American Horror Story 13 recensione su Almanacco Cinema

American Horror Story 13, la recensione no spoiler

American Horror Story 13, recensione no spoiler dell’ultima stagione della celebre serie tv horror creata da Ryan Murphy. Tutta all’insegna dei crossover.

American Horror Story 13 non poteva essere una stagione come le altre: dopotutto, nei Paesi anglosassoni e non solo, il numero 13 è simbolo di sfortuna. Mettiamo da parte la tradizione italiana, che considera sfortunato il numero 13 solo quando legato ai commensali a tavola: negli Stati Uniti è un’altra cosa. Esiste addirittura una fobia legata a questo numero, la triscaidecafobia, della quale peraltro soffre il protagonista dell’ultima stagione di American Horror Story.

Ed è da questa paura che ha inizio la nostra recensione no spoiler di American Horror Story 13, una stagione che piacerà soprattutto agli appassionati di questo franchise e delle sue precedenti stagioni, i cui personaggi tornano in pompa magna.

American Horror Story 13, la trama

Fatalmente affetto da triscaidecafobia, Ben DeSoto è un assistente per le cure palliative che accetta un incarico in un inquietante attico, dove si trova a prendersi cura di un misterioso paziente.

Ben presto, il suo lavoro lo trascina in una spirale di eventi soprannaturali, mentre il ritorno di Constance Langdon, Cordelia Goode e delle streghe di Miss Robichaux intreccia nuovi orrori con segreti e minacce del passato.
Con il numero 13 come presagio oscuro, il destino dei protagonisti si lega a un male antico che potrebbe mettere in pericolo il mondo intero.

American Horror Story 13, la recensione no spoiler

Soprattutto nelle prime puntate di American Horror Story 13, la nuova stagione della serie appare come il tentativo forzato di rimettere insieme personaggi amati che hanno incarnato il bene e il male (soprattutto quest’ultimo) nelle prime stagioni. Tornano, tutti insieme, l’uomo in latex della prima stagione, qualche personaggio della seconda, tutte le protagoniste della terza e non manca il clown Twisty, direttamente dalla quarta.

Il risultato, che strizza comunque l’occhio ai seguaci di Murphy, è a opinione di chi scrive, un mezzo pasticcio. Certo, in parte giustificato dal ritorno in scena di quasi tutti gli attori feticcio di Murphy, da Evan Peters a Sarah Paulson, passando per la divina Jessica Lange, che non vedevamo in AHS da un po’. Presente all’appello anche Kathy Bates, che ritorna nel ruolo spietato della torturatrice di schiavi Delphine LaLaurie. Peters, Paulson e Lange gareggiano in bravura, impersonando ciascuno almeno tre personaggi (Paulson arriva a quota cinque).

Da segnalare una chicca, nel cast attoriale: la presenza, per la prima volta in assoluto, del noto regista underground John Waters nei panni di un misterioso medico, Mr. Phibes. Magrissimo, baffetti affilati, Waters incarna perfettamente un personaggio dal côté spiccatamente inquietante. E accompagnerà lo spettatore fino al finale, con una scena che è un omaggio a un regista amatissimo da Waters: Russ Meyer. Sempre e comunque impeccabile la sigla di apertura di ogni puntata, come da tradizione.

American Horror Story 13 è, senza dubbio, la stagione più ambiziosa (e rischiosa) di questo franchise, che sicuramente avrà anche una stagione numero 14. La speranza di chi scrive è che stavolta la numero 14 possa avere un’idea nuova, a ispirarla.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨★★