Julianne Moore entra nel cast di Sharper sin dalla primissima ora probabilmente colpita dal ruolo – non convenzionale – che avrebbe potuto portare in scena. Risultato? Una recitazione maniacalmente riuscita, come è prassi da lei!
Risultato? Una recitazione maniacalmente riuscita, come è prassi da lei!
Il film si apre con la spiegazione di cosa – o meglio chi è – uno sharper che dice pressapoco questo: si tratta di un individui che vive di sotterfugi. Descrizione politicamente corretta per parlare, banalmente, di un truffatore o di una truffatrice.
In questo film la regola di fondo sembra sia non avere regole; è un film che mostra i personaggi nella loro intimità ma non entra mai troppo in essi. Forse, facendo così, spera di non creare troppe aspettative nel pubblico perché potrebbe rimanerci male!
Shaper, con una fantastica Julianne Moore, è un film che non ha la pretesa di mostrare ciò che è e non ciò che si vorrebbe fosse!
La location è una meravigliosa New York vista da varie angolazioni: standard di vita elevato e non e questo mostra ancora di più come – a volte – si possa preferire la truffa alla correttezza e all’onesta. Già perché lo standard di vita di alcuni dei protagonisti è sfacciatamente ricco e quindi si ha un assaggio della vita benestante del centro pulsante di una delle città più iconiche degli Stati Uniti d’America.

In Sharper, Julianne Moore è una donna ambiziosa e devota…
Oppure no? Cosa rappresentano le personalità messe in scena dal regista Benjamin Carol che dirige quattro protagonisti molto convincenti. Oltre alla già citata Moore nel ruolo di Madeline, abbiamo Sebastian Stan (nel ruolo di Max), Justice Smith è Tom mentre Briana Middleton è Sandra.
Oltre ai quattro personaggi centrali si aggancia un altro maestro della recitazione: quel gigantesco John Lithgow che, qui, fornisce le fattezze al miliardario Richard Hobbes.
Il film inizia in modo alquanto romantico con Sandra e Tom che si incontrano in una libreria: lui impacciato e lei spumeggiante. La cosa funziona e nasce una love story che è destinata a diventare altro.
Da questo punto in poi inizia una seconda fase dalla narrazione ed entrano maggiormente in gioco altri personaggi che mostreranno che non era esattamente come si era immaginato. Mostra porzioni di ragioni e spiragli di colpe.
Depista lo spettatore che non sa bene a chi affezionarti e chi detestare e questo resta la parte più interessante di tutta l’idea; oltre, naturalmente la performance di Julianne Moore come, anche del resto del cast.
Il mondo si capovolge e inizia una trama che passa da un volto ad un altro. I personaggi si conquistano – per il regista – una loro dimensione sullo schermo ma sarebbe dovuto osare un po’ di più perché la verità è che il film è gradevole ma non fa mai brillare gli occhi. Forse, temendo di appesantirlo troppo, lo ha un po’ banalizzato.
E’, però, un film da vedere anche solo per avere una propria idea sull’argomento. E ricordate che, in Sharper, nulla è come sembra!