Andrey Zvyagintsev alla Festa del Cinema di Roma: "In Russia non c'è libertà di parola"

Andrey Zvyagintsev alla Festa del Cinema di Roma 2026: “In Russia non c’è libertà di parola”

Andrey Zvyagintsev alla Festa del Cinema di Roma presenta Minotaur e parla di libertà di parola in Russia e guerra in Ucraina.

Andrey Zvyagintsev è alla Festa del Cinema di Roma con Minotaur, presentato nella sezione Grand Public. Il regista russo parla di libertà di parola, politica e guerra in Ucraina, raccontando le difficoltà di esprimere il proprio dissenso nel suo Paese. Il nuovo film di Andrey Zvyagintsev, premiato al Festival di Cannes 2026, arriverà nelle sale italiane il 29 ottobre, distribuito da BIM Distribuzione.

“Sono nato in un Paese dove non c’è vera politica, non ci sono vere elezioni né libertà di parola. Dovete considerare questo handicap e poi non sono un politologo”.

Con queste parole il regista risponde alle domande sulle rivolte studentesche in Europa, sulla guerra in Ucraina e sul presidente russo. Le dichiarazioni di Andrey Zvyagintsev alla Festa del Cinema di Roma riportano l’attenzione sulla libertà di espressione in Russia e sul ruolo degli intellettuali in un contesto politico che, secondo la sua testimonianza, non consente ai cittadini di incidere sulle decisioni del governo.

Minotaur di Andrey Zvyagintsev: trama e cast

Minotaur, il film di Andrey Zvyagintsev presentato nel 2026, è il primo lungometraggio realizzato dal regista in esilio. Ambientato sullo sfondo dell’invasione russa dell’Ucraina, il film racconta una crisi personale che si intreccia con le contraddizioni della società russa contemporanea.

La trama di Minotaur comincia quando un uomo d’affari scopre il tradimento della moglie. Intorno a lui, nella Russia borghese, alcune persone iniziano a emigrare, mentre la tensione cresce e le dinamiche di potere e connivenza finiscono per contaminare i rapporti personali.

Il nuovo film di Andrey Zvyagintsev si inserisce nel percorso di un autore che ha raccontato le crisi della società russa anche attraverso opere come Leviathan e Loveless. In Minotaur, il dramma privato del protagonista diventa il punto di partenza per osservare un mondo segnato dall’incertezza, dalla guerra e dalla perdita di fiducia.

Il cast di Minotaur comprende Dmitriy Mazurov, Iris Lebedeva, Boris Kudrin, Yuriy Zavalnyouk, Varvara Zmykova e Vladimir Friedman.

La coproduzione coinvolge Francia, Germania, Lettonia e Russia. Il film ha una durata di 140 minuti e ha ottenuto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2026. È stato inoltre scelto dalla Francia per gli Oscar 2027.

Minotaur: uscita in Italia

Quando uscirà in Italia? La data di uscita italiana di Minotaur è fissata al 29 ottobre 2026, con distribuzione BIM Distribuzione.

Dopo il riconoscimento ottenuto a Cannes, il film arriva nelle sale italiane con una storia che unisce il dramma familiare alla rappresentazione delle tensioni politiche e sociali della Russia contemporanea. La data di uscita di Minotaurrappresenta quindi un riferimento utile per gli spettatori interessati al nuovo lavoro del regista e al cinema internazionale.

Andrey Zvyagintsev alla Festa del Cinema di Roma: “In Russia i politici non sono eletti, sono nominati”

Parlando della situazione politica russa, Zvyagintsev sottolinea le differenze tra il sistema del proprio Paese e quelli europei e statunitensi.

“Dovete capire che le elezioni in Russia non esistono certo nella forma in cui ci sono in Europa e Stati Uniti. Io ne sono il primo testimone, non ho mai votato in vita mia”.

Il regista aggiunge: “I politici in Russia non sono eletti, sono “nominati” e noi intellettuali non abbiamo possibilità di influire in nessun modo”.

Le sue parole evidenziano la difficoltà, secondo la sua testimonianza, di partecipare alla vita politica e di intervenire sulle decisioni delle istituzioni. Il tema della libertà di espressione emerge così come uno degli elementi centrali delle sue dichiarazioni, insieme al ruolo degli intellettuali in un contesto segnato da forti limitazioni al dissenso.

Zvyagintsev sulla guerra in Ucraina: il messaggio a Putin

Tra gli argomenti affrontati dal regista c’è anche la guerra in Ucraina. Zvyagintsev ricorda di aver preso posizione contro il conflitto durante la cerimonia di premiazione a Cannes, rivolgendosi al presidente russo.

“È vero, a Cannes, ricevendo il premio, mi sono sentito in dovere di dire qualcosa e rivolgendomi al presidente l’ho invitato a mettere fine alla guerra con l’Ucraina”.

Il regista racconta che, poco dopo, è arrivata una risposta da Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo.

“La risposta l’ho avuta poco dopo da Dmitry Peskov che mi ha detto che io non ho voce in capitolo e non dovevo osare parlare”.

Zvyagintsev conclude collegando la propria esperienza a quella di milioni di cittadini russi, che a suo avviso non hanno la possibilità di far sentire la propria voce.

“Non avevo voce come i tanti milioni di cittadini russi”.

Le dichiarazioni del regista riportano l’attenzione sulla libertà di espressione in Russia e sul rapporto tra dissenso e potere. Temi che accompagnano anche Minotaur, un film in cui il tradimento, la crisi dei rapporti personali e le dinamiche di potere diventano parte di un racconto più ampio sulle contraddizioni della società russa.