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Daniela Ioia

Daniela Ioia, cuore e talento di un’artista poliedrica

Daniela Ioia: l’attrice napoletana, intervistata ai nostri microfoni, ci ha parlato dei suoi progetti e della sua arte divisa tra teatro,  cinema e televisione.

Daniela Ioia (Napoli, 1984), attrice napoletana e artista di grande successo, si è raccontata in una piacevole chiacchierata alla scoperta della sua meravigliosa e variegata carriera, con personaggi diversi tra loro e e dalle sfumature sempre nuove.

Daniela Ioia, le origini artistiche

Ciao Daniela. La tua carriera attraversa un percorso molto ricco, che spazia da televisione, con fiction di grande successo, cinema, con lavori al fianco di grandi registi, e teatro. Hai sempre saputo di voler fare l’attrice?

“In cuor mio forse si. Avevo una forte predisposizione fin da bambina, poi crescendo, studiando, facendo le prime esperienze ho capito che quello era il mio posto nel mondo, la mia missione.”

La compagnia teatro Insania

Nel 2018 hai fondato, insieme ad Antimo Casertano, la Compagnia Teatro Insania, un collettivo che lavora su teatro civile, memoria e linguaggi contemporanei. Come nasce questo progetto e quale visione artistica portate avanti come compagnia?

“La compagnia nasce dal desiderio di avere qualcosa di nostro, che ci consentisse di parlare e portare in scena argomenti per noi significativi.

Il nostro è sicuramente un teatro civile, attuale, che guarda l’oggi. Anche gli spettacoli comici che abbiamo fatto trattano argomenti seri e importanti. Come per l’appunto, Mamma mà!

Parlando proprio di Mamma mà, da quattro anni lo porti in scena. Un monologo che ha avuto un grande riscontro di pubblico. Cosa rappresenta per te questo lavoro e come si è evoluto nel tempo?

“Mamma mà è il mio gioiellino.

Debutta nel 2017 la primissima volta (il prossimo anno festeggio 10 anni). E’ uno spettacolo divertente, ma non banale.

Racconta di una donna e del suo disperato desiderio di maternità e di quanto questo possa essere motivo di sofferenza. Mamma mà parla di violenza di genere, di fecondazione, di classi sociali, di insicurezze e apparenze. Tutto in modo divertente. Grazie alla penna di Massimo Andrei che ha scritto per me il monologo che negli anni è cambiato, è cresciuto di pari passo con me.

Il fatto di essere mamma o di avere esperienze indirette di fecondazione, violenze, hanno accresciuto lo spettacolo che non è mai lo stesso.”

La televisione

Dopo anni di teatro e una lunga gavetta, sei arrivata alla televisione con ruoli in serie di successo come Gomorra, I Bastardi di Pizzofalcone, Mare Fuori, La Preside. Qual è stata la sfida più grande del passare da un linguaggio scenico così fisico a uno più intimo come quello televisivo?

“Sicuramente Gomorra è stata la mia prima esperienza televisiva importante. All’inizio soprattutto ero molto tesa quando andavo a girare.

Poi con l’aiuto dei colleghi e una dei registi, Francesca Comencini, imparai a sciogliermi e a non vivere quel momento come un test o un provino, ma a divertirmi nel ruolo di Tiziana Palumbo serenamente.”

Daniela Ioia, gli esordi in  Un Posto al Sole

Il pubblico ti conosce come Rosa Picariello, un personaggio intenso, combattivo, emotivo, che hai reso credibile e umano. Come ricordi il tuo primo giorno sul set? Qualche episodio in particolare?

“Il primo giorno ero emozionata, entravo nella famiglia Upas, ormai collaudata da quasi 30 anni. Mi sentivo come quando vai a casa del tuo capo e ti senti contento ma temi qualche figuraccia.

Poi però sono stata accolta non bene, benissimo, ho ricevuto solo affetto e stima.”

Rosa è una donna che vive conflitti familiari, scelte difficili e momenti di grande vulnerabilità. Come hai lavorato sulla sua psicologia e quali aspetti senti più vicini al tuo modo di recitare?

Rosa trovo sia un personaggio pazzesco, la mia sorella minore.

E’ forte, ma dolce, ha insicurezze che maschera con la praticità dei vicoli. Tanto bisogno di amore e voglia di rivalsa. Studia, cerca di migliorarsi.

In questi anni possiamo proprio vedere una Rosa sempre diversa ma fedele a se stessa e ai suoi principi. Per interpretarla mi sono ispirata alla madre di un amichetto di scuola di mio figlio. Una donna veramente fortissima. Ma non solo, avendo vissuto a Napoli centro ho avuto modo di conoscere tante Rosa.

Quindi osservando, ascoltando. Ovviamente sono io a interpretarla quindi cerco sempre una connessione con me, qualcosa di emotivo che mi accenda poi il sentimento del personaggio, e con Rosa è sicuramente la passione che mette nei rapporti, nelle cose che fa. Il fuoco.”

Nel 2026 Upas compirà trent’anni, unica soap italiana a riuscirci. Quali sono per te le qualità della serie che hanno permesso di attraversare ben tre decenni, restando sempre attuale?

“Sicuramente uno dei punti di forza è l’essere al passo con i nostri tempi, qui è Natale lì è Natale, e anche il cambiare adattandosi al tempo che si vive.

Inoltre le storie dei personaggi hanno sempre un tema sociale: la legalità, l’inquinamento, la violenza di genere, la lotta tra le classi sociali e molto altro ancora. Oppure raccontano come nel mio caso problemi di vita vera, lavoro, come farsi valere, come crescere da sola un figlio e le varie difficoltà che si hanno da genitori.

La gente si rivede, ritrova se stessa nelle storie dei suoi beniamini. Non sono solo intrighi amorosi e pettegolezzi.

E’ un racconto molto simile alla realtà.”

Napoli è il centro della soap. UPAS l’ha raccontata con autenticità, complessità e rispetto. Come vivi tu il rapporto con la città?

“Napoli trovo sia meravigliosa e solo qui si poteva avere un prodotto come Upas che da 30 anni la racconta con rispetto e sincerità.

E’ una città che strega e stravolge, nel bene e nel male. Io la amo profondamente e sono fiera di raccontarla attraverso i miei personaggi. E’ così piena di stimoli che scopri sempre qualcosa di diverso su cui fondare l’interpretazione.

Però, soprattutto ultimamente la vivo a piccoli sorsi, perchè a causa di questa sua intensa natura, se ci sei troppo dentro ti travolge e non sempre è una cosa che mi fa stare bene.”

Il pubblico e il quotidiano

La serialità ti porta ad intrattenere un rapporto speciale con il pubblico. Come vivi l’affetto e l’attenzione che il pubblico ha riservato a Rosa? Ti aspettavi tanto calore da parte dei fan?

“Assolutamente no. All’inizio ero sconvolta dall’affetto delle persone. Si rivolgevano a me come ad una amica, una parente. Mi abbracciavano, mi baciavano. E’ una cosa meravigliosa l’affetto delle persone. Anche oggi è così, ma un pò mi sono abituata quindi sorrido e scherzo con loro, mi sono adattata.

Con alcuni addirittura ci sono diventata amica. Sono grata e rispettosa delle persone che mi seguono. Il mio lavoro, il mio impegno, è per loro.”

Tra i grandi artisti con cui hai lavorato (vedi di recente Whoopi Goldberg, grande star a UPAS), ne ricordi qualcuno in particolare che ti ha insegnato qualcosa, a livello professionale ma soprattutto umano?

“Sicuramente Whoopi Goldberg è stata una luce. Artisticamente osservarla all’opera era stimolante. Le espressioni, i toni, me la sono goduta fino all’ultima goccia come si fa con un buon vino.

Vederla recitare era una goduria. E anche umanamente mi ha insegnato che si può essere dei grandi senza perdere empatia e sensibilità. Si può amare e fare il proprio lavoro senza divismo ma con il cuore.

E anche l’esperienza con Luisa Ranieri è stata serena e felice per gli stessi motivi. Quando talento, bellezza e semplicità coesistono in un unico essere umano è sempre illuminante e incoraggiante.”

Hai interpretato ruoli drammatici, brillanti, spesso di una comicità misurata e intelligente. C’è un registro che senti più tuo o che vorresti esplorare ancora di più?

“Amo il mio lavoro in toto, mi piace emozionare ma anche far ridere.

Ho ancora così tante cose da fare ed essere, sono aperta e curiosa quindi qualsiasi registro, mood o personaggio sarà una sfida e una grande opportunità di crescita, quindi: SONO PRONTA!”

Il futuro

Hai un sogno nel cassetto che vorresti vedere realizzato? Scritto, diretto o interpretato (e perchè no, magari tutte e tre le cose)?

“Mi piacerebbe fare una bella esperienza all’estero.

Una bella serie con un personaggio forte. Magari al fianco di Whoopi Goldberg, oppure Viola Davis, o ancora Olivia Colman, Meryl Streep.

Quindi di conseguenza diretta da un grande regista (visto che posso sognare …). In Italia mi piacerebbe Sollima, Mainetti, la Archibugi, Comencini e mi piacerebbe tanto lavorare con Luca Marinelli, Elio Germano, Vanessa Scalera, la lista è lunga credimi.”

Ringraziamo Daniela Ioia per essersi raccontata ai microfoni di Almanacco Cinema e per la sua cortesia e disponibilità.