Domani andrà in onda su Rai 1 il film dedicato a Giovannino Guareschi. L’assenza di riferimenti alla dimensione spirituale genera perplessità.
Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano è un film TV realizzato da Andrea Porporati per Rai 1. Incentrato su Giovannino Guareschi, creatore di Peppone e Don Camillo, vede Giuseppe Zeno nei panni dello scrittore parmigiano.
Chi era Giovannino Guareschi?
Giovannino Guareschi è stato uno scrittore italiano. Noto per i racconti del Mondo Piccolo, ambientati a Ponteratto (fantasioso borgo della Bassa Padana emiliana), ha dato vita al famoso duo di Don Camillo e Peppone. I racconti del Mondo Piccolo sono impregnati della passione politica guareschiana, caratterizzata da una lettura conservatrice del cattolicesimo. Fervente seguace della tradizione religiosa cristiana, Guareschi si oppose al socialismo e al comunismo, nonché al Concilio Vaticano II; si espresse invece a favore della libertà d’iniziativa economica privata.
Don Camillo e Peppone
I protagonisti del Mondo Piccolo sono Don Camillo e Peppone. Il primo svolge il ruolo di parroco nel borgo di Ponteratto, mentre il secondo – di fede comunista – ne è il sindaco. I due sono arrivati al cinema con una serie di fortunati film realizzati dalla Cineriz, nella quale sono stati interpretati da Fernandel (Don Camillo) e Gino Cervi (Peppone). La morte di Fernandel fu seguita dalla realizzazione di altri due film, nei quali il ruolo del parroco fu prima assunto da Gastone Moschin, poi da Terence Hill (il sindaco venne invece interpretato da Lionel Stander e Colin Blakely).
Il film su Giovannino Guareschi
Il film di Andrea Porporati sulla vita di Giovannino Guareschi è tratto dal libro Chi sogna nuovi gerani?, curato da Alberto e Carlotta Guareschi (figli dello scrittore). A interpretare Guareschi è Giuseppe Zeno, attore napoletano definito “azzeccatissimo” dallo stesso Alberto. La somiglianza tra l’attore e lo scrittore è rafforzata dal volto del primo, squadrato nonché decorato da due folti baffi neri, e dalla sua capacità d’imitare l’accento parmigiano.
Le prime critiche all’opera
L’esperienza religiosa di Giovannino Guareschi è stata posta ai margini del film di Porporati, cosa che ha generato perplessità nel pubblico cristiano e conservatore.
Non c’è un’insistenza eccessiva sul tema, ma la Fede c’è,
ha però affermato il regista.
Alla domanda su cosa significhi per lui la politica, il protagonista risponde con parole molto cristiane, dicendo di voler essere un uomo degno di questo nome. Volevamo che il film fosse universale. Insistere sulla Fede avrebbe fatto piacere ai cattolici, ma avrebbe potuto dispiacere qualcun’altro.