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Luma Ayyoub e l’arte (quasi) perduta della cell-animation
Luma mi accoglie nel suo mondo : quello dell’animazione tradizionale, un’arte che sta scomparendo. Cosa vuol dire essere una disegnatrice oggi per lei?
Io e Luma facciamo colazione nel centro di Roma mentre mi racconta del suo mestiere e della sua vita. Di origini levantine, Luma ha iniziato a disegnare quando aveva solo 15 anni ed é finita nella classe di disegno per una di quelle strane coincidenze della vita che ti fa dire: “Era destino”. Quando le chiedo come ha iniziato infatti mi dice
“In realtà é una storia molto divertente, la vuoi sentire?[…] Ok, allora inizialmente non ero molto interessata al disegno, ma nella mia scuola dovevi per forza scegliere tra due possibilità: teatro o arte. Siccome non sapevo disegnare ho scelto Teatro. Ma dopo uno o due giorni litigai subito con l’insegnante! E lei mi caccio dal corso; andai a finire così nel corso di Arte. Quindi iniziai a disegnare e l’insegnate i diceva che avevo talento e potenziale, etcetera, etcetera. E quindi disegnare mi é iniziato a piacere sempre di più.”

Quello che era iniziato come un’avventura ed un corso scolastico diventa il suo mestiere. Se al liceo Luma ne impara le basi, da adulta sviluppa un suo stile personale. “A me piace disegnare animazione tradizionale. Ma non sempre é possibile, dipende dalle esigenze dei miei clienti.Voglio dire, disegno cose differenti a seconda che siano per me o per i miei clienti. Ho iniziato con l’animazione tradizionale all’Università. Mentre per i clienti uso l’animazione cut out. I clienti raramente cercano qualcosa di tradizionale perché ci vuole tantissimo tempo per finirlo e poi gli costa molto di più. Quindi non lo scelgono a meno che di base non cerchino proprio quello.”
Cut-out e Rigging quindi sono gli strumenti che usa per il lavori commerciali. Mi spiega che l’animazione cut out é un’animazione in stile 2D e quindi non c’é bisogno di disegnare tutto. Il disegnatore non deve segnare tutte le cornici come in quella tradizionale. Si disegna solo un personaggio a mo’ di burattino e si separano tutte le parti che saranno in movimento. Ed é qui che entra in campo il famoso “rigging“: ovvero collegare tutte le parti del personaggio che si muoveranno per renderlo ancora più facile al movimento.
Anche il lavoro per i suoi clienti per lei é molto importante e traspare la cura e l’attenzione che gli attribuisce: ” La maggior parte del lavoro che faccio per i clienti é in uno di questi tre campi: e-learning per bambini, lavori che sono comunque destinati a bambini o annunci pubblicitari.” L’ultimo dei suoi lavori su ordinazione, proprio nell’e-learning per bambini parla della sostenibilità ambientale ed é stato commissionato da una ONG. Così l’arte diventa anche un modo per aiutare chi ha un messaggio ad esprimerlo.
” Penso certamente che se qualcuno ha un messaggio da condividere, questo può avere un impatto sugli altri. Specialmente se stiamo parlando di nuove generazioni: bambini ed adolescenti. Quindi esseri umani che devono ancora essere “formati”. Sicuramente questo messaggio può aiutarli a sviluppare una coscienza differente. Bisogna anche dire che per le nuove generazioni é più facile ricevere degli input e cambiare. Per esempio il progetto sulla sostenibilità, l’ultimo che ho fatto: beh penso che insegnare questo tipo di cose ai giovani adesso potrà portare le nuove generazioni ad essere più attente su questi temi.”

Luma dentro l’animazione tradizionale
Rispetto al suo lavoro invece, le creazioni che partono dalla sua inventiva, non ha dubbi sul suo stile che é quello dell’animazione tradizionale. Per capirci é la stessa usata dagli animatori della Disney negli anno ’30. Si disegnano i movimenti su dei fogli, prima di carta, ora digitali e poi si sfogliano i fogli creando il movimento. Si tratta di penne, matite, pennelli e colori contro algoritmi, un pò la stessa differenza che potrebbe esserci tra scrittura tradizionale e scrittura con AI. E non ci vuole di certo una laurea per capire il perché Luma preferisca questo tipo di espressione che lascia più spazio alla personalità dell’artista.
Alla domanda sul suo lavoro mi risponde: “Il mio lavoro personale é sempre stato definito come “creepy”. Io non lo definirei così ma tante persone pensano che lo sia. Mi dicono spesso che lo é. Si tratta sempre di un personaggio a forma di mostro ma con dei colori molto brilanti.[…] Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che appareva “bizzarro”. Il primo mostro che ho creato é stato all’Università per un progetto di gruppo. Si chiamava Bob ed era l’amico immaginario di un bambino”.
Il suo é un lavoro autentico e interessate. Non é il genere di arte davanti a cui passi a vai avanti. Ma attenzione Luma ci avverte che non sempre deve avere un messaggio pre-veicolato. “Voglio dire, penso che ci sia la tendenza tra le persone a voler trovare un significato in tutto. Alla gente piace molto romanticizzare il lavoro di un artista. Specialmente dopo che artisti come Van Ghog sono diventati famosi. Ma a volte é solo il nostro subconscio che ci guida. Spesso non voglio esprimere nulla. Ho solo bisogno di creare una forma. Anche se qualche volta disegno delle cose che hanno un significato specifico, spesso si tratta solo di espressione al suo stato più puro. Oppure altre volte sono ispirata dalle storie che sento.”
L’assenza di messaggio pre-veicolato però non vuol dire assenza di messaggio in sé per sé infatti Luma ci dice che ama di più quando il significato lo trovano gli altri: “Mi piace molto però quando le persone trovano un significato che é giusto per loro in ciò che disegno.” Questa libertà creativa che si esprime sotto tutti i punti di vista fa parte dell’autenticità che ho ritrovato in Luma Ayyub e la bellezza dei suoi disegni é data anche questa mancanza di regole espressive che rendono le sue creazioni pure.
“Poi c’é da dire che spesso disegno quando sono triste o arrabbiata. Tante persone oggi giorno amano esprimere i loro sentimenti quando sono felici, quando hanno qualcosa di positivo da condividere. Ma quando uno é triste le cose sono differenti. La tristezza é qualcosa che di solito viene soppressa dalle perone. Quindi quando sono triste mi piace disegnare qualcosa che invece, al contrario possa esprimerlo”
