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Thelma è l’elogio della mezza età
Thelma è un film che mostra l’evoluzione personale della protagonista; è una nonnina sola che non accetta di essere considerata come qualcosa di rotto o inutile
Qualche volta capita di assistere ad una pellicola finalmente differente che vede la terza età non solo come un peso ma, anche, come una risorsa. Finalmente ci è riuscito il regista Josh Margolin che dirige Thelma.
Questo è il nome della protagonista, Thelma, che è una nonnina qualunque con i suoi acciacchi e con una famiglia impegnata. Nulla di greve, nulla di anomalo perché Margolin punta proprio sulla normalità perché Thelma non ha superpoteri o doti particolari, è una vecchina con gli acciacchi dell’età che, però, non ha alcuna voglia di farsi travolgere da essi.
Della trama non dirò molto più del necessario – per non produrre alcuno spoiler – ma va detto che c’è l’elemento di tuttora che innesca il meccanismo narrativo: la povera Thelma subisce un raggiro telefonico e le verranno sottratti dei soldi.
Anche qui il regista è stato bravissimo perché mostra, dapprima, l’imbarazzo da parte della vecchia americana ma – qui c’è l’elemento di rottura dalla regola – la donna non ci sta a farsi trattare da beona e reagisce e come fa? Qui inizia la vera avventura che la porterà al di là delle aspettative generali.
Un film che è di formazione (in un certo qual modo) anche se non si tratterrebbe di una giovane ragazza che capisce di essere cresciuta, e diventata una donna, ma di una signora (purtroppo inutile per gran parte della società!) che non accetta di essere considerata solo questo e si prende il suo riscatto.

Chi rappresenta il mondo di Thelma?
Il film è tratto da una storia vera e narra la tenacia di Thelma Post (nel film è impersonata da June Louise Squibb) e del suo micro mondo: la figlia Gail (Parker Posey), il nipote Danny (Fred Hechinger), l’amico Ben (Richard Roundtree) e il genero Alan (Clark Glegg) e poco altro a parte un truffatore dalla salute cagionevole Harvey (interpretato da Malcom McDowell).
Thelma, però, è molto di più di questo perché è una storia davvero accaduta ad una arzilla vecchina che non si può assolutamente prendere in giro. Il senso profondo di questo film è proprio questo: in un mondo che, ormai, gira inesorabilmente, troppo veloce per chi è un po’ datato, l’unica cosa che resta – il più delle volte – è arrendersi di essere diventati un potenziale peso per chi si ama ma il regista non ci sta e crea una sua personalissima ed improbabile eroina. La sua protagonista sconfiggerà la gravità e le tante insidie del mondo vero e alla fine…Buona visione!
