Estetica del Peccato – August Underground’s Mordum, il nulla

Estetica del Peccato August Underground’s Mordum, il nulla

August Underground’s Mordum è un film controverso. Lo si analizza, nel presente articolo, anche per spiegare cosa dovrebbe essere evitato dall’exploitation.

August Underground’s Mordum è un horror d’exploitation realizzato nel 2003 da Fred Vogel. E’ stato distribuito direct-to-video dalla Toetag Pictures, e costituisce il secondo capitolo di una trilogia cui appartengono anche August Underground ed August Underground’s Penance. E’ considerato un finto snuff movie.

La trilogia di Fred Vogel

Come detto nell’introduzione, August Underground’s Mordum è solo il secondo capitolo di una più ampia trilogia. Il primo film, August Underground, introduce il personaggio di Peter, mentre l’episodio successivo, August Underground’s Penance, presenta scene in alta definizione (distinguendosi quindi dall’originale degraded footage). Dei tre film, August Underground’s Mordum è considerato il più controverso: The Worldwide Celluloid Massacre l’ha persino dichiarato

“una depravazione hardcore priva di senso”,

ponendolo al quarto posto tra i film più ‘vili’ visti dal web.

La trama

August Underground’s Mordum segue le vicende di tre serial killerPeter (Fred Vogel), Crusty (Cristie Wiles) e Maggot (Michael Todd Schneider). Nonostante Maggot e Crusty siano fratelli, i tre hanno anche una relazione sessuale: il film si apre proprio con una sfuriata di Peter (il fidanzato ufficiale di Crusty) contro Maggot, che sta avendo un rapporto con la sorella. Il film mostra episodi di autolesionismo, assassinio, rapimento, mutilazione genitale e tortura. I tre sono spinti a compiere queste azioni perché sembrerebbero trovare in esse una forma di appagamento sessuale.

August Underground’s Mordum potrebbe avere un senso?

La scena dopo i titoli di coda sembra introdurre, in un film del tutto perverso e insensato, un tocco autoriale. In essa, infatti, viene mostrato un gatto, intento a divorare un topo. E’ noto che il simpatico felino, nel cacciare, gioca con la sua preda. Non si limita a mangiarla: prima la smembra, ammira come il suo corpo reagisce a graffi e strattoni, gli fa credere di potersi salvare. Questo sembra riflettere esattamente il modo in cui il gruppo di serial killer tratta le sue vittime, ripristinando così l’ancestrale rapporto tra predatore e preda. E, nel rapporto predatore-preda, l’assassino agisce per istinto, più che per soddisfare una sua necessità.

Critica ad August Underground’s Mordum

August Underground’s Mordum punta chiaramente a shockare lo spettatore. Fred Vogel, però, non si interessa d’inserire gli avvenimenti all’interno di una cornice narrativa che dia loro un senso. Sono presenti elementi esplicitamente sessuali, e la violenza gore abbonda, ma non si può attribuire un’intenzione al film senza rischiarne una ‘sovralettura’. La continua esposizione a immagini cruente, inoltre, finisce con l’ottenere un effetto opposto a quello desiderato: dopo un po’ la mente dello spettatore si anestetizza.

“Non c’è fine alla depravazione”,

ha commentato Meredith Jill Brown, giornalista dell’Upcoming Horror Movies.

“Sfortunatamente, non c’è neanche un senso per essa”.

 

Estetica del Peccato è una rubrica mensile che si propone di rovistare nelle pagine più oscure della storia del cinema. Sesso, violenza, elementi pulp, sottoculturali e dal forte impatto emotivo: l’Estetica del Peccato è questo, è il modo più viscerale per esplorare la settima arte e i fenomeni sociali che essa ci vuole raccontare. A cura di Christian Trevisti.

 

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