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Rebellion: I vostri problemi li crea Elon Musk, non i migranti

Rebellion riporta i Bradford 12 al London Film Festival. Musk è il bersaglio, ma la politica britannica aveva imparato molto prima a fabbricare il nemico.

“I vostri problemi li crea Elon Musk, non i migranti”.

Ken Fero non ha scelto precisamente la via della metafora per presentare Rebellion, il documentario diretto con Tariq Mehmood che arriva il 14 ottobre al BFI London Film Festival. Mehmood, però, non è soltanto uno dei registi: è anche uno dei Bradford 12, i dodici giovani asiatici che nel 1981 prepararono bombe molotov temendo un attacco dell’estrema destra e finirono loro stessi davanti a un tribunale.

Fero guarda alla Gran Bretagna di oggi, alla nuova destra, alla demonizzazione dei migranti e a Musk, diventato negli ultimi anni un partecipante piuttosto entusiasta alla politica europea. Il parallelo con il 1981 sembra fin troppo comodo. Il problema è che funziona.

Rebellion: prima dei social c’erano già i Bradford 12

Nel 1981 gli attacchi razzisti in Gran Bretagna stavano aumentando. A Bradford circolò la notizia di una possibile mobilitazione fascista e alcuni membri della United Black Youth League prepararono delle molotov. Non furono mai usate. La marcia non avvenne, ma i dodici vennero arrestati e processati.

Non è una ricostruzione militante fatta quarantacinque anni dopo: lo raccontano anche i National Archives britannici. Al processo la difesa sostenne il principio diventato slogan: “Self-defence is no offence”. Nel giugno 1982 la giuria li assolse.

La parte interessante è quindi la sequenza: crescono le aggressioni razziste, una comunità si organizza per difendersi, lo Stato mette sotto processo chi si è organizzato. Quarantacinque anni dopo arriva un film a ricordarlo proprio mentre il dibattito britannico torna a spiegare molti problemi nazionali indicando qualcuno che viene da fuori. La tecnologia, almeno, ha reso il procedimento più efficiente.

Il problema di Musk è che arriva tardi

Fero indica Elon Musk. E qualche indizio lo autorizza: Musk ha sostenuto forze della destra europea, è intervenuto ripetutamente nella politica britannica e ha avuto rapporti abbastanza movimentati persino con Nigel Farage. Ma ridurre tutto al miliardario di X offrirebbe anche una consolazione inattesa: basterebbe togliere il megafono.

Solo che il giorno prima dell’uscita dell’intervista, Farage proponeva di sospendere fino a cinque anni le richieste d’asilo, cancellare decine di migliaia di pratiche pendenti e respingere automaticamente quelle nuove. Nel frattempo persino il governo laburista aveva aperto un account TikTok dedicato a mostrare raid, arresti e deportazioni. Il bersaglio insomma non appartiene più soltanto ai margini che marciano per strada: è diventato materiale amministrativo, comunicazione politica, contenuto.

E qui Rebellion smette di essere semplicemente un film sulla ricomparsa dell’estrema destra. Perché nel 1981 non servivano algoritmi, social network o miliardari americani per trasformare una minoranza prima in problema e poi chi reagiva in minaccia all’ordine pubblico. Il meccanismo funzionava già benissimo in analogico.

Musk, in fondo, ha solo comprato il megafono. La voce era già lì.