Il debutto di Jordan Firstman, Club Kid, conquista Cannes con una standing ovation di sette minuti dopo la prima mondiale nella sezione “Un Certain Regard”.
Un debutto tra applausi e lacrime
Venerdì pomeriggio, durante il Festival di Cannes 2026, l’atmosfera si è fatta incandescente per la première mondiale di Club Kid. Il film non si è limitato a scorrere sullo schermo, ma ha trascinato il pubblico in una danza emotiva culminata in ben sette minuti di applausi scroscianti. Inserita nella prestigiosa selezione “Un Certain Regard” — riservata a opere originali, innovative e ai talenti emergenti — l’opera ha già lasciato il segno ottenendo le nomination per la “Caméra d’Or” e la “Queer Palm“.
Il progetto segna l’esordio alla regia di un lungometraggio per Jordan Firstman, che qui veste i panni di autore, regista e protagonista. Al suo fianco, un cast eclettico e magnetico composto da Cara Delevingne, Diego Calva e i talentuosi esordienti Reggie Absolom e Eldar Isgandorov.
La trama di questa commedia drammatica ci porta nel cuore pulsante della vita notturna di New York. Firstman ha girato il film in soli 26 giorni, frequentando i veri locali della città: “Ci hanno lasciato entrare perché ero già lì a fare festa, sono miei amici”, ha dichiarato il regista per sottolineare l’autenticità viscerale del racconto. In questo scenario frenetico, un organizzatore di feste è costretto a dare una svolta drastica alla sua vita quando arriva un visitatore inaspettato.
Club Kid, le parole di Jordan Firstman
Prima della proiezione, Firstman ha incantato la sala con il suo spirito dissacrante, scherzando con la platea: “Ci sono persone gay in sala? Okay, la porta è da quella parte. Non siete i benvenuti qui. Dovremo chiedere a voi di abbandonare questo pubblico di soli etero, per favore”.
Subito dopo, visibilmente emozionato, ha aggiunto: “Sono così fottutamente felice in questo momento. È un sogno che si avvera.
Il tono si è poi fatto più profondo nel descrivere la genesi dell’opera: “Questo film è stato un’esperienza incredibile, un vero atto d’amore, fatto di molti pianti, molte risate e molta gioia. Penso che sia un film sul coltivare la gentilezza all’interno della propria comunità e verso se stessi; spero davvero che tutti voi possiate percepirlo e che vi piaccia. Voglio ringraziare il mio splendido cast per avermi donato il loro tempo, il loro spirito, le loro storie, le loro anime e la loro bellezza. Diciamolo chiaramente: sono sexy.”
Al termine dell’ovazione, il cineasta ha concluso con un ultimo commento commosso, ribadendo l’unicità delle riprese: “Sono onorato. Questa è una storia molto personale per me. Considerate solo quanto ci è voluto per realizzarla. Abbiamo girato durante vere feste a New York, venendo accolti dalla comunità e in quegli spazi. La maggior parte di voi non riuscirebbe nemmeno a entrare senza una telecamera, e noi ci siamo riusciti con una telecamera. No, no, voi potete entrare. Siete tutti in lista! Grazie!”.