L'antitrust del Regno Unito avvia un'indagine formale sulla mega-fusione da 110 miliardi tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery.

Paramount-Warner: il patto che scuote Hollywood

Paramount punta a cambiare gli equilibri del cinema: tra rilancio del box office e timori antitrust, Hollywood si spacca.

Secondo quanto riportato da Variety, la possibile acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance è diventata uno dei dossier più delicati dell’industria cinematografica americana. Non solo per il valore dell’operazione, stimato intorno ai 111 miliardi di dollari, ma perché sta dividendo profondamente i proprietari delle sale.

Cinema United, la principale associazione degli esercenti guidata da Michael O’Leary, teme che un nuovo colosso riduca il numero di uscite, indebolisca la concorrenza e danneggi il circuito indipendente. Per questo chiede garanzie concrete e vincolanti.

Paramount, chi sostiene la fusione?

Le due catene più importanti del settore, AMC Theatres e Regal Cinemas (guidate da Adam Aron ed Eduardo Acuña), sostengono apertamente l’operazione. Il loro appoggio nasce dalla promessa di David Ellison: una Paramount rafforzata distribuirebbe almeno 30 film l’anno con finestre esclusive di 45 giorni. Tuttavia, questa spaccatura interna priva gli esercenti di una voce unitaria proprio nel momento di massima negoziazione.

Paramount-Warner, perché tremano le sale indipendenti

Il timore dei piccoli esercenti è quello di un mercato eccessivamente concentrato, caratterizzato da meno titoli e condizioni contrattuali più rigide. Il ricordo della fusione Disney-Fox del 2019 rimane vivo: dopo l’accordo molte sale hanno denunciato un calo dell’offerta e uno strapotere delle major. Per monosale, circuiti regionali e cinema d’essai, le semplici dichiarazioni d’intenti non sono sufficienti.

Antitrust, CNN e il futuro di Hollywood

Allo scontro industriale si affiancano le tutele legali: la Writers Guild of America e diversi procuratori generali contestano la fusione per motivi antitrust, temendo contrazioni salariali e minori opportunità creative.

Ellison difende l’intesa affermando che consentirà ai media tradizionali di competere con le Big Tech. Restano dubbi sull’indipendenza editoriale di CNN, alimentati dai recenti riassetti a CBS News.

La posta in gioco per il grande schermo

Mentre il box office statunitense tenta la risalita e punta a superare i 10 miliardi di dollari, lo scontro tra i giganti del settore deciderà il futuro stesso della visione in sala: la fusione porterà una stabilità ricca di nuovi film, o condannerà i cinema a una pericolosa dipendenza dalle major? Ciò che resta da capire è se, alla fine della partita, ci sarà ancora spazio per i piccoli cinema indipendenti che da sempre mantengono viva la magia del grande schermo.