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Masters of the Universe: nuovo trailer per il fantasy sci-fi

Brian May, guitar hero in Masters of the Universe

Brian May dei Queen suona in Eternia, primo assaggio della colonna sonora di Masters of the Universe composta da Daniel Pemberton.

Brian May, storico chitarrista dei Queen, è entrato nell’universo di He-Man, portando una ventata di eroismo chitarristico anni ’80 nel film di imminente uscita Masters of the Universe. Il brano Eternia, composto da Daniel Pemberton, è già disponibile in due versioni, compresa una End Credits Version, come primo assaggio ufficiale della soundtrack pubblicata da Lakeshore Records sulle principali piattaforme digitali.

Pemberton ha definito questa colonna sonora la sua più massimalista; Eternia, dal nome del pianeta fantasy in cui vive il mito di He-Man, rispetta il mandato con cori, spinta orchestrale, elettronica e quel tipo di chitarra che non entra mai in punta di piedi.

May, scoprendo l’uscita del brano, ha commentato: “We have the power!“.

In febbraio aveva già anticipato la collaborazione con Pemberton, spiegando che la sua Red Special, la celebre chitarra costruita a mano con il padre, sarebbe stata “all over it”, e quando Brian May dice così, non sta annunciando un cameo educato

Brian May e il cinema fantasy: non un ospite rock qualsiasi

Il collegamento tra May e il cinema fantasy non arriva dal nulla.

May e i Queen hanno già trattato il cinema fantasy e fantascientifico come terreno naturale per chitarre enormi, cori da arena e melodramma senza cintura di sicurezza. Il primo caso è Flash Gordon, film del 1980 diretto da Mike Hodges. Rock, sintetizzatori, dialoghi del film montati dentro i brani, chitarre da fumetto cosmico e orchestrazioni aggiuntive di Howard Blake. May raccontò che ai Queen fu data libertà, purché la musica accompagnasse davvero l’immagine. I Queen pubblicarono la colonna sonora originale meno di sei mesi dopo The Game, ottenendo anche una candidatura ai BAFTA.

Da Highlander a Who Wants to Live Forever

Il secondo precedente decisivo è Highlander.

L’album A Kind of Magic, pubblicato nel 1986, nacque dal materiale scritto per il film di Russell Mulcahy. Il regista commissionò ai Queen alcuni brani perché li considerava adatti alla dimensione epica del film: canzoni forti, antemiche, pronte a sostenere duelli, immortalità e kilt con serietà assoluta. La band vide circa venti minuti di montaggio preliminare e da lì arrivarono altri pezzi.

Qui Brian May entrò in modo ancora più diretto.

La morte di Heather, il primo grande amore di Connor MacLeod, colpì May al punto da portarlo a scrivere Who Wants to Live Forever durante il viaggio di ritorno dopo aver visto quelle immagini. Sempre attorno a Highlander, May concepì anche Gimme the Prize, legata alla rivalità tra Connor MacLeod e il Kurgan. Roger Taylor, invece, raccolse dal film frasi come There can be only one e It’s a kind of magic, trasformandole nella materia pop dell’album.

Il cinema che ha rilanciato i Queen

Oggi come negli anni ’90, il cinema sta riportando Brian May e il mito dei Queen dentro più generazioni di pubblico.

Wayne’s World, nel 1992, trasformò Bohemian Rhapsody in una scena automobilistica diventata culto, con Wayne, Garth e gli amici che cantano e scuotono la testa sulla parte hard rock del brano. Brian May ha raccontato che Mike Myers gli chiese l’approvazione per usare la sequenza e che lui la mostrò a Freddie Mercury, entusiasta, proprio negli ultimi mesi di vita. Il film riportò il brano in classifica, fino al numero 2 negli Stati Uniti, più di quindici anni dopo l’uscita originale.

May contribuì alla colonna sonora di The Adventures of Pinocchio di Steve Barron nel 1996; ha poi composto l’intera colonna sonora del film sci-fi Furia di Alexandre Aja nel 1999.

E come non menzionare il biopic Bohemian Rhapsody: con Brian May e Roger Taylor produttori esecutivi e coinvolti direttamente nella supervisione musicale del progetto, il film ha superato i 900 milioni di dollari al box office mondiale, imponendosi come uno dei biopic musicali più redditizi di sempre. Agli Oscar 2019 ha vinto quattro premi: miglior attore a Rami Malek, montaggio, sound editing e sound mixing. La stessa cerimonia degli Oscar si aprì con Brian May, Roger Taylor e Adam Lambert su We Will Rock You e We Are the Champions: una perfetta chiusura del cerchio.

La Red Special torna in scena con elettrica solennità

May porta con sé una mitologia fantasy parallela.

Assoli che sembrano fanfare, cori da stadio e note trattate come raggi laser. In un film che deve vendere spade, muscoli, nostalgia anni Ottanta e destino galattico, la sua presenza non è un semplice cameo rock, ma una dichiarazione di intenti. Masters of the Universe sta provando a darsi un’identità sonora riconoscibile prima ancora dell’uscita in sala, e la Red Special di Brian May continua a comportarsi come se ogni film avesse bisogno di una scossa elettrica prima dei titoli di coda.