Everybody Wants to Fuck Me debutta al Toronto Film Festival scagliandosi contro il “nice guy”. Una commedia nera dalle tinte horror con protagonista Taron Egerton.
Everybody Wants to Fuck Me è stata descritta come una satira della commedia romantica che si mescola con il thriller e l’horror. Al centro c’è il “performative nice guy”, ovvero il “bravo ragazzo” che costruisce accuratamente la propria immagine per risultare desiderabile. Il film vede protagonista il britannico Taron Egerton. Attore poliedrico già apprezzato in Rocketman ed Eddie the Eagle.
Il regista Jonathan Schey ha così presentato il film:
Idealmente, se una coppia andasse a vedere questo film, lei dovrebbe divertirsi da morire per quello che succede al ragazzo. Mentre lui dovrebbe pensare: “Cazzo, sono proprio io”. E poi dovrebbero andare a bere qualcosa e discuterne.
Taron Egerton e il lato oscuro del “bravo ragazzo”

Protagonista è Adam (Egerton), un ragazzo «educato, premuroso, femminista e culturalmente preparato». Legge libri e guarda film femministi, porta borse di tela e va a lezione di yoga. È l’uomo moderno “decostruito”. Come dice Schey, «si impegna davvero moltissimo per essere visto dalle donne come un bravo ragazzo».
Ma Adam è anche un cosiddetto “fuckboy”, figura già protagonista della recente commedia Oh, Hi! Un seduttore predatorio che utilizza la personalità accuratamente costruita per abbordare qualsiasi donna attraente si trovi nelle vicinanze. Dopo averle irretite e aver ottenuto ciò che vuole, le scarica ricorrendo a scuse manipolatorie: “non sei tu, sono io”, per sintetizzare.
Adam, secondo il regista, vive per essere visto e desiderato. Un incontro particolare farà, però, schizzare il suo livello di desiderabilità, portando a conseguenze nefaste. A quel punto il film abbandona progressivamente i territori della commedia romantica per prendere una piega thriller. Se non propriamente horror.
«Il bisogno di essere guardato e desiderato gli si ritorce contro: è lo sguardo portato all’estremo», afferma Schey. Per il personaggio di Adam, il regista ha pensato anche a Billy Crystal in Harry, ti presento Sally. Un uomo a tratti irritante, ma comunque capace di conquistare lo spettatore. Proprio questa ambivalenza lo ha portato a scegliere Egerton
La stand-up comedy dietro Everybody Wants to Fuck Me
L’ispirazione per Everybody Wants to Fuck Me è arrivata a Jonathan Schey dopo aver partecipato a uno spettacolo di stand-up dell’amica Mary Beth Barone. E a essere preso di mira era proprio il regista.
Barone mostrò, infatti, alla platea il suo profilo sulle app di incontri e alcuni messaggi in cui Schey utilizzava proprio quelle scuse tipiche del “nice guy” per interrompere una frequentazione.
Aveva proiettato alle sue spalle i miei messaggi e il mio profilo e li stava analizzando scientificamente. Io avevo fatto tutta quella trafila di uscire con qualcuno e poi mandare questi lunghi messaggi del tipo: “Mi dispiace, non sono in un buon momento mentale, bla bla bla”. E la reazione nella sala fu davvero interessante. Le donne urlavano, ridevano e facevano il tifo mentre lei distruggeva il mio profilo Hinge. Mentre gli uomini erano tutti lì a pensare: “Oh, cazzo”.
Da quell’esperienza è nata l’idea di una commedia che prendesse in giro prima di tutto lo stesso Schey e la sua tendenza alla “performance”. Ma dietro l’ironia c’è anche una frustrazione più generale nei confronti degli appuntamenti contemporanei, nella quale il regista ha riconosciuto qualcosa di condiviso.
L’obiettivo dichiarato è proprio quello di spingere almeno una parte degli spettatori a rispecchiarsi in Adam e a esclamare: «Cazzo, sono proprio io».