Je so’ Pazzo

Festa del Cinema 2026, ‘Je so pazzo’: il film su Pino Daniele conquista il pubblico

Festa del Cinema 2026, ‘Je so pazzo’: il biopic di Nicola Prosatore emoziona e mette al centro l’uomo dietro il mito, rilanciando il nuovo cinema napoletano.

‘Je so pazzo’, Festival Roma 2026. Grande successo per il film dedicato al grande artista, capace di appassionare e arrivare al cuore degli spettatori.

Festa del Cinema 2026, ‘Je so pazzo’: una partenza in grande stile

'Je so pazzo', Festival Roma 2026
‘Je so pazzo’, Festival Roma 2026

Il Festival di Roma accoglie uno dei titoli più attesi dell’autunno cinematografico: ‘Je so’ pazzo’, il film di Nicola Prosatore dedicato alla vita di Pino Daniele, che si impone come uno dei biopic italiani più intensi degli ultimi anni.

Prosatore non costruisce un monumento, ma un viaggio emotivo che attraversa l’infanzia, le prime ferite, la crescita artistica e la nascita di una voce destinata a diventare simbolo di Napoli e dell’Italia intera. Il film si ferma al 1981, prima dell’esplosione definitiva del mito, per concentrarsi sull’uomo che ancora non sa di essere una leggenda.

Festa del Cinema 2026, ‘Je so pazzo’: i protagonisti

A interpretare Pino Daniele è Massimiliano Caiazzo, che affronta una trasformazione radicale: venticinque chili presi per il ruolo, un lavoro fisico credibile e una ricerca interiore che restituisce contraddizioni, inquietudine, dolcezza e quella “pucundria” che il cantante descriveva come un dolore che pulsa nel petto.

Caiazzo non imita: incarna. E il risultato è una performance che sta già facendo parlare di sé. Accanto a lui un cast ricco e solido: Antonia Truppo e Monica Nappo nelle parti delle zie-mamme, Giovanni Ludeno nel ruolo del padre, Gianfranco Miranda, Francesco Venditti, Maurizio Merluzzo.
E ancora Carlo Valli, Franco Mannella, Massimo Triggiani, Cristiana Lionello, Sara Giacopello, Loris Bondesan, Davide Pietrobono e molti altri che compongono la cerchia familiare e musicale del giovane Pino.
Tra le presenze più significative c’è Maria Sole Pollio, che interpreta Dorina, figura chiave nel percorso emotivo del protagonista. Pollio, che ha alle sue spalle un curriculum artistico di tutto rispetto, come attrice, presentatrice e conduttrice radio,  porta sullo schermo una Dorina complessa, luminosa, capace di rappresentare quella parte di Napoli che non ferisce ma accoglie, che non giudica ma accompagna.
La sua interpretazione aggiunge delicatezza e forza al racconto, confermando la crescita di un talento che sta diventando uno dei volti più promettenti della nuova generazione.
Prosatore filma Napoli come una creatura di contrasti: bella e brutale, materna e spietata, impossibile da incasellare. È una città che ferisce e incanta, proprio come Pino Daniele. Una città che resta nel cuore.
Il film restituisce questa irriducibilità, mostrando che dietro la voce inconfondibile non c’era un mito senza ombre, ma un uomo che cercava nella musica una casa che forse non ha mai trovato del tutto.