Almanacco del 18 ottobre 2026: Il mistero del falco, West Side Story, Re-Animator, The Ring, Klaus Kinski e altre ricorrenze nella storia del cinema.
Accadde oggi al cinema
1941 – Il mistero del falco consegna Sam Spade a Humphrey Bogart
Il 18 ottobre 1941 esce negli Stati Uniti The Maltese Falcon, distribuito in Italia come Il mistero del falco. È l’esordio alla regia di John Huston, che adatta il romanzo di Dashiell Hammett affidando a Humphrey Bogart il detective Sam Spade e circondandolo con Mary Astor, Peter Lorre e Sydney Greenstreet.
Non è neppure la prima volta che Hollywood prova a portare quel libro sullo schermo: Warner Bros. ne aveva già realizzato due versioni, nel 1931 e nel 1936. È però quella di Huston a sopravvivere alle altre. La Library of Congress la considera uno dei film più influenti usciti dallo studio system e uno dei titoli che contribuiranno a definire quello stile narrativo che verrà chiamato film noir. Nel 1989 sarà tra i primi film scelti per il National Film Registry.

1961 – West Side Story debutta a New York
Vent’anni esatti dopo, il 18 ottobre 1961, West Side Story debutta al Rivoli Theatre di New York. Robert Wise e Jerome Robbins trasformano il musical di Broadway con musiche di Leonard Bernstein e testi di Stephen Sondheim in uno spettacolo cinematografico interpretato da Natalie Wood, Richard Beymer, Rita Moreno, Russ Tamblyn e George Chakiris.
Il risultato finirà per conquistare 10 Oscar su 11 candidature, compresi miglior film e regia, oltre agli Oscar da non protagonisti per Moreno e Chakiris. Rimane ancora oggi il musical che ha vinto più Academy Awards.
1985 – Herbert West comincia a rianimare cadaveri
Il 18 ottobre 1985 apre a New York Re-Animator di Stuart Gordon, con Jeffrey Combs nei panni dello studente di medicina Herbert West e Barbara Crampton tra i protagonisti. Il film parte dai racconti di H.P. Lovecraft per costruire qualcosa che con il rispettoso adattamento letterario ha poco a che vedere: sangue, umorismo nerissimo, scienza folle e un gusto deliberato per l’eccesso.
Roger Ebert lo recensisce proprio quel giorno riconoscendo al film la capacità di prendere un genere apparentemente poco rispettabile e spingerlo verso una propria, stravagante visione cinematografica. Re-Animator non diventa un grande successo commerciale, ma acquista progressivamente lo status che conta di più per film del genere: quello di cult.
1996 – Swingers parte da otto cinema
Il 18 ottobre 1996 arriva nelle sale di New York e Los Angeles Swingers di Doug Liman, scritto e interpretato da Jon Favreau con Vince Vaughn. Parte soltanto in otto cinema e nel primo weekend incassa poco più di 74.000 dollari. Il film, però, era costato appena qualche centinaio di migliaia di dollari.
Prima ancora dell’uscita Miramax aveva già pagato circa 5 milioni di dollari per acquisirne i diritti mondiali. È un perfetto frammento dell’America indipendente degli anni Novanta: un film minuscolo, girato quasi in guerriglia, che contribuisce a lanciare contemporaneamente Liman, Favreau e Vaughn.
Nello stesso giorno escono anche Sleepers di Barry Levinson, Get on the Bus di Spike Lee e, in distribuzione limitata, Jude con Christopher Eccleston e Kate Winslet.
2002 – The Ring porta il J-horror dentro Hollywood
Il 18 ottobre 2002 esce negli Stati Uniti The Ring di Gore Verbinski, con Naomi Watts. È il remake americano di Ring di Hideo Nakata, a sua volta tratto dal romanzo di Kōji Suzuki, e parte con circa 15 milioni di dollari nel primo weekend. Finirà con oltre 249 milioni nel mondo.
Il dato importante non è soltanto economico. Il successo di The Ring convince Hollywood che l’horror asiatico può essere trasformato in prodotto mainstream americano e apre la strada alla stagione dei remake di The Grudge, Dark Water, Pulse e One Missed Call. La videocassetta maledetta diventa così anche un curioso oggetto di passaggio tecnologico: un horror sulla diffusione incontrollabile delle immagini che arriva proprio quando il VHS sta cominciando a scomparire.
2024 – Smile 2 riporta l’horror al primo posto
Il 18 ottobre 2024 debutta negli Stati Uniti Smile 2 di Parker Finn, con Naomi Scott nei panni della popstar Skye Riley. Il film incassa 23 milioni di dollari nel primo weekend e chiuderà la corsa mondiale sopra i 138 milioni.
La particolarità è che quel venerdì l’horror occupa addirittura i primi due posti del box office quotidiano: Smile 2 è primo e Terrifier 3 secondo. Dietro arrivano The Wild Robot, We Live in Time, Beetlejuice Beetlejuice e Joker: Folie à Deux. Una fotografia piuttosto precisa di quanto il genere, un tempo confinato nelle fasce produttive meno prestigiose, sia diventato centrale nell’economia delle sale.
Nati il 18 ottobre nella storia cinema
Il 18 ottobre 1926 nasce Klaus Kinski, uno dei volti più estremi del cinema europeo. Dopo una quantità impressionante di produzioni di genere, dagli Edgar Wallace agli spaghetti western, trova in Werner Herzog il regista capace di trasformarne l’energia incontrollabile in cinema: insieme realizzeranno Aguirre, furore di Dio, Woyzeck, Nosferatu, il principe della notte, Fitzcarraldo e Cobra Verde.
Esattamente un anno dopo, il 18 ottobre 1927, nasce George C. Scott, interprete di Anatomia di un omicidio, Lo spaccone, Il dottor Stranamore e soprattutto Patton. Per quest’ultimo vince l’Oscar come miglior attore ma rifiuta il premio, uno dei gesti più celebri nella storia dell’Academy.
Nel 1935 nasce Peter Boyle, attore capace di passare dalla violenza di Joe alla comicità del mostro di Frankenstein Junior, fino a Taxi Driver e a una lunga seconda vita televisiva.
Il 18 ottobre 1960 nasce Jean-Claude Van Damme, Jean-Claude Camille François Van Varenberg all’anagrafe. Karate, bodybuilding e una notevole elasticità fisica diventano negli anni Ottanta e Novanta un linguaggio cinematografico riconoscibile attraverso Bloodsport, Kickboxer, Double Impact, Universal Soldier, Hard Target e Timecop.
Nel 1984 nasce Freida Pinto, che arriva al cinema direttamente con Slumdog Millionaire di Danny Boyle, mentre il 18 ottobre 1987 nasce Zac Efron, passato dal fenomeno High School Musical a film come Hairspray, The Greatest Showman e The Iron Claw.
Nel 1992 nasce infine Barry Keoghan, diventato nel giro di pochi anni uno degli attori più riconoscibili della sua generazione grazie a The Killing of a Sacred Deer, Dunkirk, Gli spiriti dell’isola e Saltburn. Per Gli spiriti dell’isola riceve anche la sua prima candidatura all’Oscar.
Ci hanno lasciato oggi
Il 18 ottobre 1931 muore Thomas Alva Edison. Ridurlo all’inventore della lampadina significa dimenticare una parte decisiva della preistoria del cinema. Nei suoi laboratori, soprattutto attraverso il lavoro di William Kennedy Laurie Dickson, nascono il Kinetograph per registrare immagini in movimento e il Kinetoscope per guardarle; nel 1893 viene inoltre completata la Black Maria, uno dei primissimi studi costruiti specificamente per produrre film.
Il 18 ottobre 1968 scompare Lee Tracy, uno dei grandi specialisti del dialogo velocissimo nella Hollywood pre-Code. Reporter, pubblicitari e uomini di spettacolo erano il suo territorio naturale; tornato sul grande schermo dopo una lunga assenza con The Best Man, ottenne per quel film la sua unica candidatura all’Oscar.
Il 18 ottobre 2000 muore Julie London, attrice oltre che cantante dalla voce immediatamente riconoscibile. Aveva lavorato nel cinema fin dagli anni Quaranta e interpretato tra gli altri The Great Man e Man of the West, anche se il suo nome sarebbe rimasto legato soprattutto alla registrazione di Cry Me a River.
Una cosa che non avremmo mai immaginato
Nel 1961 Hollywood raccontava i portoricani anche facendo interpretare i portoricani ad attori che portoricani non erano. Sessant’anni dopo, rifare lo stesso film ha significato innanzitutto non poterlo più fare.
Quando West Side Story arriva al cinema, Maria è Natalie Wood, figlia di immigrati russi; Bernardo è interpretato dal greco-americano George Chakiris. Diversi interpreti dei personaggi portoricani vengono inoltre truccati per rendere la pelle più scura. Persino Rita Moreno, che portoricana lo era davvero, ha raccontato di essere stata scurita artificialmente perché tutti gli Sharks dovevano apparentemente avere la stessa tonalità di pelle.
Nel 2021, quando Steven Spielberg gira nuovamente West Side Story, una delle prime decisioni è esattamente opposta: i personaggi portoricani vengono affidati ad attori latinoamericani, molti dei quali portoricani o di origine portoricana. Una parte consistente dei dialoghi rimane inoltre in spagnolo senza sottotitoli inglesi. Spielberg spiegò che sottotitolarli avrebbe significato attribuire implicitamente all’inglese una posizione dominante sulla lingua parlata dai personaggi.
Ciò che allora quasi non richiedeva spiegazioni, oggi ne richieda moltissime: chi riteniamo abbia il diritto di rappresentare qualcun altro? E quanto pretendiamo che il cinema si interroghi su quella rappresentazione?
La frase del giorno
Alla fine de Il mistero del falco, un poliziotto guarda la pesante statuetta per cui tutti hanno mentito, tradito e ucciso e domanda a Sam Spade che cosa sia.
«È la materia di cui sono fatti i sogni.»
La risposta di Humphrey Bogart trasforma il Falcone Maltese da semplice oggetto della caccia in qualcosa di molto più grande: il desiderio che muove i personaggi, promette ricchezza e finisce per rivelarsi un’illusione. La frase riprende liberamente Shakespeare e La tempesta, ma è diventata a sua volta una delle battute più celebri della storia del cinema: l’American Film Institute l’ha collocata al 14° posto tra le cento citazioni cinematografiche americane più memorabili.