Davide Iacopini travolto mentre era sul monopattino: è grave

Davide Iacopini travolto mentre era sul monopattino: è grave

Davide Iacopini, l’attore di Suburra, cade rovinosamente dopo un’aggressione stradale a Roma: indagine per tentato omicidio.

Davide Iacopini, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato colpito da un calcio sferrato da una persona che si trovava sul sedile del passeggero di una minicar, mentre percorreva via Barrili, nel quartiere Monteverde Vecchio. L’attore, che viaggiava a bordo di un monopattino, ha perso l’equilibrio ed è caduto, finendo contro un’auto parcheggiata. Iacopini è stato trasportato all’ospedale San Camillo, dove è ricoverato in gravi condizioni. 

In base al racconto di una testimone che ha soccorso l’attore e all’analisi delle telecamere presenti in zona le due persone a bordo della minicar, non si escludono due minorenni, sarebbero tornati indietro per recuperare una scarpa perduta durante l’aggressione. Chi indaga, coordinato dal pm Ambrogio Cassiani, non esclude che gli autori possano essere gli stessi che hanno compiuto altre due azioni simili, sempre nella stessa zona, il giorno precedente. Ad essere presi di mira sono stati una donna che camminava a piedi e un’altra persona a bordo di un monopattino.

Davide Iacopini, la carriera

L’attore inizia a farsi notare nel 2007 grazie al suo ruolo in Camera Cafe, dove interpreta Tommaso Banfi. Tuttavia la vera svolta nella carriera  arriva con Diaz – Don’t Clean Up This Blood, il film diretto da Daniele Vicari che racconta i drammatici episodi del G8 di Genova del 2001. Iacopini veste i panni di Marco, uno degli organizzatori del Genoa Social Forum. Per un attore genovese come lui, prendere parte a un progetto legato a quei fatti assume inevitabilmente un valore anche personale. Negli anni, Iacopini avrebbe ricordato Diaz come uno dei film a cui è rimasto maggiormente affezionato: non solo il suo primo ruolo importante sul grande schermo, ma anche l’occasione di confrontarsi con una delle pagine più dolorose della storia della sua città.

Nel 2015 prende parte a Mia madre di Nanni Moretti e a Suburra di Stefano Sollima, due esperienze molto diverse che contribuiscono a consolidare la sua presenza sul grande schermo e a rendere il suo volto sempre più riconoscibile al pubblico cinematografico. Parallelamente, Iacopini continua a lavorare anche in televisione, prendendo parte a serie come Squadra antimafia, Non uccidere e Che Dio ci aiuti, che ne ampliano ulteriormente la popolarità. Nel 2025 torna a lavorare con il regista Matteo Oleotto, con cui aveva già collaborato in Maschi veri e Tutta colpa della fata Morgana, per il lungometraggio Ultimo schiaffo, uno dei suoi lavori più recenti.