Con Scuola di seduzione, Carlo Verdone torna a immergersi tra le strade di Roma per catturare le nevrosi e le fragilità sentimentali del nostro tempo.
Il nuovo lavoro del regista romano ha debuttato ufficialmente il 1º aprile 2026 ed è attualmente disponibile in esclusiva sulla piattaforma Paramount+.
Scuola di seduzione: trama e personaggi
Sotto la guida della carismatica love coach Ortensia (Karla Sofía Gascón), sei individui smarriti cercano di superare blocchi emotivi e insicurezze per raggiungere una nuova consapevolezza di sé.
Tra i banchi di questa insolita scuola troviamo Clemente (Carlo Verdone), musicista sessantenne stanco della propria monotonia; Bruno (Lino Guanciale), docente di matematica ancora oppresso dall’ingombrante figura materna; Adele (Beatrice Arnera), influencer dai fallimenti sentimentali sbandierati sui social, Giuliana (Vittoria Puccini), infermiera in piena crisi coniugale, il giovane Emanuele (Romano Reggiani) e l’attivista Gaia (Euridice Axen). In un mosaico di esistenze che finiscono inevitabilmente per intrecciarsi, ognuno di loro approderà a un proprio epilogo personale, riscoprendo tra le pieghe delle proprie fragilità una rinnovata forza interiore.
Il cast si amalgama con naturalezza e simpatia, pur con esiti alterni: se Lino Guanciale e Beatrice Arnera brillano per verve e tempi comici, la Gascón appare purtroppo meno centrata e meno spontanea, faticando a trovare la stessa sintonia organica dei colleghi.
Specchio sociale e umanità
Verdone sfrutta la cornice romana per analizzare l’epoca dei social e delle “relazioni liquide”, toccando con la consueta sensibilità temi sessuali e sociali di stretta attualità. Viene quasi da definirli come “sei personaggi in cerca d’amore”: un gioco di parole che, oltre all’evidente omaggio a Pirandello, ne sottolinea efficacemente l’isolamento esistenziale e la difficoltà di trovare un posto nel mondo.
La forza della pellicola risiede nella grande umanità che il regista infonde in ogni fotogramma, supportata da una regia e una fotografia funzionali alla commedia, che accompagnano la riflessione sui disagi del presente senza mai giudicare i protagonisti.
Luci e ombre di un rilancio atteso
Dopo il successo della serie Vita da Carlo e il riscontro tiepido del precedente Si vive una volta sola (2021), Carlo Verdone tenta il rilancio cinematografico con un’opera dalla doppia anima.
Se la prima parte di Scuola di seduzione convince per arguzia e ritmo, coinvolgendo lo spettatore con una scrittura efficace e divertente, la seconda metà subisce una flessione evidente. Il tono scivola verso soluzioni decisamente più convenzionali, approdando a un finale melenso e prevedibile che appiattisce la freschezza iniziale. L’acuta analisi sociale si stempera così in una risoluzione eccessivamente stucchevole che richiama quasi i classici “cinepattoni” per la sua intrinseca convenzionalità.
Il film finisce per smarrire la propria identità in un epilogo che sacrifica l’ironia a favore di un sentimentalismo già visto. Nel complesso, resta comunque un’opera piacevole, leggera e senza troppe pretese, adatta a chi cerca un intrattenimento disimpegnato, pur lasciando l’amaro in bocca per quelle premesse iniziali che promettevano un graffio più profondo.
1 commento