Tra la serie Disney+ e il Jedi di Alec Guinness resta quasi un decennio da raccontare. Il problema è che, per ora, Lucasfilm sembra aver lasciato il progetto nel deserto.
Sono passati quattro anni da Obi-Wan Kenobi, ma Ewan McGregor non considera chiusa la storia.
Durante un’intervista con Anne Hathaway per la promozione di The End of Oak Street, l’attore è tornato sull’eventualità di una seconda stagione indicando il territorio che vorrebbe esplorare: ciò che accade fra il finale della serie Disney+ del 2022 e l’Obi-Wan ormai anziano interpretato da Alec Guinness in Star Wars: Una nuova speranza. Restano circa dieci anni di vita del personaggio ancora disponibili.
C’è però un particolare decisivo. Quando Hathaway ha scherzato sulla possibilità di unirsi a lui in una futura avventura di Star Wars, McGregor ha ammesso che sul fronte della seconda stagione “non si muove davvero nulla”. Nessun annuncio, dunque, né una produzione segretamente avviata: soltanto un protagonista che continua pubblicamente a bussare alla porta di Lucasfilm.
Il decennio perduto di Obi-Wan Kenobi
Il finale della serie lascia del resto Obi-Wan in una posizione perfetta per continuare. Dopo aver salvato Leia, protetto Luke e affrontato nuovamente Darth Vader, il Jedi può finalmente abbandonare la versione spezzata incontrata all’inizio della miniserie. McGregor ricorda anche la scena in cui parte nel deserto sul suo eopie: sul set l’animale era interpretato da un vero cammello, dal quale l’attore racconta di essere persino caduto. Per qualche tempo pensò addirittura di comprarne uno, in vista di nuove cavalcate.
L’Obi-Wan del 2022 non è ancora l’eremita di Alec Guinness del 1977: manca la trasformazione definitiva da sopravvissuto alla caduta dei Jedi a vecchio mentore di Luke. Quel periodo non è completamente inesplorato: la serie Marvel Star Wars del 2015 inserì alcune pagine dei diari di Obi-Wan su Tatooine, mentre la miniserie a fumetti Obi-Wan del 2022 attraversò diversi momenti della sua vita attraverso i ricordi.
Nell’ottobre 2024 McGregor raccontò che Disney e Lucasfilm stavano “esplorando alcune idee” per continuare la storia. Disse anche di voler tornare all’epoca delle Guerre dei Cloni e indossare finalmente in live action l’armatura di Obi-Wan vista nell’animazione. Quasi due anni dopo, però, quelle idee non sembrano essere diventate un progetto concreto.
Dal grande schermo a Disney+: il lungo viaggio di Obi-Wan
La storia produttiva di Obi-Wan Kenobi è quasi complicata quanto quella del personaggio. Prima di Disney+, il ritorno di McGregor era stato pensato per il cinema: lo sceneggiatore Stuart Beattie raccontò di aver lavorato a un film concepito addirittura come primo capitolo di una trilogia.
I piani cambiarono dopo il risultato commerciale di Solo: A Star Wars Story, quando Lucasfilm ridimensionò la strategia degli spin-off cinematografici e parte di quel materiale confluì poi nella serie.
Ne nacque una miniserie di sei episodi diretti da Deborah Chow, con McGregor nuovamente accanto a Hayden Christensen nei panni di Anakin Skywalker/Darth Vader.
E il pubblico arrivò: Disney dichiarò che il debutto era diventato la premiere di una serie originale Disney+ più vista globalmente fino ad allora, mentre Nielsen stimò circa 11,2 milioni di spettatori medi statunitensi per il primo episodio nel weekend d’esordio.
Tra il deserto e le stelle, Obi-Wan aspetta ancora
E forse il paradosso è che Star Wars avrebbe oggi più bisogno di Obi-Wan di quanto Obi-Wan abbia bisogno di un’altra serie.
Negli ultimi anni l’espansione della galassia non ha sempre prodotto l’effetto sperato: The Acolyte è stata cancellata dopo una sola stagione, Skeleton Crew, pur apprezzata dalla critica, ha debuttato con ascolti inferiori alle altre serie live action del franchise e persino The Mandalorian and Grogu, chiamato a riportare Star Wars al cinema dopo sette anni, si è fermato intorno ai 345 milioni di dollari nel mondo, un risultato che la stessa Disney ha riconosciuto inferiore alle aspettative.
Non significa che la Forza abbia abbandonato il franchise: la seconda stagione di Andor ha dimostrato esattamente il contrario. Significa forse che moltiplicare personaggi, epoche e derivazioni non basta più. Per una volta, Lucasfilm potrebbe allora seguire il saggio consiglio implicito del suo vecchio Jedi: meno galassie da conquistare, più storie che il pubblico abbia davvero voglia di seguire.
E quei dieci anni ancora vuoti nella vita di Obi-Wan potrebbero essere un buon punto da cui ricominciare.