Almanacco del 17 ottobre 2026: Rita Hayworth, Montgomery Clift, Bullitt, Scorsese, Birdman e altre ricorrenze nella storia del cinema.
Accadde oggi al cinema
1939 – Mr. Smith Goes to Washington arriva davvero a Washington, e i politici non gradiscono
Il 17 ottobre 1939 Frank Capra presenta Mr. Smith Goes to Washington alla Constitution Hall di Washington. La serata, organizzata dal National Press Club, è enorme: circa 4.000 invitati, tra cui 45 senatori e numerosi membri del Congresso, assistono al film con James Stewart nei panni dell’ingenuo Jefferson Smith, catapultato dentro un sistema politico dominato da interessi, compromessi e corruzione.
L’accoglienza istituzionale è tutt’altro che calorosa. Politici e giornalisti contestano l’immagine del Senato proposta da Capra; il leader della maggioranza Alben W. Barkley arriva a definirla una distorsione grottesca. Uno dei film americani più celebrati sull’integrità democratica debutta così facendo infuriare proprio una parte delle persone che rappresenta sullo schermo.

1968 – Bullitt porta Steve McQueen nelle strade di San Francisco
Il 17 ottobre 1968 apre a New York Bullitt di Peter Yates, con Steve McQueen nei panni del tenente Frank Bullitt. Il film trasforma il poliziesco in qualcosa di più asciutto, fisico e moderno, ma soprattutto consegna alla storia del cinema la lunga sequenza dell’inseguimento automobilistico attraverso San Francisco.
Non è soltanto una scena spettacolare: il modo in cui viene girata e montata diventerà un riferimento per generazioni di action movie. Il film otterrà due candidature agli Oscar e vincerà quella per il montaggio, mentre McQueen consoliderà definitivamente l’immagine dell’eroe che parla poco e lascia fare alla macchina da presa.
1986 – Scorsese riporta Fast Eddie al tavolo da biliardo
Il 17 ottobre 1986 esce negli Stati Uniti Il colore dei soldi di Martin Scorsese. Paul Newman torna a interpretare Eddie Felson, il giocatore di biliardo di Lo spaccone, 25 anni dopo il film di Robert Rossen. Questa volta davanti a lui c’è Tom Cruise, già reduce nello stesso anno dall’esplosione commerciale di Top Gun.
Quello che potrebbe sembrare un semplice passaggio di testimone diventa invece un film sul talento, sull’ego e sulla capacità di trasformare l’esperienza in potere. Newman, candidato sei volte senza mai vincere come attore, otterrà proprio per Fast Eddie il suo primo Oscar competitivo come miglior protagonista.
1997 – So cosa hai fatto riporta lo slasher in cima al box office
Il 17 ottobre 1997 arriva nelle sale americane I Know What You Did Last Summer, distribuito in Italia come So cosa hai fatto. Il film scritto da Kevin Williamson, sceneggiatore di Scream, debutta direttamente al primo posto con 15,8 milioni di dollari nel weekend, davanti a L’avvocato del diavolo.
Jennifer Love Hewitt, Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe e Freddie Prinze Jr. diventano i volti di una nuova generazione dello slasher. Il film arriverà a circa 125 milioni di dollari nel mondo, contribuendo insieme a Scream a trasformare nuovamente l’horror adolescenziale in uno dei prodotti più redditizi di Hollywood.
2003 – Non aprite quella porta dimostra che anche l’horror può vivere di remake
Esattamente sei anni dopo, il 17 ottobre 2003, esce negli Stati Uniti il nuovo The Texas Chainsaw Massacre, distribuito in Italia come Non aprite quella porta. Diretto da Marcus Nispel, prodotto anche da Michael Bay e interpretato da Jessica Biel, riprende il film di Tobe Hooper del 1974 trasformandolo secondo l’estetica dell’horror dei primi anni Duemila.
Il risultato commerciale è difficile da ignorare: circa 28 milioni di dollari nel primo weekend, primo posto al box office, e più di 107 milioni nel mondo a fronte di un budget inferiore ai 10 milioni. È anche il primo film della Platinum Dunes, società che negli anni successivi costruirà buona parte della propria identità proprio sui remake dell’horror americano.
2014 – Birdman comincia in quattro sale e finirà con l’Oscar
Il 17 ottobre 2014 Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro G. Iñárritu arriva nei cinema americani dopo l’apertura della Mostra di Venezia. Fox Searchlight parte piccolissima: soltanto quattro sale, tra New York e Los Angeles. Nel primo weekend il film incassa 424.397 dollari, oltre 100.000 per cinema.
La distribuzione si allargherà gradualmente e quella commedia nerissima sull’attore di un vecchio cinecomic incapace di liberarsi dal proprio personaggio arriverà fino agli Oscar. Birdman vincerà miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia, trasformando quella minuscola uscita del 17 ottobre nell’inizio di una delle campagne cinematografiche più riuscite della stagione.
Nati il 17 ottobre
Il 17 ottobre 1918 nasce Rita Hayworth, Margarita Carmen Cansino all’anagrafe. Ballerina prima ancora che attrice, diventa una delle immagini definitive della Hollywood degli anni Quaranta con Gilda, dopo che lo studio ne aveva progressivamente modificato nome, capelli e persino l’attaccatura della fronte per costruirne l’immagine cinematografica.
Due anni esatti dopo, il 17 ottobre 1920, nasce Montgomery Clift. Con Red River, The Search, Un posto al sole e Da qui all’eternità porta sullo schermo un protagonista maschile inquieto e vulnerabile, anticipando la rivoluzione interpretativa che pochi anni dopo sarebbe stata associata a Marlon Brando e James Dean. Riceverà quattro candidature all’Oscar.
Nel 1948 nascono nello stesso giorno Margot Kidder e George Wendt. Kidder diventerà per un’intera generazione Lois Lane accanto al Superman di Christopher Reeve, dopo essere passata anche attraverso il cinema di Brian De Palma; Wendt costruirà la propria fama soprattutto come Norm in Cheers, affiancandovi una lunga carriera cinematografica.
Il 17 ottobre 1960 nasce il regista e coreografo Rob Marshall, che porterà il musical di Broadway dentro il cinema contemporaneo con Chicago, per poi dirigere Memorie di una geisha, Nine, Into the Woods e Mary Poppins Returns.
Nel 1974 nasce Matthew Macfadyen, futuro Mr. Darcy di Pride & Prejudice, interprete di Frost/Nixon, Anna Karenina e Operation Mincemeat, oltre che Tom Wambsgans in Succession.
Il 17 ottobre 1983 nasce infine Felicity Jones, candidata all’Oscar come protagonista per La teoria del tutto e successivamente volto di Jyn Erso in Rogue One: A Star Wars Story. Una seconda candidatura arriverà grazie a The Brutalist.
Ci hanno lasciato oggi
Il 17 ottobre 1998 muore Joan Hickson, attrice britannica con una carriera cominciata negli anni Venti e oltre cento apparizioni cinematografiche. La fama internazionale arriva però quando ha già quasi ottant’anni, grazie alla sua interpretazione di Miss Marple negli adattamenti BBC dei romanzi di Agatha Christie.
Il 17 ottobre 2007 muore Joey Bishop, ultimo membro ancora in vita del nucleo storico del Rat Pack con Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr. e Peter Lawford. Al cinema era apparso tra l’altro nell’originale Ocean’s 11 del 1960, oltre che in The Naked and the Dead e The Delta Force.
Il 17 ottobre 2017, a cento anni, scompare Danielle Darrieux, una delle carriere più lunghe del cinema francese: oltre otto decenni e più di cento film, da Mayerling a I gioielli di Madame de… di Max Ophüls, fino a 8 donne e un mistero e alla voce della nonna in Persepolis.
Una cosa che non sapevamo
In Birdman il problema era diventare un personaggio. Oggi il problema è riuscire a non diventarlo.
Attori, registi e artisti non sono soltanto giudicati per ciò che fanno: esistono continuamente come profili, immagini, dichiarazioni, metriche, reazioni e frammenti rilanciati dagli algoritmi. Nel 2014 Iñárritu parlava già dei social come di un sistema al quale stavamo delegando il potere di validarci; sembrava una critica alla vanità della celebrità.
Dodici anni dopo, quella distinzione tra persona e immagine pubblica si è assottigliata. Non è cambiato soltanto il modo in cui costruiamo la fama: è cambiato il rapporto tra identità e visibilità. Il personaggio non comincia più quando si entra in scena, e non finisce necessariamente quando si esce.
La frase del giorno
“Papà diceva sempre che le sole cause per cui vale la pena combattere sono quelle perdute.”
È una delle frasi che definiscono Mr. Smith Goes to Washington. La pronuncia Jefferson Smith, il giovane senatore interpretato da James Stewart, mentre decide di continuare una battaglia che sembra ormai impossibile. Presentata proprio il 17 ottobre 1939 davanti a senatori e membri del Congresso, assumeva un significato tutt’altro che astratto: Capra stava mostrando agli uomini del potere un film nel quale la dignità della politica nasce dalla capacità di opporsi al potere stesso. La formula, peraltro, non nasce con il film: espressioni quasi identiche circolavano già da decenni. È Mr. Smith, però, a trasformarla in uno dei grandi credo democratici del cinema americano.