Perché senza Fantaghirò non è davvero Natale

Perché senza Fantaghirò non è davvero Natale

Fantaghirò, il film a puntate di Lamberto Bava, è l’apoteosi del Natale: una fiaba cult che torna ogni anno. E voi, ve lo ricordate?

Durante il periodo natalizio esistono dei dogmi che rendono il Natale davvero Natale: il panettone, le cene con i parenti, Una poltrona per due e, sicuramente, Fantaghirò.

Fantaghirò è stato il dogma natalizio dei Millennials: ogni anno, nel periodo delle feste, andava in onda l’immancabile maratona rituale. Col passare del tempo, però, da regina del palinsesto pomeridiano è scivolata verso programmazioni ad orari improponibili (come le tre di notte).

Quest’anno il canale 27 la trasmetterà il 31 dicembre con un vero e proprio tour de force che parte alle 19.20 e termina alle 3.40. Per chi sarà impegnato a festeggiare l’arrivo del nuovo anno, Fantaghirò è comunque disponibile, con tutti e cinque i film, su Disney+.

Fantaghirò, la trama

Andata in onda per la prima volta su Canale 5 nel periodo natalizio del 1991, Fantaghirò è liberamente ispirata a un racconto folkloristico ripreso anche da Italo Calvino nel libro Fiabe italiane.

La trama, almeno quella dei primi film, ricalca perfettamente la fiaba classica: in un mondo medievale due regni sono in guerra tra loro; una principessa ribelle di nome Fantaghirò finge di essere un uomo, il Conte di Valdoca, e si cimenta in una serie di sfide con il re rivale di suo padre, del quale finisce per innamorarsi, ricambiata.

Tra i personaggi troviamo anche due sorelle bellissime, un’oca parlante, la Strega Bianca e un mostro che mangia solo donne.

Il film – diviso in due parti – prodotto da Lamberto Bava, figlio del celebre regista horror Mario Bava, ebbe un successo tale da generare altri quattro capitoli, tutti trasmessi nel periodo natalizio.

Fantaghirò era interpretata da Alessandra Martines, mentre il re rivale Romualdo aveva il volto di Kim Rossi Stuart. Quando, nel quarto capitolo, Stuart decise di non proseguire, l’interesse amoroso della protagonista fu sostituito da Tarabas, interpretato da Nicholas Rogers.

Perché senza Fantaghirò non è davvero Natale

Cos’è che ci piace tanto?

Rivedere oggi Fantaghirò rende impossibile non notare gli effetti speciali discutibili, il ridoppiaggio degli stessi personaggi (molti attori non parlavano italiano) e un’estetica spesso poco curata. Eppure, nonostante tutto, Fantaghirò ha cresciuto generazioni di bambine nella più piena fierezza, nel rifiuto di un sistema patriarcale che relega le donne a un ruolo domestico e marginale (le sue sorelle non sanno nemmeno leggere: perché dovrebbero?).

Iconica la scena del taglio di capelli e della celebre pettinatura a scodella, così come i dilemmi di Romualdo, diviso tra la paura di essersi innamorato di un cavaliere e il dovere di uccidere la donna che ama.

Cataldo: Cosa farai se scopri che il Conte di Valdoca è una donna?
Romualdo: La sposerò.
Ivaldo: E se fosse un uomo?
Romualdo: Lo sfiderò a duello, all’ultimo sangue, senza esclusione di colpi. Lo ucciderò, senza alcuna pietà. E poi ucciderò me stesso.
Cataldo: Non potresti sopravvivere alla vergogna di amarlo?
Romualdo: Non potrei sopravvivere al dolore di perderlo.

Con l’arrivo di TarabasFantaghirò mette in scena anche l’apoteosi del trope enemies to lovers, uno dei più amati di sempre.

10 curiosità su Fantaghirò

  1. Un titolo che poteva essere diverso: inizialmente il progetto aveva un nome legato a una misteriosa grotta (mantenuto nell’edizione francese), poi abbandonato in favore di quello della protagonista.
  2. Il castello esiste davvero: le ambientazioni non erano ricostruite né digitali; il castello dei primi film è un maniero reale della Repubblica Ceca.
  3. Un incidente in pieno duello: durante le riprese del secondo film, un colpo imprevisto tra Alessandra Martines e Kim Rossi Stuart costrinse a interrompere il set.
  4. Un omaggio ai fumetti horror: il nome Tarabas richiama l’immaginario dei fumetti horror italiani e l’opera di Tiziano Sclavi.
  5. Un’attrice, due ruoli: Ángela Molina interpreta sia la guida eterea di Fantaghirò sia il misterioso cavaliere.
  6. Tensioni sul set: durante il terzo capitolo ci furono attriti tra Alessandra Martines e Brigitte Nielsen, interprete della Strega Nera.
  7. Una saga appesa a un attore: le sceneggiature dipendevano dalla disponibilità di Kim Rossi Stuart.
  8. Il fascino di Tarabas: Nicholas Rogers fu scelto più per la presenza scenica che per l’esperienza.
  9. Il provino azzardato: Rogers dichiarò di saper cavalcare, salvo scoprire sul set che non era così.
  10. Il film mai realizzato: un progetto per una nuova trilogia non vide mai la luce a causa della reazione negativa dei fan.

Fantaghirò è un intreccio improbabile fatto di identità segrete, guerre medievali, stregoni tormentati e pettinature discutibili che, inspiegabilmente, continua a funzionare. E forse è proprio questo il punto: ogni Natale, tra un panettone e un cambio di canale, Fantaghirò torna a ricordarci che alcune tradizioni non hanno bisogno di essere perfette per essere irresistibili.