda il protagonista: alla fine del film Wade comprende i pericoli dell’evasione digitale e decide addirittura di chiudere l’OASIS ogni martedì e giovedì. Nel secondo libro è proprio lui a diffondere un’interfaccia neurale enormemente più invasiva contro il parere di Samantha.

Qui il film potrebbe persino migliorare il libro. Riducendo la processione di citazioni e concentrandosi sull’ONI, Ready Player Two potrebbe parlare di dipendenza digitale, controllo dei dati cerebrali, identità e immortalità artificiale.