Dietro le quinte: in una intervista rilasciata di recente, l’attrice Famke Janssen racconta dettagli di un provino per il famoso e conosciuto Bond.
L’attrice Famke Janssen, nota al grande pubblico per titoli cinematografici di successo, ha raccontato alcuni momenti del provino effettuato per il set del film di James Bond.
Dietro le quinte, l’esperienza dell’attrice
Racconta del provino per il film sopra indicato, che le ha causato non poca tensione, e di quando si è rotta le costole durante la scena di combattimento con Pierce Brosnan.
Durante una masterclass sulla recitazione al Mediterranean Film Festival di Malta, la star veterana ha parlato della macchina di pubbliche relazioni di James Bond e di come una sensitiva avesse predetto che un giorno avrebbe lavorato con Woody Allen.
Le sue parole
Nel bel mezzo del casting alla ricerca del degno sostituto di Daniel Craig, per il nuovo 007, la star, che ha recitato al fianco di Pierce Brosnan in GoldenEye del 1995, ha ripercorso la sua difficile audizione per avere il ruolo di Xenia Onatopp.
“Sono diventata una delle tre, forse quattro, finaliste e sono stata portata a Londra per un provino con Pierce Brosnan. Ricordo di essere stata molto nervosa perchè non avevo mai fatto un provino in vita mia, e si trattava di un personaggio russo con un accento- ha detto la 61enne a John di Vanity Fair- Non ho dormito tutta la notte …Mi sono semplicemente arresa, e ho fatto tesoro di tutto ciò che il mio acting coach Harold Guskin mi ha insegnato. E il resto è storia.”
Era un momento particolare per il franchise, era il primo ruolo in Bond per Brosnan (che poi avrebbe collezionato ben quattro titoli) dopo una pausa di ben sei anni. Prese il posto di Timothy Dalton (per poi passare il testimone a Daniel Craig).
Fu anche fortuna per Janssen, che all’epoca lavorava come modella, per poi trasferirsi a New York per studiare scrittura creativa e letteratura alla Columbia University.
Prima di questo film aveva all’attivo solo piccoli ruoli e una serie TV, tra cui Fathers & Sons, Melrose Place e Star Trek: The Next Generation.
“Sono cresciuta guardando i film di Bond perchè mio padre ne era un grande fan. Quindi sapevo cosa fossero, ma ero anche molto consapevole di come le donne venissero rappresentate in quel genere. Essendo una donna olandese proveniente da una famiglia di donne molto forti, per le quali l’emancipazione femminile è sempre stata molto importante, questo ha davvero influenzato la mia vita in ogni modo.
Mi sono messa molta pressione addosso con questo ruolo perchè pensavo: non voglio essere una di quelle donne. Non è così che voglio iniziare la mia carriera. Volevo che fosse un trampolino di lancio per una carriera duratura che mi permetta di fare cose diverse. Quindi, ho lavorato sodo.”
Ripercorre poi una precisa scena di combattimento in un bagno turco:
“Dal momento in cui ho ottenuto la parte, ho pensato: Ci provo fino in fondo. Non mi importa. Darò il massimo e lavorerò duramente per rendere questo personaggio il più memorabile possibile. Quindi mi ci sono buttata a capofitto.”
Una scena molto complicata, impegnativa, e anche molto dolorosa.
“A proposito, mi sono rotta le costole durante quella scena. Le pareti erano imbottite e Pierce avrebbe dovuto sbattermi contro il muro. Gli ho detto: Pierce, è così difficile recitare questo dolore, quindi sbattimi e basta contro il muro. Lui ha risposto: No, no, no. Non voglio farti male. Io ho detto: Non preoccuparti, le pareti sono imbottite. Parole famose, ma non sono mai venute in mente.”
Il seguito è stato che ha subito un infortunio, di cui si è accorta solo mesi dopo.
“Non riuscivo a parlare in quel momento. Hanno dovuto interrompere le riprese per un attimo perchè non capivano cosa stesse succedendo. Non riuscivo a respirare. Non riuscivo a fare niente. Tra l’altro, ho scoperto di essermi rotta una costola solo quando sono tornata a New York- abbiamo girato per sei mesi. Abbiamo semplicemente continuato a girare. Loro non lo sapevano.”
L’esperienza di Bond le ha consentito di apprendere molte cose e crescere come attrice, raggiungendo una visibilità all’inizio anche difficile da gestire.