Kasia Smutniak vince il Premio del Pubblico alla Festa del Cinema di Roma con Mustang, documentario tra memoria, Nepal e solidarietà.
Kasia Smutniak conquista il pubblico della Festa del Cinema di Roma con Mustang, il documentario che intreccia ricordi personali, cinema e impegno sociale. L’opera ha ottenuto il Premio del Pubblico Terna ex aequo con Congo Boy di Rafiki Fariala, durante la cerimonia conclusiva della ventunesima edizione della manifestazione. Un riconoscimento che assume un significato particolare per l’attrice e regista, impegnata a trasformare una vicenda privata in una storia capace di parlare di comunità e futuro.
Mustang, il viaggio in Nepal e il ricordo di Pietro Taricone
Al centro di Mustang c’è il legame di Smutniak con il Mustang, regione del Nepal nord-orientale che ha visitato per la prima volta nel 2003 insieme a Pietro Taricone, suo compagno di allora e padre della figlia Sophie. Il documentario recupera anche alcune immagini girate da Taricone durante quel viaggio, dando forma a un racconto in cui i materiali del passato dialogano con il presente. Si crea anche una linea continuativa con le riprese fatte dalla figlia dei due, Sophie, con la camera del padre in un suo viaggio in Nepal.
Il film non si limita a ricostruire un’esperienza personale, ma segue il percorso che ha portato Smutniak a mantenere vivo il rapporto con quel territorio. Insieme a Kunzom Thakuri, l’attrice ha contribuito alla realizzazione di una scuola inaugurata nel 2016, nata per permettere ai bambini della regione di proseguire gli studi senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie.
È proprio questo legame tra memoria e azione concreta a definire il progetto. Il passato non viene raccontato come qualcosa di immobile, ma come un’esperienza dalla quale può nascere un impegno rivolto agli altri.

Kasia Smutniak premiata per Mustang
Durante la Festa del Cinema di Roma, Smutniak ha raccontato quanto fosse importante per lei che il pubblico accogliesse una storia in cui la dimensione documentaria si intreccia con quella cinematografica. Mustang nasce infatti dall’incontro tra esperienze vissute, immagini d’archivio e una costruzione narrativa che va oltre la semplice osservazione della realtà. La regista ha spiegato di aver iniziato a lavorare al film in un periodo in cui sentiva di aver perso parte della propria speranza e del senso del suo lavoro artistico. Da questa crisi è nata la volontà di raccontare una vicenda capace di mettere in luce la possibilità di ritrovare fiducia negli altri.
Il riconoscimento ottenuto a Roma assume quindi un valore che va oltre il risultato della competizione. Per Smutniak, il rapporto con gli spettatori è parte integrante del lavoro di un’attrice e di una regista: raccontare significa esporsi, condividere emozioni e lasciare che una storia trovi una nuova vita attraverso chi la guarda.
Gli incassi di Mustang destinati alla comunità nepalese
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la sua finalità solidale. Smutniak ha annunciato che gli incassi del film saranno destinati alla comunità legata alla scuola in Nepal, affinché il documentario possa contribuire concretamente alla realtà che racconta.
Il Premio del Pubblico Terna assegnato alla Festa del Cinema di Roma celebra dunque un’opera in cui la dimensione intima incontra quella sociale. Mustang ricorda che il cinema può custodire ciò che è stato, ma anche contribuire a costruire qualcosa che continuerà a esistere nel tempo.