Almanacco Cinema presenta: l'intervista a Riccardo Cimino

Le interviste: Riccardo Cimino, sound designer

Compositore per il cinema – tra le altre cose – Riccardo Cimino è l’ultimo artista legato al cinema che ha parlato ai nostri microfoni. 

Ci sono molte cose che contribuiscono alla creazione della “magia” di un film. Una di queste, fondamentale, è il sonoro.

La musica, in particolare, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’equazione; basti ricordare che, anche durante il periodo del cinema muto, la musica dal vivo era sempre presente in sala, per accompagnare le immagini. Questo perché una buona colonna sonora non è mai soltanto un “commento musicale”, ma una sorta di “seconda lente” che fa vivere diversamente l’esperienza cinematografica, accompagnando o a volte – perché no? – contrastando le emozioni.
Oggi noi di Almanacco Cinema abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Riccardo Cimino, professionista del settore (anzi, dei settori: cinematografico e musicale), che si occupa da sempre di tutti gli aspetti del suono.

Come compositore scrive per cinema, televisione, discografia e teatro, come produttore lavora in ambito discografico con molte etichette con prodotti distribuiti in tutto il mondo che gli hanno valso riconoscimenti anche fuori dall’Italia (Giappone, Messico, Canada). Infine, come sound designer opera per cinema, televisione e pubblicità, oltre ad ideare installazioni audio utilizzate in grandi eventi ed esposizioni museali.
Quest’anno, inoltre, Riccardo è in giuria per gli ADCI Awards per la categoria Sound Design.

Almanacco Cinema presenta: l’intervista a Riccardo Cimino

Compositore, arrangiatore, direttore di doppiaggio… in quale di queste vesti ti senti più te stesso?

Riccardo Cimino: “Sono tutte facce della stessa medaglia! Aggiungerei anche due delle mie attività preferite, ossia il sound design e la didattica. Posso dirti che scrivere musica è una delle cose più belle che si possano fare, dirigere il doppiaggio cantato dopo aver scritto gli adattamenti è sempre una bella avventura che mi consente di incontrare tanti artisti con cui condividere il viaggi. Il sound design permette di affrontare la creazione di un suono che porti dentro di sé un significato profondo, che riesca da solo a cambiare la percezione di una scena. Per ultimo la didattica è un’attività meravigliosa: lo scambio avviene sempre in tutte e due le direzioni!

Il lavoro di adattamento potrebbe apparire ai più esclusivamente un lavoro di traduzione. In realtà la dimensione creativa è ugualmente importante, anche in questo tipo di lavoro.
Hai perfettamente ragione: nello scrivere un adattamento, soprattutto per una canzone, si deve tenere conto di tante esigenze contemporaneamente. Il testo ovviamente deve essere coerente con l’originale, fino ad arrivare ad una richiesta di coerenza totale come nel caso dei lavori per Lo Hobbit, controllati parola per parola dalla società tolkeniana.

Poi bisogna tenere conto di un grande ostacolo, ossia il fatto che la lingua italiana è molto più prolissa dell’inglese, e i nostri suoni sono molto differenti dai suoni sincopati dell’inglese.
Per ultimo, non meno importante, bisogna cercare il più possibile di scrivere qualcosa che non sia troppo distante dal labiale dell’attore in scena, altrimenti si corre il rischio di vedere parole completamente scollate dai movimenti delle labbra. Insomma, una serie di problemi da affrontare contemporaneamente, ma allo stesso tempo un grandissimo divertimento”.

Tra i tuoi moltissimi lavori, hai adattato le musiche per due film di Burton, La sposa cadavere e Charlie e la fabbrica di cioccolato. Come è successo che tu abbia avuto l’opportunità di entrare nel circuito tim burtiano e come è stata la tua esperienza durante il lavoro per questi due film? Oltre all’adattamento, hai curato anche tu le voci italiane che hanno poi doppiato i brani?

Riccardo Cimino: “Pensa che Charlie e la fabbrica di cioccolato è stato il mio primo adattamento! In realtà, non è tanto il fatto di entrare nel circuito del regista, quanto quello di conquistare la fiducia della casa di produzione, in questo caso della Warner, che mi ha in seguito affidato praticamente tutti i doppiaggi cantati da allora in poi… l’ultimo lo sto finalizzando proprio in questi giorni.

Sì, la mia caratteristica è proprio questa: scrivo l’adattamento del testo poi seguo la produzione registrando e dirigendo cantanti e attori e per ultimo curo anche il mix, in pratica fornisco quello che poi si sentirà al cinema”.

So che hai musicato, arrangiato e mixato le musiche per il cinquecentenario di San Francesco di Paola. Come mai questa collaborazione? Sei vicino a questa particolare figura per qualche ragione particolare?

Riccardo Cimino: “San Francesco di Paola è una figura meravigliosa, fra l’altro è il santo che protegge i naviganti. Ecco, mi piace pensare ai naviganti in senso molto esteso: non parliamo solo di mare, fiume o lago, penso che ognuno di noi debba navigare ogni giorno in acque spesso agitate.

Sono stato chiamato a comporre quelle musiche dopo aver scritto la parte musicale di un disco di carattere spirituale e religioso, la fede poi può avere mille risvolti e mille maniere di essere vissuta, ma secondo me l’importante è averne”.

Da circa dieci anni sei titolare, insieme a Claudio Bresciani, della Casa di Produzione SUONI LAB; di cosa vi occupate, in dettaglio, e quali sono i prossimi progetti?

Riccardo Cimino: “Come dice il nome, Suoni Lab è un laboratorio sonoro, al suo interno a parte me, musicista e sound designer, c’è il mio socio che è uno storico sound designer legato al mondo della pubblicità; inoltre collaborano con noi altri quattro tecnici del suono davvero bravi, che non sono solo tecnici, ma ognuno di loro apporta un aspetto artistico molto personale al lavoro che svolge!

Lo studio, principalmente, si occupa di produzione pubblicitaria, ma anche di serie televisive, podcast, audiolibri ed altro, mentre io che sono un po’ una specie di jolly mi occupo di cinema, composizione musicale applicata a serie TV, teatro, eventi, insomma tutto quello che è suono!

Attualmente stiamo lavorando su molti fronti. Io sto finalizzando le canzoni del prossimo film di animazione Warner, sto scrivendo e producendo canzoni che sono utilizzate nelle pubblicità della Volkswagen, tra le altre cose, inoltre ho appena terminato una serie televisiva che è in onda in questi giorni e un bel documentario di cui ho curato una parte delle musiche ed il suono, un bellissimo viaggio! In questi giorni in Suoni Lab stanno lavorando su spot per Toyota, Ford, BCC, Nissan, un bellissimo podcast e molto altro”.

Un altro interessante aspetto della tua professionalità è la tua attività di docenza; vanti collaborazioni con diverse università. Vuoi parlarci della tua veste da insegnante?

Riccardo Cimino: “Dunque, ho insegnato per 11 anni presso il master suono dell’Università di Tor Vergata: una bellissima realtà che riesce veramente a trasmettere, oltre alle indispensabili nozioni teoriche, anche tantissima pratica portata sul campo proprio dai professionisti che sono stati saggiamente coinvolti dall’università. In particolare, ho tenuto corsi per due delle materie, tecniche di registrazione editing e mix da una parte, quindi una materia molto pratica e coinvolgente per la quale ho potuto portare fisicamente gli allievi nella mia struttura per far toccare loro con mano la realtà operativa.

E poi Sound Design, una materia per la quale ho un vero e proprio amore! Infatti non si tratta semplicemente di cercare di riprodurre la realtà acustica di una scena, ma di inventare utilizzando la psicoacustica e altro degli elementi che veicolino la percezione delle scene secondo le necessità del regista. La bellezza di questo percorso di studi, continuato poi per due anni presso l’Università Sapienza, è proprio quella dello scambio, la necessità di lasciare il solito percorso mentale per confrontarsi con gli allievi, cercando di essere sempre all’altezza delle loro tantissime domande, una cosa che ti costringe ad aggiornarti costantemente, oltre al fatto che c’è uno scambio di entusiasmo che nutre tutti”.

Infine… domanda forse banale: avendo all’attivo moltissimi tipi di lavori, qual è un tuo sogno nel cassetto, qualcosa che ad oggi non hai ancora realizzato ma che sogni di fare?

Riccardo Cimino: “Non è assolutamente una domanda banale, anzi! La verità, però, è che la bellezza del mio lavoro è che ogni singolo progetto è completamente diverso da tutti gli altri, ed è proprio questo che ti spinge anche dopo 30 ai più anni di carriera a vivere ogni nuovo progetto come se fosse il primo”.