Everytime di Sandra Wollner vince Alice nella Città 2026. Tutti i premi e i vincitori, da Senza chiedere permesso a Figli perduti e ai cortometraggi.
Everytime di Sandra Wollner è il miglior film di Alice nella Città 2026. Il riconoscimento principale è stato assegnato da una giuria composta da 35 ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Il film è stato premiato per il modo in cui affronta la perdita e la possibilità di rinascita attraverso una messa in scena capace di chiedere allo spettatore una partecipazione attiva.
La giuria ha sottolineato in particolare “le numerose scene di vita quotidiana” cariche di simboli e una modalità di ripresa che, lavorando anche sulla distanza dai personaggi, riesce comunque a costruire empatia con il loro dolore.
Menzione speciale per We Are Aliens di Kohei Kadowaki, apprezzato per l’impiego del rotoscopio e per un racconto nel quale il confronto con l’altro diventa uno strumento per comprendere la propria identità, i traumi e il futuro.
Alice nella Città 2026, Everytime vince il premio per il miglior film
Con Everytime, Sandra Wollner conquista dunque il riconoscimento più importante dell’edizione 2026. Nella motivazione, la giuria parla di “un film significativo sulla metabolizzazione della perdita e l’eterna possibilità di rinascita”. In evidenza una costruzione visiva che non cerca continuamente la prossimità emotiva, ma utilizza anche distanza e allontanamento per arrivare ai personaggi.
Diversa la strada scelta da We Are Aliens, al quale va la menzione speciale. Il film di Kohei Kadowaki utilizza il rotoscopio per produrre quel senso di estraneità evocato già dal titolo, facendo dialogare i punti di vista dei due protagonisti.
Senza chiedere permesso vince il Premio Raffaella Fioretta
Tra i riconoscimenti dedicati al cinema italiano spicca il Premio Raffaella Fioretta 2026, assegnato a Senza chiedere permesso di Giacomo Mazzariol.
La giuria, composta da Riccardo Milani, Ivan Cotroneo, Benedetta Scagnelli, Camilla Filippi e Stefano Fresi, ha premiato un’opera capace di affrontare il tema della disabilità evitando “retorica, didascalismo, paternalismo e pietismo”.
A convincere è stato soprattutto l’equilibrio tra regia, interpretazione e scrittura, utilizzato per raccontare la quotidianità e il percorso di crescita della protagonista senza trasformarne la storia in una dimostrazione.
Nello stesso ambito sono state assegnate due menzioni speciali: Elena Funari è stata scelta come miglior attrice per È un mondo difficile di Federico Mottica, mentre Pierluca Di Pasquale ha ricevuto il riconoscimento per la miglior regia con Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.
Figli perduti conquista il pubblico del Panorama Italia
Il Premio del pubblico al miglior film del Panorama Italia è andato a Figli perduti di Lorenzo Maria Chierici, scelto attraverso le votazioni degli spettatori durante le giornate del festival.
Lo stesso film ha portato un riconoscimento anche a Matteo Oscar Giuggioli, vincitore del Premio U.N.I.T.A Under 35.
L’associazione ha sottolineato l’ampiezza della sua prova attoriale, l’autenticità e l’aderenza a un personaggio inserito in una storia che affronta il carcere come luogo attraverso il quale misurare «il grado di civiltà e umanità di un Paese».
La menzione speciale U.N.I.T.A è stata invece assegnata a Nicole Bellisario per Senza chiedere permesso, premiandone la forza espressiva nel dare corpo alla storia della protagonista Elena e alla sua ricerca di indipendenza.
Francesco Castellaneta miglior giovane interprete italiano
È un mondo difficile di Federico Mottica torna nel palmarès con il Premio RB Casting al miglior giovane interprete italiano, assegnato a Francesco Castellaneta.
La giuria composta da Riccardo Tozzi, Sara Casani e Federica Illuminati ha valorizzato una recitazione definita «profonda ed essenziale», capace di attraversare le relazioni e le stratificazioni emotive del personaggio senza ricorrere alla retorica.
Castellaneta ha inoltre partecipato alla scrittura del film insieme a Elena Funari e al regista Federico Mottica.
Una menzione speciale è stata attribuita all’intero cast, che comprende, oltre a Castellaneta e Funari, Elia Nuzzolo, Francesca Alice Antonini, Antonio Bannò e Jean Malik Amara.
I cortometraggi vincitori ad Alice nella Città 2026
Nel concorso internazionale dedicato ai cortometraggi il premio principale è andato a Laser-Gato di Lucas Acher. A scegliere il vincitore sono stati Francesca Andreoli, Giulia Grandinetti e Caroline Kepnes.
La stessa giuria ha assegnato il Premio Onde Corte – Panorama Italia a Hundred Thieves di Giada Bossi.
Il Premio Onde Corte Academy è stato invece attribuito a Mara di Irene Z’graggen, scelto da una giuria composta dal regista Pippo Mezzapesa, dalla direttrice della fotografia Sara Purgatorio e dal produttore Antonio Celsi.
A Scogli di Michela Balzarotti è andato il Premio Premiere Film, riservato al miglior cortometraggio privo di distribuzione festivaliera e accompagnato da un anno di distribuzione gratuita internazionale.
Il Premio Speciale Film Impresa Under 35 è stato assegnato a Uno è un bastone di Giada Cicchetti e Agnese Rizzari, nell’ambito della collaborazione tra Alice nella Città e Premio Film Impresa.
Latte, Usciamo? e gli altri riconoscimenti
Latte di Filippo Marasco ha ottenuto il Premio Rai Cinema Channel, assegnato da una giuria di studenti RUFA coordinata da Rai Cinema. Il riconoscimento comprende un contratto per l’acquisto per tre anni dei diritti web e free tv del cortometraggio.
Doppio premio invece per Usciamo? di Edoardo Natoli: il film ha conquistato il Premio del pubblico – Onde Corte e il Premio Speciale UniCredit.
Nella motivazione di quest’ultimo riconoscimento viene valorizzato un racconto costruito sul contrasto tra la vita protetta della clausura e l’incertezza del mondo esterno. Il viaggio verso Napoli assume così il significato di una possibile rinascita: uscire, guardare ciò che accade fuori e accettare di incontrarlo nonostante la paura.
Habitat e Rumore tra i concept di lungometraggio premiati
Tra i progetti di lungometraggio, il Premio Notorious Project al miglior concept ha segnalato Habitat di Arturo Caciotti, progetto horror che utilizza le inquietudini legate alla casa e alla ricerca di stabilità per dare forma alle pressioni sociali vissute da una generazione.
La motivazione mette in evidenza la capacità del progetto di trasformare un desiderio ordinario – quello di avere una casa e costruire una condizione stabile – in una materia claustrofobica e disturbante.
Tra i progetti premiati figura anche Rumore di Dorotea Ciani, Lorenzo Lamberti e Vera Miniero, apprezzato per la maturità dello sguardo e per una scrittura che utilizza l’insonnia della protagonista come accesso al suo mondo interiore, tra contraddizioni, desiderio di libertà e ricerca di sé.
È proprio questa varietà a definire il palmarès 2026 di Alice nella Città: dalla perdita raccontata da Everytime alla disabilità di Senza chiedere permesso, dal carcere di Figli perduti alla paura di uscire di Usciamo?, molti dei film premiati hanno scelto di partire da esperienze intime per raccontare qualcosa che supera il singolo personaggio.
