L’attore spagnolo Javier Bardem alla Festa del cinema di Roma 2026 riceve il Premio alla Carriera dalle mani di Paolo Sorrentino e richiama il ruolo dei cittadini nella difesa dei diritti umani.
Da 8½ di Fellini a La grande bellezza, il suo omaggio al cinema italiano.
Il cinema come strumento di incontro, condivisione e comprensione reciproca, ma anche la responsabilità dei cittadini nel difendere i diritti umani. Sono i temi al centro dell’incontro con Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma, dove l’attore spagnolo ha ricevuto il Premio alla Carriera in occasione della presentazione di L’essere amato, il nuovo film diretto da Rodrigo Sorogoyen, già in concorso al Festival di Cannes.
Tra il red carpet e la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, Bardem ha raccontato il suo legame con Roma e con il cinema italiano, senza rinunciare a una riflessione sul presente e sui rischi legati alla rinuncia alla partecipazione civica.
“Cosa posso dirti di Roma che non sia già stato detto? Poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso il significato di Roma molto meglio di quanto potrei mai fare io in tutta la mia vita”, ha dichiarato l’attore. La bellezza della capitale, ha aggiunto, rappresenta ciò che gli esseri umani possono realizzare quando mettono l’immaginazione al servizio di qualcosa di positivo.
Ma la storia dimostra anche quanto sia importante non dare per scontati i diritti e le libertà. “Poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali. Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu”, ha affermato Bardem, collegando la responsabilità individuale e collettiva alla tutela dei diritti fondamentali.
Javier Bardem alla Festa del cinema di Roma 2026″Il cinema ci permette di connetterci gli uni con gli altri”
Dal confronto con l’attualità, l’attore è tornato alla sua passione per la settima arte. Il suo film italiano preferito è 8½ di Federico Fellini, che rivede ogni anno e nel quale, a ogni visione, scopre qualcosa di nuovo.
Per Bardem, il cinema conserva una funzione essenziale proprio in un’epoca in cui le relazioni sembrano sempre più fragili. “Il cinema è importante perché ci offre un modo per connetterci sempre di più gli uni con gli altri”, ha spiegato.
L’attore ha descritto il presente come un “tempo di disconnessione”, nel quale le persone possono sentirsi vicine pur rimanendo profondamente distanti. “Creiamo bunker intorno a noi, perdendo i contatti gli uni con gli altri”, ha osservato.
La sala cinematografica, invece, diventa uno spazio in cui è possibile condividere un’esperienza anche con chi la pensa diversamente. “Ci si siede in una stanza buia con i propri amici, i propri nemici, e si vive, non solo si osserva, ma si vive un’esperienza emotiva, un viaggio. È una cosa meravigliosa”, ha raccontato.
Un’idea del cinema come occasione di incontro che si accompagna anche al desiderio di lavorare con altri registi italiani. Alla domanda se gli piacerebbe collaborare con un autore del nostro Paese, Bardem ha risposto sorridendo: “Certo, chi non vorrebbe?”.
Il premio consegnato da Paolo Sorrentino

A consegnargli il riconoscimento è stato Paolo Sorrentino, che ha introdotto l’attore davanti al pubblico insieme alla direttrice artistica della Festa, Paola Malanga, e al presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi.
“Siamo tutti molto felici e onorati di premiare un attore meraviglioso”, ha dichiarato il regista, ricordando con ironia le frequenti occasioni in cui Bardem gli propone di realizzare un film insieme. “Ogni volta che lo incontro mi dice: ‘Dobbiamo fare un film insieme’. Il che probabilmente non è vero, però questa battuta la recita in maniera così bella e appassionata che io sono felice e ci credo”.
Bardem ha ricambiato la stima, citando La grande bellezza tra i film che più lo hanno segnato. Un omaggio significativo per l’attore, che ha accolto il premio con emozione, ma anche con la consapevolezza che i riconoscimenti non debbano diventare un punto d’arrivo.
“I premi debbano essere ricevuti, apprezzati, celebrati e poi dimenticati”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di continuare a crescere attraverso il proprio lavoro. “Così possiamo continuare ad andare avanti e a crescere e, soprattutto, onorare e meritare il posto che gli altri, che voi, che mi date”.
Il suo auspicio è quello di continuare a dimostrare, attraverso i progetti futuri, di meritare la fiducia e l’affetto del pubblico.
L’essere amato, un rapporto difficile tra padre e figlia
La serata romana è stata anche l’occasione per presentare L’essere amato, il film di Rodrigo Sorogoyen che arriverà nelle sale italiane il 12 novembre, distribuito da Movies Inspired.
Bardem interpreta un regista famoso che decide di affidare alla figlia, un’attrice interpretata da Victoria Luengo, il ruolo da protagonista del suo nuovo lungometraggio. Una scelta professionale che riporta in primo piano un rapporto familiare difficile, segnato da anni di incomprensioni e distanze.
Prima di lasciare il palco, l’attore ha descritto il progetto come “un film bellissimo, profondo, coraggioso”.
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