Hollywood come non l’abbiamo mai vista
Negli ultimi mesi si è tornati a parlare con insistenza di una possibile morte di Hollywood. Ma è davvero così?
Quest’espressione ci spaventa ma è sicuramente testimone di un sentimento reale: l’industria cinematografica americana sta attraversando una delle trasformazioni più profonde della sua storia. Non si tratta semplicemente di un periodo di crisi ciclica, ma di un cambiamento strutturale che riguarda economia, produzione e geografia stessa del cinema. Possiamo dire che negli ultimi decenni abbiamo assistito non solo a un cambio strutturale dell’industria cinematografica, ma anche a una nuova educazione dello spettatore, che è diventato fondamentale nel nuovo metodo di fruizione del cinema.
Dov’è Hollywood?
Uno dei segnali più evidenti riguarda la produzione. Sempre meno film e serie televisive vengono girati a Los Angeles, la città che per oltre un secolo ha rappresentato il cuore simbolico e industriale del cinema mondiale. Negli ultimi anni le produzioni si sono progressivamente spostate verso territori con costi più bassi e con incentivi fiscali più aggressivi: Canada, Regno Unito, Europa orientale, Australia. Il fenomeno, noto come runaway production, non significa che Hollywood abbia smesso di produrre contenuti, ma che sempre più spesso questi contenuti vengono realizzati altrove. Il risultato è un progressivo svuotamento del sistema produttivo locale. Possiamo dire che in questo momento Hollywood non è più un luogo fisico a cui fare riferimento ma una struttura produttiva ormai vecchia.
Streaming e cambiamenti
Alla base di questo processo c’è anche la crisi del modello economico che ha sostenuto l’industria per decenni. Per buona parte della storia recente del cinema, il ciclo commerciale di un film era relativamente stabile: uscita in sala, distribuzione home video, passaggio televisivo e sfruttamento a lungo termine nel mercato secondario. Questo sistema permetteva ai film di recuperare gradualmente i costi e generare profitto nel tempo. Con l’avvento dello streaming, però, questa catena si è accorciata drasticamente. Il mercato dell’home video è praticamente scomparso e molti film finiscono rapidamente sulle piattaforme, riducendo le possibilità di rientro economico. Anzi, spesso i film escono direttamente sulle piattaforme senza neanche passare per la sala cinematografica, questo non solo diventa un problema per le sale ma parliamo di una vera e propria nuova era di educazione dello spettatore. Basta pensare al dominio totale di Netflix per vedere concretamente il cambiamento.
La conseguenza è una crescente prudenza da parte degli studios. Il rischio finanziario è aumentato e le grandi compagnie preferiscono investire quasi esclusivamente in progetti percepiti come sicuri: sequel, franchise, universi narrativi già consolidati o adattamenti di proprietà intellettuali molto note. A testimoniare questo, basta guardare in questo momento in sala abbiamo il settimo film della saga di Scream o l’adattamento di Cime Tempestose. In questo scenario diventa sempre più difficile finanziare film di fascia media, quelli che per decenni hanno rappresentato il cuore creativo di Hollywood.
A tutto questo si sono aggiunti gli shock più recenti che hanno colpito l’industria: la pandemia, che ha modificato profondamente le abitudini del pubblico, e gli scioperi del 2023 che hanno paralizzato per mesi la produzione. Il risultato è stato un forte rallentamento dell’attività e, soprattutto, un impatto pesante sull’occupazione. Migliaia di lavoratori dell’industria, tecnici, montatori, costumisti, scenografi, hanno visto diminuire drasticamente le opportunità di lavoro.
E’ davvero la fine?
Parlare di morte di qualcosa fa sempre paura, sopratutto se si parla di un’industria come il cinema. Ma come la storia del cinema ci insegna, Hollywood non è mai morta davvero, piuttosto ciò a cui stiamo assistendo è la fine di un modello industriale che ha dominato il Novecento, ma che darà vita a un nuovo modello industriale a cui ci dovremmo abituare. Il cinema non si può più solo concentrare in un unico luogo, ma possiamo parlare di cinema espanso: un cinema che accoglie e ingloba non solo tutte le culture ma tutti i modi produttivi. In questo senso Hollywood potrebbe non essere più il centro unico e indiscusso dell’industria audiovisiva mondiale. Non è sicuramente la prima volta che parliamo di crisi di Hollywood o di morte di questa, ma come la storia ci insegna è giusto pensare a Hollywood come una fenice, che periodicamente, risorge dalle proprie ceneri.
