Tinto Brass, un regista contro il moralismo

Tinto Brass, un regista contro il moralismo

Tinto Brass, regista dallo spirito anarchico e libertario, verrà omaggiato alla Mostra di Venezia. Durante la preapertura verrà proiettato Col cuore in gola.

Tinto Brass verrà omaggiato alla preapertura dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il restauro e la proiezione di Col cuore in gola, giallo del 1967 che ha anticipato molti aspetti del regista.

Tinto Brass alla Mostra di Venezia

Col cuore in gola, film di Tinto Brass con protagonisti Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, verrà proiettato martedì 1 settembre al Lido di Venezia. Restaurato dal CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia – con il supporto di Netflix – il film intende omaggiare il cinema italiano degli Anni Sessanta. E’ liberamente ispirato a Il sepolcro di carta, romanzo di Sergio Donati. Presenta numerosi riferimenti alla pop-art e al fumetto. Importante il ruolo assunto da Guido Crepax, cui al tempo fu commissionata

“tutta una serie di tavole per i momenti d’azione”.

Col cuore in gola

“Il personaggio che presento nel film”,

dichiarò il regista all’AdnKronos,

“è un tale che si innamora di una ragazza, anche se la trova di fronte a un cadavere. Egli rinuncia a ogni atteggiamento di prudenza, di convenienza, e si getta in quest’avventura, compromettendosi totalmente. Il film è la storia di una delusione: il protagonista immagina infatti la donna come essa non è”.

E’ da questo film che parte la rivolta sensuale e anti-moralista che, negli anni a venire, avrebbe caratterizzato Brass.

La poetica erotica di Tinto Brass

Negli anni Tinto Brass ha condotto un’elegante ricerca erotica, realizzando film crudi, ma orientati a storicità (Salon Kitty), verosimiglianza (La chiave) e denuncia sociale (Miranda). Tinto Brass ha sempre rifuggito il ruolo di ‘intellettuale borghese’ – che pure avrebbe potuto ricoprire, dato il suo talento – e si è esposto in modo importante per normalizzare omosessualità, bisessualità e transessualità (com’è possibile ammirare in Io, Caligola, apice della sua produzione artistica).

Il mondo LGBTQI+ nel cinema di Tinto Brass

“Il cinema erotico di Brass può essere apprezzato o meno, ma, al di là dei giudizi di merito, Brass ha sempre dimostrato con coraggio”,

queste le parole di Daniele N. Casagrande, Presidente di CinemArte,

“finanche con spudoratezza, una sessualità gioiosa e vitale. Ha parlato dei suoi molteplici aspetti, della sua carica e della sua valenza dirompente in una società – quella italiana – permeata di ipocrisia e falsi moralismi”.

Tinto Brass, grazie a questa visione della sessualità, è oggi ammirato anche come icona gay.