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La solitudine e il cinema
La solitudine è da sempre un tema centrale nel cinema, una vera e propria vibe che negli ultimi anni è stata ripresa da nuove generazioni cinefile.
La solitudine non è solo una sensazione. La solitudine è una condizione, ad oggi sarebbe definita come una vera e propria vibe. Talvolta però può diventare anche un problema o una vera e propria patologia, finendo per sfociare in condizioni ancora più gravi come la depressione ad esempio. Proprio quello della solitudine è un fenomeno che negli ultimi anni ha coinvolto notevolmente le nuove generazioni ed è tornata in auge.
La cosiddetta “male loneliness pandemic” è un fenomeno sociale che princiaplmente nella gen z ma anche nei millenials ha finito per dilagare diventando quasi più uno status, appunto, una condizione diffusa principalmente tra il genere maschile ed ha portato anche ad idealizzare la solitudine e tutto ciò ha portato anche ad una rivalutazione totale nel cinema di alcuni film ed in particolare di alcuni personaggi, idolatrizzati sui social e sul web, delle vere e proprie colonne di solitudine attraverso i quali molte persone riescono ad empaatizzare e a rispecchiarsi.

Male lonely character
La settima arte ha sdoganato a pieno la solitudine nel suo circa secolo e mezzo di storia e anche per questo il cinema è rientrato recentemente negli interessi globali andando a pareggiare altre forme d’arte come i videogiochi ad esempio. Questo fenomeno è sicuramente legato al dilaniare della male loneliness pandemic. Molti ragazzi riescono a ritrovarsi in alcuni “male lonely character”, ai loro stili di vita e alle loro storie, seppur vedremo ora come non sia una cosa del tutto positiva.
A chi non è mai capitato di star scrollando su tik tok o instagram e vedere edit di Travis Bickle che parla del suo rapporto con la solitudine oppure Ryan Gosling nei panni del pilota che vaga in giro per Hollywood, solo e perso nei suoi pensieri sotto le note di Nightcall o A real hero. Questi sono due degli esempi più emblematici di personaggi soli e forti idolatrizzati dalla Gen Z per le loro abitudini ed il loro stile divita taciturno, chiuso e riflessivo. Due personaggi molto simili sia per la loro caratteristica in comune di guidatori ma anche per la loro totale estraneità alla società e al mondo contemporaneo, un mondo che non li vuole più o che forse non li ha mai veramente voluti. Una reinterpretazione del mito di Sisifo ed un’atmosfera molto esistenzialista che si ricollega anche al concetto di “aura”, anch’esso idealizzato dai giovani e dal mondo social.
Ryan Gosling in particolare è diventato idolo per eccellenza nell’era della male loneliness pandemic, sia per i suoi ruoli molto simili, infatti molto simile a Drive è anche il personaggio dell’Agente K o Joe in Blade Runner 2049. Possiamo dire però che il padre di tutti questi personaggi sia indubbiamente Robert De Niro con la sua performance memorabile in Taxi Driver.

Amore e solitudine
Come ogni condizione che l’uomo subisce essa si riflette anche in ogni tipo di relazioni che si affronta, modificandola. Svariati film hanno esplorato la solitudine in rapporto all’amore. Lost in Translation di Sofia Coppola è uno degli esempi più eclatanti dove una coppia di due americani in viaggio a Tokyo si ritrovano a condividere un senso di perdizione e confusione che sfocia in una solitudine ossessiva ma che in questo caso riesce ad unire i due e la solitudine diventa un mezzo unico per creare un legame. Si crea dunque una certa comprensione implicita tra persone sole. Anche il nostro Paolo Sorrentino riesce a fare un lavoro simile con Le conseguenze dell’amore, soprattutto grazie alla voce narrante di Titta di Girolamo, interpretato da Toni Servillo, che dall’inizio del film si presenta come un timido ed una persona sola.
Al contrario di Lost in Translation, Spike Jonze crea una visione di amore platonico completamente opposta in Her, impostando il discorso di solitudine e amore nell’era digitale, più specificatamente in un futuro distopico dove Theodere, ovvero Joaquin Phoenix, schiacciato da un senso di desolante inquietudine inizia una relazione con un sistema AI. Ancora oggi il film, oltre che esser diventato un cult, risulta avanti anni luce e un opera visionaria.

