Happy Holidays: intrecci tra popoli e famiglie spezzate
Happy Holidays narra l’intreccio di quattro vite tra Palestina e Israele, un film corale che decostruisce divisioni culturali e intime.
Nel cuore di Haifa e Gerusalemme, Happy Holidays (titolo originale Yinʿād ʿalēkom) si dispiega come un’orchestra sommersa di quattro esistenze intrecciate.
Vite figlie di una terra sospesa tra speranza e violenza.
Premio Orizzonti per la sceneggiatura a Venezia 2024.
La trama e i personaggi di Happy Holidays
Il film è diretto dal regista palestinese Scandar Copti.
L’autore è noto per Ajami, film del 2009.
La narrazione è strutturata in quattro capitoli, che seguono personaggi le cui solitudini e segreti convergono nel quotidiano.
In un tappeto narrativo che evita i segni netti, Copti dispiega le scelte di Rami, palestinese, e della sua partner ebrea Shirley.
Il primo, interpretato da Toufic Danial lotta con la notizia della gravidanza della fidanzata. Si ritrova così sospeso tra controllo e affetto.
Inoltre deve affrontare la paura di un figlio in un contesto ostile.
Shirley invece (Shani Dahari), contraria all’aborto, diventa simbolo di resistenza e scelta personale. Viene infatti ostacolata anche dalla sorella Miri (Meirav Memoresky). Questa, dal canto suo, si destreggia tra le pressioni familiari e la depressione della propria figlia.
Il loro conflitto mette in luce facce del patriarcato e dell’autorità femminile.
Fifi (Manar Shehab), sorella di Rami, rimane coinvolta in un incidente. Il ricovero svela una vita intima nascosta, sollevando domande su controllo, vergogna e reputazione.

La madre di Rami, Hanan (Wafaa Aoun), media tra le crisi economiche e morali della famiglia. Diventa cornice e specchio delle tensioni generazionali.
Infine c’è Walid (Raed Burbara), medico e interesse amoroso di Fifi. Lui rappresenta il confine tra ambiente familiare e possibilità di affrancamento. Ma è intrappolato in norme sociali e morali condivise.
Il cast
La scelta di utilizzare attori non professionisti irrobustisce l’intensità documentaria del film.
Il risultato è una profonda autenticità e un’efficace frammentazione emotiva.
Le storie si dipanano in capitoli che s’incrociano in una spirale di conseguenze. Inquadrate con una regia che privilegia il dettaglio, il ritmo lento, la presa sul reale.

Le prime impressioni su Happy Holidays
Le reazioni critiche sono forti: Variety e Hollywood Reporter lo descrivono come “insieme sapientemente strutturato” o come “un film culturalmente necessario”.
Le prime recensioni In Italia gli danno in media 3 stelle per la sua ambizione corale, ma criticano l’eccessiva complessità narrativa.
Il film vuole essere qualcosa oltre un semplice racconto. Ambisce a essere luogo di incontro tra identità che si toccano senza mai somigliarsi.
È una rappresentazione dell’umano che cerca di riannodare relazioni interrotte. Tra confessioni personali e strutture geopolitiche.
La “vacanza felice” diventa ironia tragica: augurio che nasconde ferite familiari e culturali.
Queste storie vivono in tensione tra tradizione e desiderio.
Voci che sembrano supplicare libertà mentre restano ancorate a un destino già scritto.
L’uscita di Happy Holidays in Italia
Il film verrà rilasciato nelle sale italiane il 3 Luglio 2025.
Una produzione Fresco Films (Tony Copti, Jiries Copti), Red Balloon Film (Dorothe Beinemeier), Tessalit Productions (Jean Bréhat, Bertrand Faivre, Emma Binet), Intramovies (Marco Valerio Fusco, Micaela Fusco).
Distribuzione: Fandango.
