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Stranger Things e il Conformity Gate

Breve disamina sul fenomeno del Conformity Gate, tra teorie del complotto e speculazioni selvagge da parte del fandom di Stranger Things (SPOILER).

Ultime uscite a tema cinema: le sceneggiature della terza e della quarta stagione di Stranger Things

Dopo dieci anni di programmazione, la serie più popolare della piattaforma di Netflix si è finalmente conclusa, regalando ai fan un finale emotivamente potentissimo, che chiude nel miglior modo possibile i vari archi narrativi che abbiamo seguito nel corso delle varie stagioni.

Hawkins è finalmente libera dalla minaccia di Vecna e del Sottosopra, Joyce e Hopper hanno finalmente trovato pace e tranquillità, Dustin, Lucas, Will e Max cercano il loro posto nel mondo e Nancy, Robin, Steve e Jonathan muovono i primi passi nell’età adulta, il tutto mentre Mike trova la forza di andare avanti nella speranza che Undici sia finalmente felice, pur sapendo che non la rivedrà mai più.

Tutto molto bello no? Beh, a quanto pare no.

Fin dalla sua pubblicazione nella notte di Capodanno, l’episodio finale ha suscitato grandi controversie nel fandom di Stranger Things, una parte del quale si è letteralmente scaraventato sui social per esprimere la propria insoddisfazione, ma soprattutto denunciare l’evidente falsità di un finale troppo idilliaco, ma soprattutto con troppe incongruenze perché dietro non ci sia alcun tipo di inganno o di depistaggio.

Ebbene sì, perché qui non siamo semplicemente di fronte a un finale non gradito, bensì davanti ad un vero e proprio complotto che i fan hanno smascherato e rivelato al mondo: il complotto del Conformity Gate.

Stranger Things, c’è qualquadra che non cosa

Sì, ma in cosa consiste la teoria del Conformity Gate?

Beh, per dirla in soldoni, il finale della serie non sarebbe altro che un’illusione creata da Vecna, il quale dunque non sarebbe realmente morto al termine della serie, ma anzi sarebbe riuscito a catturare i protagonisti e ad imprigionarli nella sua stessa mente (come gli abbiamo visto fare anche nella quinta stagione), e il vero finale lo avremmo visto in un episodio “segreto” che in base alle teorie sarebbe dovuto uscire il 7 gennaio.

Gli elementi a supporto della suddetta teoria sarebbero diverse coincidenze nella messa in scena, come il taglio di capelli di svariati personaggi e le pose assunte dalle comparse nella scena del diploma (curiosamente simili a quelli assunti da Henry Creel, alter ego umano di Vecna), oltre a vere e proprie incongruenze, come la presenza di acqua nel Sottosopra (elemento del tutto assente nelle prime stagioni), il cambio di colore di diversi elementi della scenografia (cosa che tra l’altro avveniva nelle illusioni di Vecna), o la promozione di Max nonostante questa abbia trascorso più di un anno in coma.

Tra l’altro proprio al personaggio di Max è legata un’altra bizzarra mancanza, quella della madre della ragazza, personaggio totalmente assente nella stagione finale (anche in parte a causa del fatto che l’interprete di questa, Jennifer Marshall, stava combattendo il cancro durante le riprese della stagione finale).

Ovviamente si potrebbe controbattere ai fan che queste non siano altro che coincidenze o banali errori di messinscena che possono capitare nella gestione di una serie che va avanti da anni, nei quali tra l’altro, tra mostri alieni che fanno fuori interi plotoni di soldati per poi avere difficoltà ad uccidere dei preadolescenti, e bambini che si infiltrano in basi segrete sovietiche, ingenuità e forzature non sono mai mancate.

Ma no, i Duffer Brothers non hanno certamente commesso alcun errore, e le risposte alle nostre domande le avremmo avute tutte il 7 gennaio, giorno in cui come sappiamo, non è successo assolutamente nulla.

Ora, possiamo ironizzare quanto vogliamo sulle teorie dei fan, ma il Conformity Gate (sostenuto accanitamente da un alto numero di fan sul web), apre a tutta una serie di riflessioni di cui si è parlato ben poco.

Fa riflettere sui possibili scenari che potrebbero affrontare i Duffer Brothers se dovessero decidere di rimettere mano sulla serie che li ha resi famosi, e sul ruolo che avrebbero i fan in questo e sull’abbattimento del reale confine tra fan commentatore e sceneggiatore.

Ma soprattutto la dice lunga sul successo di Stranger Things, la quale, come sottolineato più di una volta, ha trasceso da tempo lo status di semplice prodotto seriale, divenendo un fenomeno culturale di massa talmente radicato nell’immaginario collettivo che ora semplicemente una buona parte di spettatori non se ne vuole separare, ma come in un certo qual modo ci insegna anche Mike Wheeler nel finale di serie, bisogna trovare il modo di superare la fine di qualcosa di bello, e se inventare teorie folli basate più sulle coincidenze che sui fatti può aiutare, allora ne vale la pena.