Alejandro Gonzalez Iñárritu e la sua trilogia sulla morte è la rivincita messicana che salta qualsiasi muro e unisce nell’unico momento di condivisione.
Nel mondo delle opinioni, come può essere considerata l’arena cinematografica dei critici e non, come dei circuiti festivalieri piuttosto che delle cerimonie di premiazione, tutto dovrebbe essere accettato. Le opinioni non possono essere realmente dibattuto, ecco perchè la competizione nel cinema non ha senso. Non è una partita di calcio in cui la differenza di goal ci restituisce un’idea netta.
Ma, comunque, esiste un certo grado di oggettività artistica, ovvero, poniamo che esista un 20% di film che sono intoccabili – anche se il gusto personale ci dice di no, bisogna riconoscerli in quanto tali – ed il resto dell’80% che può andare in qualsiasi direzione in un confronto di opinioni. Un’autore le cui opere fanno costantemente il giro di questa torta è Alejandro Gonzalez Iñárritu.
Amores Perros
Il messicano Alejandro Gonzalez Iñárritu esordisce nel 2000 con Amores Perros, un lavoro che lo ha fatto collaborare con il grandissimo sceneggiatore Guillermo Arriaga e che ha impiegato tre anni della vita di entrambi, e quasi una quarantina di bozze. La storia di tre storie intrecciate tra di loro e che prendono d’assalto i diversi aspetti della vita sociale a Città del Messico. Esordio anche per il fortissimo protagonista Gael Garcia Bernal.
Prima opera del “nuovo cinema messicano” del 21esimo secolo – anche se non è proprio vero – Amores Perros incastra tre storie di estrazione sociale diversa in un mondo in cui i cani hanno molta più umanità di noi, in cui l’amore umano è molto più spesso un problema che una bellezza. A 36 anni, Iñárritu esordisce alla grande ed entra di diritto nella big three dei messicani assieme a Alfonso Cuaron e Guillermo Del Toro.
21 grammi
Dopo aver diretto un segmento del film corale 11 settembre 2001, Alejandro Gonzalez Iñárritu torna sul grande schermo nel 2003 e torna sempre collaborando con il maestro Arriaga e questa volta lo fa girando un film interamente negli Stati Uniti d’America, e rappresenta sicuramente il primo punto di svolta internazionale. Ma davvero il nuovo cinema messicano è composto da tre che non fanno quasi mai film nel proprio paese?
Al di là dell’assennata ricerca di successo hollywoodiano del suo autore, 21 grammi è alla forsennata ricerca di prove sull’esistenza dell’anima. Anzi, da un certo momento in poi smette anche di preoccuparsi per quello ed inizia a pensare quanto il destino domini la nostra vita piuttosto che noi stessi. Un’excursus filosofico e religioso con un Benicio Del Toro incredibile.

Babel
Nel 2006, Alejandro Gonzalez Iñárritu chiude un cerchio. Esce in tutti i cinema Babel, pellicola in cui la classica struttura di Arriaga quasi episodistica e le forti ed anticipatorie prolessi si espandono per una matrioska di quattro storie internazionali tra una famiglia marocchina, una coppia americana alle prese con la morte, una figlia giapponese ed una badante messicana.
Sicuramente l’opera più debole – fino ad allora – di Iñárritu, ma che comunque offre grandi spunti, soprattutto nell’episodio messicano. Per quanto il tema centrale dell’incomunicabilità umana si rifletta ampiamente in ciascuna barriera che Iñárritu crea all’interno delle sue storie, le vicende risultano estremamente e drammaturgicamente forzate ed il ritmo non è mai lo stesso.
In tutte le lingue del mondo
Amores Perros, 21 grammi e Babel costituiscono la trilogia sulla morte di Alejandro Gonzalez Iñárritu. Il filo conduttore, a quanto dice l’autore, è proprio la morte, che effettivamente collega i tre film ma che non ne è mai il tema centrale, o almeno non tanto quanto il dolore ed il lutto, che sono concetti ben diversi dalla morte in sè.
Ma comunque, Iñárritu ha portato avanti la sua carriera con film com Biutiful, Birdman, Revenant ed i suoi ultimi due lavori, che gli hanno portato molte divisioni riguardo alla sua ultima fase di carriera. Quanto Bardo è stato visto molto poco e solo su Netflix, il suo nuovo Digger con protagonista il viscido Tom Cruise promette nuovamente di spaccare il pubblico.