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Horror

La sottile linea gotica

Esiste una linea di demarcazione sottilissima tra la commedia e l’horror, due generi apparentemente agli antipodi ma che condividono moltissimo.

L’abbiamo già detto diverse volte. L’horror è, ora come ora, senza ombra di dubbio, il genere che sta salvando il cinema indipendente ma è anche il genere che più ha sorprese le grandi case di produzione cinematografiche. Un po’ come successe negli Stati Uniti, come anche in Italia, nella prima metà degli anni ’70 con la Nuova Hollywood, i maggiori momenti di repressione e tensione sociale portano all’orrore ed alla paura.

Purtroppo, il genere al suo estremo opposto sembrerebbe essere la commedia, che, in effetti, nei suddetti momenti storici è sicuramente il genere che viene più lasciato a sè. Ma, allo stesso tempo, lo spavento e la risata sono tanto lontane quanto vicine e molti horror di quest’anno ce lo hanno dimostrato. Ma come fanno due cose così lontane ad essere così vicine.

Horror e commedia

Storicamente, il mondo della letteratura romanzistica offre i primi esempi di miscela tra il genere horror ed il rilievo della commedia. Prima con storie che incarnano il loro racconto attraverso un umorismo più perverso e nero – come La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving del 1820 – e poi come risposta a grandi autori ed opere dell’orrore, come molti fecero – incluso Edgar Allan Poe – dopo la pubblicazione di Frankenstein di Mary Shelley.

Lo stesso percorse lo ebbe sul grande schermo: dopo qualche esperimento tra il 1914 ed il 1922 di film dell’orrore di questo tipo, nel 1931 esce il capolavoro Frankenstein di James Whale… e, nel 1948, esce Il cervello di Frankenstein con protagonisti il duo Abbott e CostelloGianni e Pinotto da noi. Poi, i due generi si  intersicano davvero con l’arrivo degli anni ’80.

Due facce della stessa medaglia

Dopo che già nel 1967 Roman Polanski prova a coniugare un film d’orrore con l’umorismo in Per favore, non mordermi sul collo! e Mel Brooks lo segue con quel capolavoro di Frankenstein Junior sette anni dopo, il 1981 è l’anno chiave. John Landis e Sam Raimi girano rispettivamente Un lupo mannaro americano a Londra e il primo capitolo de La casa – nonchè esordio di Raimi. Cambiano per sempre il genere e la storia del cinema non è più la stessa.

Soprattutto attraverso le vicende di Ash Williams – e soprattutto ne La casa 2 e L’armata delle tenebre – Raimi ci dimostra che si tratta di due estremità alla fine di un lungo spettro, due poli che eventualmente possono toccarsi. La risata e lo spavento non sono altro che due reazioni viscerali ad un tipo di tensione e, la nostra mente, o cade da una parte della linea o dall’altra.

Horror

Invasione degli ultraidioti

L’horror diventa così il modo perfetto di esprimersi ed esprimere il mondo attorno ad autori indipendenti e con pochi soldi. Wes Craven mantiene questa linea dal primo Nightmare fino al primo Scream, quando non è più un piccolo autore sconosciuto. Grandi registi in difficoltà come Martin Scorsese tentano in piccoli film come Fuori orario.

L’esagerazione, il mondo dell’assurdo, il grottesco, l’irrazionalità. Sono tutti temi che spostano l’ago della bilancia e non è più possibile riuscire a tenere in equilibrio le emozioni con il resto. E tutto viene fuori. Come una risata isterica ad un funerale, si può trovare l’assurdo anche nelle situazioni più noiose della vita. È il mondo ad essere pazzo, o siamo noi ad essere folli?

Seriamente divertente

In fin dei conti, la commedia e l’horror hanno entrambi un obiettivo preciso che devono perseguire attraverso qualsiasi mezzo necessario: uno deve far ridere, uno deve spaventare. Molto facile. Un grande film dell’orrore ed una buona commedia si vedono da questo, al di là di ogni altra considerazione. Uno lo ottiene con una punchline o una battuta, l’altro con un omicidio. E tutto sta nella costruzione di questi elementi.

Edgar Wright ha dimostrato alla perfezione nel suo L’alba dei morti dementi che il ritmo ed il tempismo sono le due chiavi per comprendere la vicinanza dei due generi. Il montaggio e la scrittura sono i mezzi attraverso cui raggiungere la perfezione. Negli ultimi anni lo abbiamo visto con Jordan Peele, in film come Zombie contro zombie, The Wolf of Snow Hollow, Dream Scenario e, solamente nel 2025, in molti film come The Monkey, Together, Weapons e l’ottimo e recentissimo The Ugly Stepsister. Cosa vorrà dire tutto questo?