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Le canzoni dei Beatles al cinema
L’influenza dei Beatles non si è mai fermata solamente alla musica ed ha attraverso la società e l’arte, arrivando da subito al cinema.
Il 26 maggio 1967 veniva pubblicato un disco che avrebbe cambiato la storia della musica, un lavoro partorito dalle geniali menti di quattro uomini che dall’ottobre del 1962 erano entrati nella sfera pubblica del mondo e della società, plasmandola definitivamente, arrivando fino ai giorni nostri. Il disco è Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Il gruppo sono i Beatles.
I Beatles sono sempre stati vicini alla settima arte: protagonisti di Tutti per uno, Aiuto!, Magical Mystery Tour e il film d’animazione Yellow Submarine, senza contare le decine di documentari in cui appaiono. Purtroppo, al cinema sentiamo cover dei loro pezzi perchè il costo del loro catalogo è estremamente elevato – Mad Men dovette pagare 250.000 dollari per Tomorrow Never Knows. Mentre attendiamo aggiornamenti sull’universo cinematografico dei Beatles di Sam Mendes, diamo un’occhiata alle canzoni dei Beatles al cinema.
Not Fade Away – “I Want to Hold Your Hand”, “I’ve Got a Feeling” e “I Want to Tell You”
Un grande film, mai arrivato nelle sale italiane e, purtroppo, irreperibile. Alla regia ed alla sceneggiatura c’è David Chase, creatore della serie che ha cambiato la storia, I Soprano. Non a caso, nel cast c’è anche il grandissimo e compianto James Gandolfini. Not Fade Away è ambientato nella New Jersey degli anni ’60 e parla di Douglas – John Magaro – un ragazzo neanche ventenne che, con i suoi amici, forma una band rock.
Chase ha sempre utilizzato colonne sonore che prendevano dalla cultura pop, reinventandole nel contesto di ciò che succedeva, con brani di artisti che vanno da Bruce Springsteen per i Rolling Stones fino a Xzibit. Qui facciamo una ovvia eccezione, perchè i brani dei Beatles presenti nel film – I Want to Hold Your Hand, I’ve Got a Feeling, I Want to Tell You – sono eseguiti dagli attori, ma non si poteva non citare questa chicca del cinema indipendente.
A cena con un cretino – “The Fool on the Hill”
Remake statunitense de La cena dei cretini di Francis Veber, questo film offre delle divertentissime performance da parte di Steve Carell e Zach Galifianakis, ma nemmeno riesce a sfiorare le risate dell’originale, nè tantomeno il calibro del protagonista – Paul Rudd molto sottotono, come gli capita spessissimo, soprattutto dii questi tempi.
Il film si apre con una grande scena: i titoli di testa scorrono, le mani di Barry – Carell – assemblano una scena con dei topolini imbalsamati, vestiti da umani. Ad accompagnare la scena c’è la canzone dei Beatles Fool on the Hill, che oltre ad essere uno splendido brano di Paul McCartney – preludio della sua carriera da solista – è perfetta per il film.
Shakespeare a colazione – “While My Guitar Gently Weeps”
Secondo film alla regia per Bruce Robinson, che nel 1987 scrive e dirige Withnail & I – da noi Shakespeare a colazione – una commedia nera su due squallidi attoruncoli costantemente sotto l’effetto di droga a fine anni ’60. I due sono interpretati da Richard E. Grant e Paul McGann che offrono quelle che, forse, sono le interpretazioni più alte delle rispettive carriere.
In questo grandioso cult, un’altro elemento che non passa inosservato è sicuramente la colonna sonora. E tra Voodoo Child della Jimi Hendrix Experience e A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum – qui in un’altra versione – risalta uno dei più bei brani del gruppo: While My Guitar Gently Weeps, che presenta anche un assolo alla chitarra di Eric Clapton.
Bowling a Columbine – “Happiness Is a Warm Gun”
Non penso ci sia mai stato un momento in cui Michael Moore non sia stato al centro di controversie o critiche. Le sue dichiarazioni, le sue idee, il suo temperamento, i suoi film. Nel 2002 esce Bowling a Columbine, un documentario sul massacro della high school di Columbine, avvenuto tre anni prima, esplorandone le cause ed il contesto.
Questo fu il primo vero film che portò attenzione mediatica e successo a Moore, soprattutto per il suo coraggio e la sua coerenza. Dopo i primi venti minuti circa del film, l’incredibile Happiness Is a Warm Gun accompagna un montaggio sulla compravendita e l’uso di armi da fuoco negli States.

Minions – “Got to Get You Into My Life” e “Revolution”
Se la Beatlemania fu un fenomeno senza precedenti, quello dei Minions non è da meno. Tra l’uscita di Cattivissimo me e Minions del 2015 qualsiasi social era intasato da parodie, canzoni e meme, tutti su questi strani esseri gialli. Purtroppo, ben pochi si sono davvero soffermati sulla qualità di questo film, ed ancora di meno su quella del secondo – Minions 2 del 2022.
Diverse scene di questa pellicola hanno catturato l’attenzione del pubblico, soprattutto quelle legate ai Beatles. I tre Minions, girando per la Londra di fine anni ’60, aprono un tombino su un attraversamento pedonale e, a passare, sono i quattro di Liverpool. Abbey Road. Sul finale, Got to Get You in My Life parte cantata dai Beatles e, subito dopo, Revolution ma, questa volta, cantata dai minions stessi
Una pazza giornata di vacanza – “Twist and Shout”
Twist and Shout è una di quelle canzoni che ti fanno alzare dalla sedia, ma, è anche uno di quei brani che abbiamo sentito tanto nella nostra vita, ma mai troppo. Allo stesso modo, quante volte una cover di un pezzo o l’originale stesso ci è capitata in un film o una serie tv?
Con la stessa certezza che il brano rimarrà immortale per sempre, sappiamo che nulla batterà la scena della parata in Una pazza giornata di vacanza, film simbolo degli anni ’80 – non a caso girato da John Hughes – che prende in prestito la potenza ed il comfort dei Beatles, senza appropriarsene. La scena è splendida e Matthew Broderick la “interpreta” come Lennon.
Bronx – “Come Together”
Quando si parla del filone di film sulla mafia, più precisamente sulla criminalità organizzata italo-americana, in pochi dicono Bronx. L’esordio alla regia di Robert De Niro lo propone anche come interprete ma, stranamente, dalla parte buona, mentre dall’altra faccia della moneta troviamo Chazz Palminteri – anche sceneggiatore.
Questa fantastica storia di formazione ci offre uno sguardo sulla vita newyorchese di un ragazzo cresciuto tra legalità ed crimine, sacro e profano, come in Mean Streets. Mentre speriamo che la parte sana vinca, la scena migliore del film rimane quella in cui Sonny – Palminteri – ed i suoi picchiano i motociclisti. Come Together in sottofondo. Now youse can’t leave.

The Social Network – “Baby You’re a Rich Man”
Che David Fincher fosse un regista straordinario già lo sapevamo, ma nel 2010 decide di superare tutti, girando The Social Network, usando una sceneggiatura la quale definirla meravigliosa risulterebbe comunque un insulto ad Aaron Sorkin. La storia di Mark Zuckerberg – Jesse Eisenberg – e della nascita di facebook arriva al cinema.
Che Fincher fosse un’amante dei Beatles l’avevamo scoperto un paio di anni prima con Il curioso caso di Benjamin Button. In una scena, con la stessa vitalità che il personaggio di Brad Pitt assume nel film, c’è Twist and Shout. Di nuovo i Beatles, in questo caso alla scena finale. Mark entra su Facebook ed invia la richiesta d’amicizia alla sua ex. Attende. Aggiorna la pagina. Baby, You’re a Rich Man.
Yesterday
Nonostante non sarebbe giusto consigliare un film così noioso e con una premessa storica tanto interessante quanto distopica, questo film di Danny Boyle – del quale attendiamo il nuovo 28 anni dopo – spreca tutte le potenzialità del mondo che costruisce, inseguendo un concetto idealistico e buonista di amore e di amicizia.
E se i Beatles non fossero mai esistiti, moltissimi film avrebbero potuto risparmiare tanti soldi. Boyle informò i sopravvissuti della band e le vedove su questo nuovo progetto e la produzione dovette pagare circa 10 milioni di sterline per i diritti delle canzoni presenti. Tutto questo per un’idea di Non ci resta che piangere – Massimo Troisi che canta Yesterday.
