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Robin Williams

Robin Williams: lavoro ai senzatetto, realtà o likecatching?

Robin Williams, l’eredità invisibile del sorriso: il ricordo commosso di Zelda Williams in occasione dell’evento benefico Comic Relief Live, a New York. 

Dietro il sorriso contagioso di Robin Williams si celava una generosità altrettanto luminosa, ma forse meno conosciuta.

Non solo genio della comicità o attore capace di commuovere:: era anche un uomo profondamente attento ai più fragili.

Il racconto di Zelda Williams

A raccontarlo è stata sua figlia Zelda Williams, lo scorso 9 dicembre in occasione dell’evento benefico Comic Relief Live, a New York. 

“Mio padre, in tutti i suoi progetti e specialmente durante i tour, assumeva persone senzatetto” ha confidato. “Si impegnava attivamente per offrire loro un lavoro.”

Era una scelta concreta, un modo per restituire dignità e speranza a chi l’aveva persa.

Zelda ha colto l’occasione per lanciare un appello al mondo dello spettacolo e oltre: “Se mai vi capiterà di avere un’opportunità, considerate l’idea. Può cambiare la vita di qualcuno per generazioni.”

 Zelda Williams, figlia di Robin Williams

Il progetto di Robin Williams e gli amici che lo portano avanti

All’evento newyorkese erano presenti anche due amici di lunga data del compianto attore: Whoopi Goldberg e Billy Crystal.

Ambasciatori storici di Comic Relief hanno ricevuto il primo Icon Award per i loro 40 anni di impegno contro la povertà e l’emarginazione.

Billy Crystal ha ricordato l’inizio di quella avventura.

“Io e Robin eravamo amici, poi siamo diventati fratelli” ha raccontato. “Siamo stati uniti da questa incredibile idea: che le persone divertenti potessero davvero aiutare i senzatetto, uno dei drammi più ignorati d’America.”

Il loro primo evento fu un successo clamoroso: raccolsero tra i 4 e i 5 milioni di dollari.

“La nostra più grande gioia era vedere quei soldi trasformarsi in aiuti concreti. Consegnavamo noi stessi gli assegni ai rifugi sparsi in tutto il Paese.”

Oggi, quella visione continua a dare frutti. Comic Relief US ha raccolto finora oltre 436 milioni di dollari, aiutando più di 35 milioni di bambini e giovani in difficoltà in tutto il mondo. Un’eredità di altruismo e impegno che mantiene viva la memoria di Robin Williams, ben oltre il palcoscenico e lo schermo.

Perché, come Zelda ha voluto ricordare, anche un piccolo gesto può innescare un cambiamento profondo.

Tra storia vera e leggenda metropolitana

La generosità di Robin Williams è stata testimoniata più volte.

Per esempio nel 1990, durante una audizione al Senato degli Stati Uniti per l’Homelessness Prevention and Revitalization Act.

In quell’occasione l’attore parlò con passione della necessità di fermare il problema alla radice.

“Non basta continuare a raccogliere chi è caduto” disse “bisogna impedire che cada.”

Una frase rimasta impressa nella memoria di molti, capace di sintetizzare la sua filosofia di vita.

Ma quanto c’è di vero nel resto del racconto?

Da quando il comico ci ha lasciato togliendosi la vita nel 2014, si è diffusa la voce che in ogni film girato chiedesse alla casa di produzione di assumere almeno 10 senzatetto.

“Durante la sua intera carriera, ha aiutato circa 1520 persone senza fissa dimora” ha affermato un utente di Reddit a metà febbraio 2025.

Ovviamente la notizia è stata rilanciata su tutti i social.

Nathan Lane su Robin Williams

Ma da tempo diversi media diffondevano ciclicamente questa voce.

Tuttavia, l’affermazione secondo cui l’attore e comico richiedesse sistematicamente l’assunzione di senzatetto sui set cinematografici è priva di fondamento. Non ci sono prove a sostegno di questa voce: nessun contratto ufficiale o conferme da parte di case di produzione. 

Certo è che appunto nel 1986, Williams, insieme ai comici Billy Crystal, Whoopi Goldberg e anche l’attore di Ghostbusters Harold Ramis, contribuì a lanciare negli Stati Uniti l’organizzazione benefica Comic Relief.

Nelle biografie ufficiali di Robin Williams

Secondo la biografia di Williams scritta da Dave Itzkoff giornalista del New York Times, l’attore credeva fermamente nella missione dell’organizzazione. Secondo lui i suoi viaggi in tutto il paese erano una vera apertura mentale sulla crescente crisi dei senzatetto.

Tuttavia, si accenna appena al fatto che Williams avrebbe “cercato di trovare lavoro per i senzatetto sui set dei suoi film”, senza indicare alcun requisito contrattuale per tali pratiche di assunzione.

In un’altra biografia scritta da Emily Herbert Robin Williams: When the Laughter Stops 1951-2014, si afferma che Williams “insisteva sempre affinché la casa di produzione assumesse dei senzatetto per aiutarlo a realizzare i suoi film”. Senza però dettagli o prove a sostegno di questa affermazione.

Nel maggio 1990, Williams si è ulteriormente pronunciato a favore della prevenzione dei senzatetto, testimoniando davanti a una commissione del Senato su una proposta di legge per affrontare la crisi.

Un’altra leggenda, quella del Re Pescatore

I post che raccontano questa storia sono spesso accompagnati da foto in cui Robin Williams è insieme a Craig Castaldo, meglio conosciuto come Radioman. Si tratta di un ex senzatetto che ha superato l’alcolismo.

Un articolo del New York Times del 1996 raccontava di come Castaldo avesse incontrato Williams sul set di La leggenda del re pescatore mentre cercava di vendere giornali.

Nonostante si fosse poi trasferito in un alloggio sovvenzionato a Brooklyn, continuò a visitare i set cinematografici per l’atmosfera, il cibo gratuito e gli incontri casuali con le celebrità.

L’articolo sottolineava anche la sua somiglianza con Williams e confermava che l’attore gli era affezionato e che erano rimasti in contatto.

Il resoconto biografico di Itzkoff sulla produzione de La leggenda del re pescatore descrive in modo simile come Castaldo si aggirasse spesso sui set cinematografici di New York, venendo talvolta scambiato per Williams a causa della loro somiglianza.

Le foto sono autentiche, la storia ora è sostenuta anche dalla figlia.

Zelda Williams, figlia di Robin Williams in un post IG

Forse è una leggenda, ma bella e che fa sorridere.

E, come sostiene Zelda Williams, a volte anche una risata può salvare una vita.