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Neil Jordan e la sua versione della famiglia Borgia
Neil Jordan riporta alla luce una famiglia storica controversa, immersa nei drappi e tendaggi damascati del MedioEvo e legata all’immenso potere della Chiesa.
Si inizia con una data simbolica,1492 che ha segnato la fine del Medio Evo e l’inizio del Rinascimento; quel tempo nel quale verrà scoperta l’America (anche se all’epoca si pensava fossero le Indie) e di quel Mondo che, di lì a poco, sarebbe diventato immensamente piccolo.
Infatti, proprio il 1492 con la sua complessità fa da sfondo agli intrighi che caratterizzano la vita di Rodrigo Borgia e dei due figli Cesare e Juan oltre alla figlia Lucrezia e al piccolo Goffredo. Tutti coinvolti nelle visioni egemoniche di potere di questo uomo, oltre che papa, che cercherà di incrementare le finanze vaticane, trasformare il figlio Cesare in quel cinico principe decantato dal Macchiavelli ecc.
Quando e dove è ambientata l’idea di Neil Jordan?
Nello specifico si tratta del 11 agosto, Roma è avvolta in un caldo asfissiante quando il Vaticano è blindato per l’elezione del nuovo Papa: dopo un gioco di intrighi, promesse e favoritismi, viene eletto Rodrigo Borgia che prenderà il nome di Alessandro VI.
Questa è la premessa storica ma non basterebbe a spiegare la complessità della serie se non si pensasse all’eco che riecheggia quando si pensa ai Borgia. Una famiglia che ha simboleggiato la potenza economica e militare della Chiesa del tempo e la corruzione che la circondava. Certo la scelta di trattare proprio della famiglia Borgia non è casuale perché è certamente stata determinata anche dalle leggende di depravazione che circolavano intorno a questa potente famiglia di origine aragonese e trasferitasi a Roma perché l’Urbe Eterna era la sede della cristianità.
Rodrigo Borgia viene eletto – con la fumata bianca e la frase “Abemus Papam!” -, si tratta di uno straniero che era stato vescovo di Valentia e che, apparentemente esterno alle dinamiche di potere che c’erano nelle mura papali, sconfigge Della Rovere e il potente Ascanio Sforza.
Infatti Rodrigo cerca di usare i suoi figli illegittimi per trattenere nelle proprie sfere di influenze la maggior parte dl potere:
- il maggiore Cesare Borgia diventa cardinale per potergli garantire orecchie e occhi nel Concistoro
- il secondogenito, Juan, mostra un’indole indisciplinata ma viene insignito del titolo di gonfaloniere per comandare l’esercito
- mentre la figlia Lucrezia è data in sposa (ben due volte!) per consolidare il potere che il vaticano ha con il Nord Italia.

Cosa fa Neil Jordan in questa serie
A vedere questa serie di Neil Jordan non si può non pensare a cosa avesse pensato quando ha ideato la trama e chissà se la scelta di parlare proprio dei Borgia non fosse dipeso anche dal forte presenza del Cristianesimo nella sua Irlanda di fanciullo e ragazzo.
Un cast fantastico è alla base di questo progetto che viene realizzato in due stagioni poi, per un budget troppo alto, viene cancellato prima di realizzare una terza stagione. Nel ruolo di Rodrigo Borgia un eclettico Jeremy Irons, nel ruolo del figlio primogenito François Arnaud (Cesare), mentre Holliday Grainger (è Lucrezia), Lotte Verbeek è Giulia Farnese mentre David Oakes è Juan.
Jordan realizza una serie TV ben fatta che mostra non solo il lato oscuro e corrotto del periodo storico nel quale vivono e troneggiano i Borgia ma anche la magnificenza dei palazzi, dell’arte di quel periodo (che fu ampiamente promossa e sovvenzionata prima da Rodrigo e poi anche da Lucrezia). Si tratta, infatti, di una famiglia che non smette di far discutere e spaccare: se la critica ha ampiamente perdonato molti dei loro peccati perché parte di un periodo storico molto diverso dal nostro,
Il regista irlandese si batte molto per cercare di preservare questo progetto e di riuscire a darne un finale degno ma non riuscì a mediare tra le sue idee e il budget troppo basso che gli venne proposto. Non riuscirà a vincere questa battaglia e decide che – in modo o nell’altro – la sua trama sarebbe stata divulgata al suo pubblico e la fa uscire come ebook dal titolo The Borgia Apocalypse: The Screenplay.
