Anna Török ha presentato stasera al Ferrara Film Festival la sua nuova pellicola dal titolo Bricks (Mattoni) sul tema della violenza domestica.
Ieri sera è stato proiettato in anteprima assoluta al Ferrara Film Festival Bricks, nuovo film dell’autrice ungherese Anna Török, che a soli 27 anni é già alla sua seconda pellicola. Iscritta ad un master in Cinema presso la RUFA di Roma, Anna scrive film da quando ha solo 14 anni.
Ana Török parla del suo Bricks
“È la storia di una giovane donna che cerca di superare i suoi traumi passati. Cerca di farsi una nuova vita nonostante il suo passato traumatico. Cerca di avere un bellissimo nuovo inizio. Questo in realtà é un argomento abbastanza personale, ma offre anche uno ‘scorcio’ se così si può dire di cosa possa essere la violenza domestica. Un argomento che penso sia molto importante, e che, specialmente dopo il Metoo, penso non sia più un tabù. È tempo di condividere questo tipo di esperienze”.
Si tratta di un film d’autore su di un tema difficile ed importante. Con influenze artistiche che vengono ache dal cinema realista degli anni Sessanta in Italia ed in Europa e da autori come Michelangelo Antonioni, il film conserva comunque un carattere indipendente.
Anna, figlia d’arte, non rinuncia a parlare usando la sua propria voce, dando un’impronta originale importante alle sue opere. Questo infatti é il secondo film che realizza sullo stesso argomento, ma mentre il primo ha un tono più cupo parlando della relazione tossica in sé, quest’ultimo si occupa della rinascita della vittima di abuso:
“Mi piaceva l’idea di poter creare un contrasto tra i due film. Tra le due situazioni. Da un lato essere dentro una relazione tossica. Dall’altro trovare la propria forza interiore in sé stessi per andare avanti; per credere di nuovo e costruire la fiducia, non solo in sé stessi ma anche negli altri. Credo sia importante fare film non solo per sé stessi ma anche per dare forza ad altre persone”.
L’autrice incorpora quindi un ruolo sociale in questa pellicola, volendo usare il cinema come strumento di espressione per eccellenza e di traslazione di problematiche sociali comuni. “Scrivere questo film é stato molto difficile e pesante” ci racconta Ana.
I “mattoni” di Bricks sono quelli metaforici che ogni donna vittima di abuso usa per costruire muri attorno a sé, oppure quelli che tira verso stessa o contro gli altri. Ma sono anche i mattoni usati per ricostruirsi dopo il trauma.