TIFFCOM 2026

Lo studio dei fratelli Russo: “L’AI non basta per creare storie originali”

Al TIFFCOM lo studio dei fratelli Russo, spiega perché l’intelligenza artificiale non può sostituire la creatività umana mentre annuncia l’interesse per i manga e i talenti giapponesi.

Lo studio dei fratelli Russo considera l’intelligenza artificiale uno strumento utile per realizzare film, ma non ancora capace di concepire storie realmente originali. È la posizione espressa dai dirigenti di AGBO, la società fondata dai registi di Avengers: Endgame, durante un incontro al TIFFCOM di Tokyo, dove è emerso anche un crescente interesse per il cinema giapponese e i manga.

Il 29 ottobre, nel corso della conferenza Technology and Storytelling, Chris Brearton, partner di AGBO, e Dominic Hughes, responsabile scientifico dello studio, hanno affrontato il rapporto tra innovazione tecnologica e creatività cinematografica. Il loro messaggio distingue le possibilità offerte dall’AI dalla capacità umana di inventare nuovi universi narrativi.

Per AGBO, attualmente impegnata nella post-produzione di Avengers: Doomsday, questa distinzione guiderà anche i prossimi investimenti: produzioni potenzialmente meno costose, nuove collaborazioni internazionali e progetti capaci di attraversare cinema, videogiochi e altri media.

AGBO e intelligenza artificiale: perché l’AI non basta a creare nuove storie secondo i fratelli Russo

“Le macchine sono molto brave a rimescolare ciò che è stato fatto in passato”

Così ha dichiarato Dominic Hughes, spiegando che il problema emerge quando uno studio deve sviluppare proprietà intellettuali completamente nuove.

Secondo Hughes, creare una storia originale richiede anche la capacità di interpretare lo spirito del tempo, riconoscere i cambiamenti nel pubblico e immaginare qualcosa che non sia semplicemente una rielaborazione di opere precedenti. È proprio questo grado di novità che, nella valutazione del dirigente, i sistemi di intelligenza artificiale non riescono ancora a raggiungere.

La posizione è particolarmente significativa considerando il ruolo di Hughes, che prima di entrare in AGBO ha lavorato allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per Apple News. Non si tratta dunque di respingere la tecnologia, ma di individuarne i limiti nel processo creativo.

Chris Brearton ha sottolineato come gli strumenti emergenti potrebbero consentire ai giovani registi di realizzare film con budget inferiori, ambientazioni più elaborate e possibilità visive prima difficilmente accessibili. Ha citato i percorsi di Kane Parsons e Curry Barker, entrambi emersi attraverso cortometraggi pubblicati su YouTube, come esempi di una nuova generazione di filmmaker.

La riduzione dei costi, tuttavia, non dovrebbe spostare l’attenzione dall’interpretazione degli attori, che Brearton considera ancora fondamentale. AGBO intende mantenere un modello produttivo nel quale le decisioni creative rimangano affidate agli artisti.

I fratelli Russo guardano al Giappone: manga e nuove collaborazioni

L’altra direzione indicata da AGBO riguarda l’espansione internazionale, con particolare attenzione al Giappone e alle sue proprietà intellettuali.

Brearton ha manifestato la volontà di collaborare con gli autori giapponesi, imparando dalle loro esperienze e sviluppando racconti capaci di raggiungere pubblici culturalmente differenti. Il dirigente ha anticipato:

“Anche i manga faranno parte di quello che faremo”

Secondo Brearton, la maggiore circolazione internazionale delle produzioni asiatiche è stata favorita anche dalla tecnologia: sottotitoli e piattaforme digitali hanno reso accessibili a un pubblico globale storie che in passato incontravano maggiori ostacoli nella distribuzione.

Per AGBO, che ha partecipato alla realizzazione di Everything Everywhere All at Once e ha sviluppato il franchise Netflix Extraction, l’interesse per il Giappone rappresenta quindi una possibile estensione delle proprie attività produttive.

Lo studio è intanto impegnato su Avengers: Doomsday, diretto da Joe e Anthony Russo e previsto nei cinema statunitensi il 18 dicembre 2026. Il film riunirà personaggi provenienti da differenti universi Marvel, con Robert Downey Jr. nel ruolo di Victor von Doom.

Il futuro di AGBO tra cinema, videogiochi e intrattenimento interattivo

Il progetto industriale delineato a Tokyo non riguarda soltanto la produzione di film. AGBO vuole esplorare forme narrative pensate per un pubblico abituato a utilizzare contemporaneamente più dispositivi e a muoversi tra piattaforme differenti.

Brearton ha descritto la possibilità di offrire esperienze collegate attraverso più schermi, combinando contenuti audiovisivi, interattività e partecipazione diretta dello spettatore.

Non significa necessariamente trasformare ogni film in un videogioco o costruire un universo narrativo intorno a ogni nuova produzione. L’obiettivo è sperimentare linguaggi che permettano al pubblico di interagire con le storie in modi diversi dalla visione tradizionale.

Il dirigente ha precisato che questo modello non sarà adatto a tutti i progetti e non rappresenta l’unica evoluzione possibile dell’intrattenimento.

La prospettiva delineata da AGBO tiene così insieme due ambizioni: utilizzare la tecnologia per rendere accessibili forme di produzione e distribuzione sempre più complesse, senza affidarle necessariamente il compito di inventare le storie. Una distinzione che diventa ancora più interessante davanti alla possibilità di lavorare con gli autori giapponesi, proprio mentre Hollywood cerca nuovi universi narrativi da portare sugli schermi.

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