Skip to content Skip to footer
Jumanji: Open World, Sony rilancia il caos in grande

Jumanji: Open World, Sony rilancia il caos in grande

A CinemaCon Sony svela Jumanji: Open World, omaggia Robin Williams e promette il capitolo più grande della saga. Caos e nostalgia si riversano nel mondo reale.

Sette anni dopo l’ultimo giro di giostra, Jumanji torna a CinemaCon con un titolo ufficiale, un primo assaggio di trailer e una promessa sobria, molto hollywoodiana, credibile come un coccodrillo in tangenziale: sarà il film più grande della saga.

Il nuovo capitolo si chiamerà Jumanji: Open World e arriverà a Natale 2026, con Dwayne Johnson, Kevin Hart e Jack Black di nuovo schierati in prima linea per ricordarci che in fondo la giungla non muore mai: si limita a cambiare reparto marketing.

Robin Williams, il dado e la nostalgia che stavolta funziona

La parte più peculiare dell’operazione, almeno per ora, è che Sony ha provato a vendere il film non soltanto come ennesimo sequel con animali arrabbiati e avatar in crisi identitaria. Durante il panel, Johnson ha reso omaggio a Robin Williams, ricordando che senza di lui questo franchise non sarebbe mai esistito nella forma che conosciamo.

La nostalgia, miracolosamente, non sembra usata come deodorante per coprire l’odore di franchise esausto: nel film comparirà infatti in ogni scena un easter egg dedicato a Williams e riferito a Jumanji del 1995.

Johnson aveva già definito questo film “the big finale”, lasciando intendere che Open World possa essere la chiusura del ciclo moderno della saga. E forse è la mossa più giusta. Jumanji ha funzionato benissimo quando ha mescolato ironia, videogame e star power; tirarla troppo per le lunghe rischierebbe di trasformare una saga molto simpatica in un tunnel della proprietà intellettuale infinita.

Jumanji straripa nel mondo reale, un trauma formato famiglia

Il trailer mostrato a CinemaCon riprende il cliffhanger di The Next Level e spinge il concetto un passo più in là: questa volta sono gli elementi di Jumanji a invadere il mondo reale. Il film metterà quindi in scena la cosa che i precedenti avevano solo sfiorato: il videogioco che straripa dalla console, gli avatar finiscono nel nostro habitat urbano e la città si ritrova infestata da draghi di Komodo, rinoceronti e giungla assortita.

Dietro la macchina da presa torna Jake Kasdan, con sceneggiatura firmata insieme a Jeff Pinkner e Scott Rosenberg, mentre Sony ha anche spostato l’uscita dal 11 al 25 dicembre 2026, piazzando Open World in pieno corridoio natalizio e inquadrandolo come probabile titolo da festa grossa, da famiglie riunite, da botteghino transgenerazionale.

Jumanji: Open World sembra voler fare esattamente questo: Robin Williams come bussola emotiva, il caos del gioco nel mondo reale come detonatore commerciale. Hollywood, quando vuole, sa essere sentimentale con il registratore di cassa acceso.