Banderas Cortés

Banderas sarà Hernán Cortés: il kolossal riparte con l’AI

Antonio Banderas sarà Hernán Cortés in Cortés, kolossal storico che Utopai Studios vuole rendere possibile con strumenti di intelligenza artificiale.

La novità è notevole. Ancora di più se si considera che Banderas doveva interpretare Cortés già vent’anni fa, nello stesso progetto scritto da Nicholas Kazan.

Nel 2006 si chiamava Conquistador, doveva essere diretto dal brasiliano Andrucha Waddington e aveva un budget annunciato di circa 40 milioni di dollari, allora enorme per una produzione indipendente in lingua spagnola. Le riprese erano previste tra Spagna e Messico. Banderas era Cortés, Kazan firmava il copione. Poi il film sparì. La conquista del Messico, almeno al cinema, si fermò davanti al preventivo.

Banderas Cortés

Cortés era troppo grande. L’AI prova a ridurre il conto

La nuova versione è diretta da Paul Mignot ed è già in produzione tra Parigi e, successivamente, la Spagna. Utopai Studios ed Ex Machina Studios la finanziano e produrranno utilizzando strumenti AI per superare proprio quei problemi di scala e costo che, secondo lo studio, hanno impedito finora al progetto di arrivare sullo schermo. L’uscita è prevista nel 2027.

Utopai insiste sulla formula “human-directed, AI-powered” e sul controllo creativo lasciato ai filmmaker. È naturalmente anche marketing, in un’industria che deve vendere l’intelligenza artificiale senza pronunciare troppo forte la parola sostituzione. Ma il precedente del 2006 rende il caso meno teorico: sappiamo quanto costava il vecchio tentativo, sappiamo che non arrivò sullo schermo e sappiamo che oggi la tecnologia viene presentata esplicitamente come ciò che può eliminare quell’ostacolo.

“Cerco di raccontare questa storia da più di trent’anni. È sempre stato impossibile: troppo grande, troppo costosa, semplicemente sempre “troppo”. Finalmente ho trovato una casa e dei partner creativi dotati del talento e della visione necessari, insieme a una tecnologia che permetterà agli spettatori di assistere, in qualche forma, a eventi accaduti più di cinquecento anni fa.

I fatti di quel periodo – l’arrivo degli spagnoli, le battaglie, la successiva caduta della straordinaria città di Tenochtitlan – sono ricchi e complessi, e molti sono ancora oggetto di controversia.

Il nostro obiettivo è raccontare una storia, non la storia, perché esistono molti punti di vista. Vogliamo intrattenere e offrire agli spettatori uno scorcio dello scontro tra due culture profondamente diverse, quasi aliene l’una all’altra.

Vogliamo essere audaci. E dobbiamo esserlo” Nicholas Kazan

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