Dracula

Dracula e gli altri strani mostri

Dracula è uno dei tanti mostruosi personaggi nati dall’orrore contemporaneo e dalla paura della società, che ha preso varie declinazioni nel corso della storia.

Solamente negli ultimi cinque anni abbiamo visto prodotti e distribuiti una quantità immensa di film horror, e in particolare di film horror storici, classici. Interpretazioni moderne, remake, adattamenti originali. I mostri del cinema e quelli della Universal sembrano essere tornati, in meglio o in peggio che sia, ma sono tornati.

Oggi esce nelle sale cinematografiche italiane – speriamo in moltissime ma sarebbe impossibile solo pensarlo – un nuovo adattamento di Dracula, che promette essere tanto esuberante quanto il suo assurdo e satirico autore, ovvero, Radu Jude. Col passare degli anni, gli adattamenti di questi mostri e la creazione di nuovi ha portato a derive sempre più ampie.

Dracula

Dracula è stato uno dei primi veri portatori di orrore – popolare e universale – nella settima arte e nella letteratura, condizionando i racconti sui vampiri e alimentando la paura di perdere l’ultima linea di difesa della propria linfa vitale, ovvero, il sangue. Prima il capolavoro Nosferatu nel 1922, poi quasi dieci anni dopo arriva Dracula con Bela Lugosi. Tra le versioni, ricordiamo quella del 1958 con Christopher Lee e quella del 1992 con Gary Oldman.

Con il tempo, l’azione umana è diventata talmente terrificante che un mostri come dei vampiri o un universo pieno di zombie non possono più far paura come prima. Tutti ci si possono confrontare. Da Batman contro Dracula a Fracchia contro Dracula, passando per le varie pariode comiche o più o meno attinenti al materiale originale. Degli ultimi va citato El Conde, in cui Augusto Pinochet è un vampiro ultracentenario.

Frankenstein

Nel caso specifico di questo “mostro” – termine sbagliatissimo per questo classico mostro Universal – bisogna premettere una cosa molto importante: il romanzo di Mary Shelley è una delle opere più influenti della storia. Frankenstein, per struttura e nel rapporto tra i suoi due protagonisti, sta in tutta l’arte del 20esimo e del 21esimo. Al cinema è partito già da un cortometraggio del 1910 e da i due film di James Whale del 1931 e del 1935.

Dopo Il cervello di Frankenstein, il personaggio si arena nella commedia, fino agli anni ’70: The Rocky Horror Picture Show lo stravolge ma lo riporta al cinema, l’anno dopo del capolavoro Frankenstein Junior. Re-Animator e RoboCop lo trasportano alla decade dopo, Edward mani di forbice e Frankenstein di Kenneth Branagh nei ’90. Poi qualche brutto film, fino a Povere creature e il nuovo Frankenstein di Guillermo Del Toro.

Dracula

La mummia

Nel 1932, Boris Karloff indossa per la prima volta i bendaggi de La mummia. Il film ha portato un nuovo archetipo orrorifico popolare, ma forse quello che con il passare del tempo ha perso l’interesse dle pubblico. La seconda versione del 1959 con Christopher Lee e la trilogia di Stephen Sommers del 1999 hanno portato successo commerciale ma mai critico al punto di proseguire più in la.

La Universal ha provato a riportare in auge il suo arsenale di mostri, e il primo è stato La mummia con Tom Cruise nel 2017, punto di partenza di un universo mai nato davvero – grazie a Dio. Dopodiche, solamente Lee Cronin ci ha riprovato quest’anno con la sua versione, un prodotto a metà tra L’esorcista e La casa ma senza avere nulla di buono dei due.

L’uomo invisibile

Tratto dalla romanzo di fantascienza del maestro H. G. Wells, L’uomo invisibile del 1933 è diretto dallo stesso James Whale di Frankenstein. La pellicola più difficile da girare e la più intricata, riesce finalmente a mostrare l’arco involontario ma cosciente di un personaggio che supera la hybris e finisce per trasformarsi in ciò che odia.

Come il resto dei mostri, dopo la striscia comica di Gianni e Pinotto, il personaggio si è disperso, non venendo neanche preso in considerazione dalla Hammer per i film degli anni ’50. Per rivederlo, è toccato aspettare fino al pessimo L’uomo senza ombra del 2000 e poi L’uomo invisibile di Leigh Wannell e l’italiano e fumettistico Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores.

L’uomo lupo

Dopo un primo tentativo nel 1935 con Il segreto del Tibet, la Universal ci riprova sei anni dopo con L’uomo lupo, primo mostro che nasce da un’idea totalmente originale dello studio. Escludendo Dr. Jekyll & Mr. Hyde, Il fantasma dell’opera e Il mostro della laguna nera, l’uomo lupo è anche l’ultima vera creazione propria di questo ciclo artistico.

Il suo potenziale di attrazione è stato poi strettamente legato alla commedia, ma la prima pellicola che sfrutta appieno questo polo, mischiandolo con un’inquietante messa in scena, è l’iconico Un lupo mannaro americano a Londra del 1981. Negli ultimi anni ci sono stati due disastrosi tentativi di resuscitare il personaggio, l’ultimo uscito lo scorso anno e diretto dal già citato Leigh Wannell.