Oscar 2026

Oscar 2026 previsioni, favoriti e contese

Aspettando le nomination ufficiali, una panoramica completa degli Oscar 2026 che si terranno a marzo. Tra favoriti, pronostici e dinamiche. 

Mancano meno di due mesi all’annunciazione delle candidature ufficiali, eppure la corsa agli Oscar 2026 ha già preso una forma definita. Ciò che è certo sono i film candidati da ogni Paese, e sebbene tutto il resto sia ancora mera voce di corridoio, i pronostici parlano chiaro e il quadro inizia a costruirsi. Indizi arrivano da festival, premi e dinamiche industriali che hanno delineato esclusioni ma anche probabilità.

Oscar 2026, i favoriti

Una battaglia dopo l’altra, Hamnet, Marty Supreme, Sinners, No Other Choice, Un semplice incidente e Sentimental Value sono i film più “gettonati” per la candidatura ufficiale. Si tratta di titoli che hanno già consolidato la propria identità.

Paul Thomas Anderson ritorna con un cast monumentale, alla guida di questo, Leonardo DiCaprio che sembra essere uno dei prediletti alla vittoria come Miglior attore protagonista. A dare filo da torcere al premio Oscar 2016 con Revenant sembra essere Timothée Chalamet con Marty Supreme di Josh Safdie che torna alla regia in solo (senza il fratello Benny), con un biopic nervoso e insolito. Accanto ai due favoriti appaiono anche i nomi di Michael B. Jordan (Sinners), Wagner Moura (O Agente Secreto), Joel Edgerton (Train Dreams), Dwayne Johnson (The Smashing Machine) e Oscar Isaac (Frankestein).

Se ripensiamo a Una battaglia dopo l’altra e la sua ambizione sì autoriale ma anche impegnata socialmente, potrebbe rispecchiare il gusto dell’Academy. Ma c’è comunque sempre il rischio del fuoco di paglia: tante nomination e pochi risultati… Sebbene, anche nella categoria Miglior attore non protagonista, Sean Penn e Benicio del Toro sono nomi che ritornano. Con loro la categoria sembra strutturarsi, completandosi con i nomi di Jacob Elordi (Frankestein), Paul Mescal (Hamnet) e Stellan Skarsgård (Sentimenal Value).

Molti sono i premi e le nomination accaparrate da Sinners, horror politico di Ryan Coogler che sembra davvero aver convinto pubblico e critica. D’altra parte invece un film intimo, misurato e sensibile, Hamnet di Chloé Zhao, che ricostruisce il lutto attraverso un’interpretazione importante che sembra vedere Jessie Buckley favorita come Miglior attrice protagonista. Accanto al suo nome, emergono continuamente anche quelli di Jennifer Lawrence (Die My Love) con la sua performance straordinaria, seguono Renate Reinsve (Sentimental Value), Cynthia Erivo (Wicked: For Good) e Julia Roberts (After The Hunt). Mentre per la Migliore attrice non protagonista, i nomi più promettenti sembrano essere quello di Emily Blunt (The Smashing Machine), Ariana Grande (Wicked: For Good) e Teyana Taylor (Una battaglia dopo l’altra).

Cannes e Venezia

Per gli Oscar 2026, Cannes e Venezia restano due snodi significativi attraverso cui il cinema europeo e quello asiatico si fanno spazio, a volta promettendo più che i film di casa. Da Cannes entra a gamba tesa la Palma d’Oro di quest’anno: Un semplice incidente di Jafar Panahi. Un film profondamente sensibile quanto urgente e coraggioso, che sembra addirittura scavalcare i titoli di casa. Accanto a Panahi, Joachim Trier con Sentimental Value che torna a esplorare le relazioni familiari e la memoria affettiva attraverso uno stile sobrio europeo.

Venezia risponde con No Other Choice di Park Chan-wook, film che riflette sulle dinamiche morali ed economiche del nostro presente, tra dark comedy e thriller sociale. Oltre alla candidatura come Miglior film internazionale è probabile anche la candidatura di Lee Byung-Hun come Miglior attore protagonista.

Tra i candidati ufficiali dei vari Paesi, spiccano altri titoli promettenti. È il caso di Sirât di Oliver Laxe, e nondimeno, l’apprezzatissimo dalla critica Sound of Falling di Mascha Schilinski. Quasi certa la presenza di La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya, mentre resta la speranza per Familia di Francesco Costabile. Senza dimenticare Frankenstein di Guillermo del Toro che ha certamente una probabilità più alta di riuscita in categorie come Miglior scenografia e Miglior trucco. Infine Jay Kelly di Noah Baumbach, di cui si parla ma sempre a fasi alterne per quanto riguarda la corsa agli Oscar.

Oscar 2026

Oscar 2026, probabili esclusi e certezze

Accanto ai titoli più solidi, questa edizione sembra costellata di film molto dibattuti dal pubblico che appaiono però destinati a un riconoscimento a metà da parte dell’Academy. Bugonia di Yorgos Lanthimos resta un caso emblematico: l’attenzione critica si concentra soprattutto sul lavoro di sceneggiatura e su un’altra performance magnetica di Emma Stone – e forse anche di Jesse Plemons -. Quello del regista greco è un film che, data la particolarità ambiziosa, rischia di rimanere nell’ombra. Stesso discorso per Eddington di Ari Aster, che sembra confermare la difficoltà di una certa autorialità a entrare nelle brame dell’Academy.

Se per alcuni versi restano dubbi, per altri non ce ne sono. Per gli effetti visivi resta in testa su tutti i fronti Avatar: Fire and Ash, destinato a confermare il primato della saga di James Cameron. Mentre Wicked: For Good sembra intravedere sempre più chiaramente la possibilità di un secondo Premio Oscar per i Migliori costumi.

Per quanto riguarda i film d’animazione, arrivano (quasi) certezze da Kpop Demon Hunters, ElioArcoZootropia 2 La Piccola Amelie.