Sam Neill comparirà nel live action di The Legend of Zelda, insieme a Lydia Peckham, Dichen Lachman e Yvonne Strahovski: il cast di Hyrule comincia finalmente a uscire dalla nebbia.
Nintendo è riuscita finora in un’impresa piuttosto coerente con The Legend of Zelda: costruire un enorme film fantasy lasciando il pubblico davanti a una porta chiusa, con qualche chiave distribuita di tanto in tanto. L’ultima apre però una stanza importante.
Sam Neill aveva completato le riprese del film prima della sua morte, avvenuta a luglio a 78 anni, e il live action diretto da Wes Ball diventerà così una delle ultime apparizioni cinematografiche dell’attore. Il suo personaggio non è stato annunciato. E naturalmente, quando a Hyrule manca un Re e compare Sam Neill, Internet impiega circa tre secondi a fare due più due.
La presenza di Neill si aggiunge a una serie di nuovi nomi emersi quasi contemporaneamente. Dichen Lachman interpreterà Impa, storica protettrice e consigliera della principessa; Yvonne Strahovski avrà invece il ruolo, ancora misterioso, di una regina. A loro si aggiunge Lydia Peckham, il cui personaggio resta segreto, mentre Uli Latukefu è stato indicato come Ganondorf, il grande antagonista della saga.
Latukefu avrebbe firmato un accordo per più film: non significa che una trilogia sia già stata annunciata, ma suggerisce che il personaggio sia stato pensato con una prospettiva più ampia del singolo film.
Sam Neill a Hyrule, il mistero sul Re e gli ultimi film
Sul personaggio di Sam Neill Nintendo e Sony non hanno confermato nulla. L’ipotesi più immediata, circolata anche tra i fan dopo la notizia, è quella del Re di Hyrule, ma per ora rimane esattamente questo: un’ipotesi. La contemporanea presenza di Strahovski nei panni di una non meglio identificata regina rende la teoria ancora più invitante, ma trasformarla in una conferma significherebbe risolvere il dungeon saltando tutti gli enigmi.
Il dato certo è che Neill aveva già girato le sue scene. Le riprese di The Legend of Zelda, effettuate in Nuova Zelanda, si sono concluse nell’aprile 2026 e il film è ora in post-produzione. La New Zealand Film Commission presenta il progetto come una produzione che sfrutta i paesaggi e l’infrastruttura cinematografica del Paese per costruire sullo schermo il regno di Hyrule. Per Neill, considerato da decenni uno dei grandi attori neozelandesi, è una coincidenza produttiva che assume inevitabilmente un peso diverso.
Non sarà peraltro l’unico titolo postumo dell’attore. Neill aveva lavorato anche a Godzilla x Kong: Supernova e alla commedia romantica The Last Resort, dove interpreta il padre del personaggio di Daisy Ridley. È una curiosa ultima deviazione di una carriera che ha attraversato cinema d’autore, horror metafisico e blockbuster: da Possession a In the Mouth of Madness, fino naturalmente ad Alan Grant in Jurassic Park.
Finire anche nel regno di Hyrule, qualunque sia il ruolo, sembra quasi un’ultima escursione in un territorio che gli è sempre stato familiare: quello in cui l’avventura comincia appena la realtà smette di comportarsi normalmente.
Wes Ball ricompone la squadra di Planet of the Apes
Intorno a lui, Wes Ball sta inoltre ricomponendo pezzi di una squadra già conosciuta. Lydia Peckham interpretava Soona in Kingdom of the Planet of the Apes, mentre Dichen Lachman era Korina nello stesso film. Entrambe tornano quindi a lavorare con il regista.
Peckham, attrice neozelandese vista anche in Nuremberg, The Wrecking Crew e nella serie Robin Hood, ha un profilo che si inserisce perfettamente in una produzione girata in Nuova Zelanda e costruita, almeno in parte, attorno a collaboratori già sperimentati da Ball. Non è ancora possibile capire quale personaggio le sia stato affidato, e proprio questa segretezza sta diventando una delle caratteristiche della campagna di avvicinamento al film.
I due ruoli che Nintendo aveva invece deciso di non nascondere sono naturalmente quelli fondamentali. Benjamin Evan Ainsworth sarà Link, mentre Bo Bragason interpreterà la principessa Zelda. Le prime immagini ufficiali li hanno mostrati immersi nei paesaggi verdi della Nuova Zelanda, con costumi che conservano immediatamente l’identità visiva della serie senza trasformare tutto in un cosplay da convention con un budget particolarmente generoso.
Uno Zelda alla Miyazaki: la side quest durata un decennio
Già nel 2023 il regista aveva spiegato di immaginare il film come qualcosa di vicino a un “Miyazaki in live action”, cercando la meraviglia e la leggerezza del cinema di Hayao Miyazaki senza fare di Zelda un altro Signore degli Anelli. L’obiettivo dichiarato era un fantasy capace di sembrare serio e reale, ma anche giocoso e meraviglioso, come riportato all’epoca da Entertainment Weekly.
E c’è una curiosità quasi troppo perfetta per essere inventata dal reparto marketing: Ball aveva scritto pubblicamente del desiderio di dirigere un film di Zelda già nel 2010, tredici anni prima che Nintendo gli affidasse davvero il progetto.
Shigeru Miyamoto produce insieme ad Avi Arad, Nintendo partecipa direttamente alla produzione e finanzia oltre il 50% del film, mentre Sony Pictures cofinanzia e cura la distribuzione mondiale.
Dopo l’esperienza di Super Mario, Nintendo non sta semplicemente concedendo Zelda a Hollywood, ma sta cercando di controllare direttamente il passaggio delle proprie proprietà intellettuali dal videogioco al cinema, come spiegato nello stesso annuncio ufficiale Nintendo.
Quarant’anni di Hyrule, ma quale Zelda arriverà al cinema?
Per una saga nata nel 1986, passata attraverso decine di giochi, manga, spin-off e una famigerata serie animata televisiva, sarà sorprendentemente il primo vero film cinematografico live action dedicato a The Legend of Zelda.
L’appuntamento è ora fissato al 30 aprile 2027., anche se la data ha già attraversato alcuni spostamenti durante la lavorazione.
Nintendo non ha ancora detto se il film adatterà un episodio preciso oppure costruirà una nuova Hyrule assemblando elementi provenienti da quarant’anni di giochi. È una distinzione tutt’altro che secondaria: tra Ocarina of Time, Twilight Princess, Breath of the Wild e Tears of the Kingdom cambiano epoche, atmosfere, geografie e perfino il modo in cui la saga immagina il proprio eroe.
Il cast, però, comincia a suggerire una struttura sorprendentemente classica: Link, Zelda, Impa, Ganondorf, una regina, un possibile sovrano e diversi personaggi ancora senza nome.
Come in ogni buon dungeon di Zelda, mancano soprattutto le stanze che Nintendo non ha ancora deciso di aprire.