La recensione di Mustang, il secondo documentario di Kasia Smutniak presentato alla Festa del Cinema 2026.
Mustang, la trama
Nel 2003, Kasia Smutniak e Pietro Taricone partono alla volta del Mustang. Zaino in spalla e telecamera alla mano, documentano il loro viaggio in quell’angolo di Nepal ancora selvaggio e sospeso nel tempo.
Mustang, Il documentario di Kasia è un racconto che abbraccia un arco temporale di ventitré anni: un perpetuo ritorno in questa terra, dove anche Sophie Taricone, figlia della coppia, si reca per riscoprire le tracce del padre e comprendere l’impegno che la madre ha portato avanti negli anni a favore della comunità locale.
Guidato dalla voce intima Sophie, Mustang intreccia la memoria familiare con la storia del popolo nepalese che, lontano da tutto e da tutti, lotta con determinazione per non far estinguere la propria identità.
Mustang, la recensione
Regno di Lo, Ultimo Tibet, la regione più montuosa nel Nord del Nepal: questi sono tutti i modi in cui si conosce la regione del Mustang, protagonista del secondo documentario di Kasia Smutniak.
Tre anni dopo Mur, Kasia torna alla regia di un documentario con un racconto intimo, familiare e al tempo stesso antropologico e filosofico, lungo ventitré anni e con diversi protagonisti. Il film, infatti, alterna video di reportage dei diversi viaggi compiuti in questi 23 anni: dal primo del 2003 di Kasia e Pietro, a quelli successivi alla scomparsa dell’attore, fino ai cammini condivisi con la figlia Sophie e al suo recente viaggio in solitaria. Alternando un continuo dialogo tra passato e presente, il film racconta la storia di una terra, di un popolo e di una famiglia.
L’impegno di Kasia verso il Mustang è infatti sia affettivo che sociale. Con il prezioso aiuto della locale Kunzom, la regista ha ideato e finanziato la costruzione di una scuola sul territorio, permettendo ai bambini della regione di studiare e acquisire un’istruzione stando vicino alla famiglia, nelle loro terre. Un aiuto fondamentale, poiché la popolazione del Mustang è in sofferenza e l’isolamento dalla civiltà moderna la sta gradualmente decimando, facendola rischiare di scomparire.
La scelta di affidare a Sophie Taricone la voce narrante è arrivata in corso d’opera. Come ha raccontato Kasia Smutniak in conferenza stampa alla Festa del Cinema 2026, quando la figlia le ha comunicato la volontà di partire da sola per il Mustang, Kasia ha compreso che quella di sua figlia era l’unica prospettiva da utilizzare per raccontare quest’avventura nel Mustang e della loro famiglia.
Mustang si presenta come un profondo e commovente testamento familiare in ricordo di Pietro Taricone. Scomparso prematuramente, la sua assenza ha lasciato un vuoto incolmabile nella vita di Kasia e Sophie, rendendo i viaggi nel Mustang un vero e proprio rituale per commemorarlo.
In conclusione, Mustang parte da una vicenda personale e dolorosa per aprirsi a un messaggio universale di speranza, umanità e ricerca della felicità, dimostrando come la memoria individuale possa trasformarsi in un gesto concreto d’amore e di tutela per la cultura di un intero popolo.
Mustang, diretto da Kasia Smutniak, uscirà nelle sale cinematografiche italiane a novembre 2026, distribuito da Fandango. Ecco il trailer:
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